La buona giornata

La Mamma!

Il Vangelo del giorno a cura di don Vittorio Marelli

don Vittorio Marelli, sacerdote della Parrocchia dell’Annunciazione a Milano Affori:

Riflessioni al Vangelo del giorno secondo la liturgia ambrosiana

 

 

 

Mercoledì 03/06/2020

Vangelo - (Lc 8,42-48)

Le folle si accalcavano attorno al Signore Gesù. E una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, la quale, pur avendo speso tutti i suoi beni per i medici, non aveva potuto essere guarita da nessuno, gli si avvicinò da dietro, gli toccò il lembo del mantello e immediatamente l’emorragia si arrestò. Gesù disse: «Chi mi ha toccato?». Tutti negavano. Pietro allora disse: «Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia». Ma Gesù disse: «Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me». Allora la donna, vedendo che non poteva rimanere nascosta, tremante, venne e si gettò ai suoi piedi e dichiarò davanti a tutto il popolo per quale motivo l’aveva toccato e come era stata guarita all’istante. Egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace!».

Riflessioni

Durante i mesi della pandemia abbiamo capito quanto importanti per la nostra vita siano le relazioni. Ora che ci possiamo almeno vedere di persona, ci è ancora impedito – però – di compiere alcuni gesti significativi quali l’abbraccio, la stretta di mano, la carezza. Gesti che esprimono non solo con le parole ma anche concretamente l’affetto verso l’altro.

La donna del Vangelo di oggi viveva senza relazioni da dodici anni. Non per sua volontà ma perché considerata e additata come impura a causa della sua malattia e, dunque, emarginata di tutti e da tutto. Questa donna è stata costretta dal giudizio degli altri a non vivere (proviamo a pensare di restare dodici anni senza contatti o relazioni con gli altri!).

Ella inizia a vivere quando decide di fare ciò che gli altri non le permettono: decide di toccare Gesù. Cerca di ritrovare la vita in Colui che è il Signore della vita. Esce alla scoperto. Si mette in gioco.

E Gesù si lascia toccare.

Il suo venire a contatto con l’umanità malata della donna diventa fonte di vita nuova. L’incontro con Gesù la toglie dalla solitudine e dall’emarginazione.

È un invito anche per noi a stare vicino a Gesù, a stringerci di più a Lui per trovare il usto della vita. Ho questo desiderio oppure preferisco ancora vivere “distanziato” il mio rapporto con lui, per evitare la fatica di cambiare e di mettersi in gioco?