Omelie di don Mario

 

La Mamma!

 

Omelie di don Mario
Registrazioni audio e trascrizioni

Da tempo ci viene chiesto da tanti di voi, amici di Radio Mater, di poter ascoltare e leggere le omelie di don Mario: tanti sono coloro che per motivi di lavoro o di studio non possono seguire sempre le celebrazioni. Quindi, certamente una richiesta giusta e condivisa la vostra. Le omelie di don Mario, infatti, sono una ricchezza e un patrimonio spirituale, a cui tutti devono avere la possibilità di accedere, di riascoltare e soprattutto meditare.

Ecco quindi la decisione di trascriverle e di pubblicarle. In questo spazio del sito troverete l’audio e il testo delle omelie a partire dal 6 febbraio 2020, giorno del suo novantesimo compleanno.

Per completare la lettura della singola omelia, cliccare su “Resto del testo”

 

La Mamma!
 

 

Omelia del 19/07/2020

 

Audio

“Quello che si soffre in Terra,
sarà felicità per sempre in Cielo”.

Come chiamare questa domenica miei cari? Se vogliamo chiamarla : “la domenica della “porta stretta”. L’abbiam sentito adesso nel Vangelo che il Diacono Lucio ci ha messo nel cuore, Gesù che ad uno che chiedeva se erano pochi o tanti quelli che si salvano dice: “… sforzatevi di entrare dalla porta stretta…”. In Cielo si va, se siamo capaci qui in terra di compiere quello che è stretto, che si sente come sacrificio addosso a noi, in noi, tutto quello cioè che ci distoglie dal Signore, da Gesù. Gesù è l’Arca dell’Alleanza, che abbiam trovato nella prima lettura che il Signore proprio a Giosuè indica come l’Arca, davanti alla quale mettere 12 pietre per poter offrire davanti all’Arca i sacrifici al Signore. La potenza di quest’Arca dell’Alleanza, che conteneva le due tavole della legge cioè i dieci comandamenti dati da Dio a Mosè, rappresentano per noi la Croce, l’Arca dell’Alleanza, la Croce su cui Gesù, morendo, soffrendo cancella il peccato di noi uomini, e poi risorgendo ci ridà Dio che deve essere la nostra vita già qui sulla terra per esserlo poi in Cielo.

Miei cari, come vivere così strettamente, cioè con i sacrifici che dobbiamo compiere per eliminare il peccato da noi e come vivere con quelle sofferenze, impegni, sacrifici che ci fanno veramente vivere di Dio, vivere di Gesù che appunto morendo e risorgendo ha voluto che questo si rinnovasse in ogni messa? Noi siamo qui per la celebrazione di un’altra messa per prendere Gesù morto in croce, Gesù risorto a Pasqua, e per metterLo in noi per farLo diventare nostra vita. Proviamo a chiederci: “… ci credo veramente a queste cose?...”.

La seconda lettura di oggi ci parla con chiarezza che tutto avverrà in noi divinamente nella fede, se avremo fede. La fede di cui parliamo sempre, è il dolce legame che ci lega a Gesù, che ci fa pensare a Gesù, amare Gesù, ascoltare Gesù, vivere Gesù in noi, in modo che il peccato non ci tocchi più, e sia la virtù, la santità a rendere la nostra vita veramente divina.

Oh miei cari! Che differenza tra il vivere qui in terra materialmente senza pensare e vivere di Gesù. Chiediamola questa fede, una fede che realmente sia di preghiera, di parola di Dio, di impegno, di sacrificio, anche di sofferenza. Oggi terza domenica del mese, come facciamo qui in Cappellina, ricordiamo particolarmente una delle realtà che il peccato ha portato negli uomini, la sofferenza, la malattia, ricordiamo tutti gli ammalati di questa epidemia e in particolare i nostri. Dopo la Comunione, esponendo Gesù, chi ha avuto il bigliettino e ha messo il nome di qualche ammalato particolare, verrà qui fuori e il Diacono con Gesù Eucaristico accoglierà questo bigliettino e benedirà, perché la benedizione arrivi a questo ammalato, a tutti gli ammalati, dia la forza di offrire di soffrire come ha fatto Gesù, offrendo al Padre il suo soffrire per la nostra salvezza.

Oh miei cari! Sentiamola così questa domenica e viviamola così, chiediamo una grande fede che produca amore e vita divina e dia a chi soffre, ai nostri ammalati la forza di sentire che quello che si soffre di qui sarà felicità di Là per sempre in Cielo.

Omelia del 12/07/2020

 

Audio

“I comandamenti li stiamo osservando? Li amiamo?”

E’ sempre bello ascoltare la Parola del Signore! La Chiesa mettendo la Parola del Signore come prima realtà anche per la liturgia più solenne che è la Messa, ci mette a contatto vivo col Signore. Ecco, come nella prima lettura Mosè chiede di vedere il volto di Dio, noi chiediamo di sentire la Sua Parola. II Signore risponde bene a Mosè: nessuno può vedere il mio volto. Lo vedremo in Cielo, qui in terra nessuno lo può vedere. E se anche in certe visioni si fa vedere, è un viso umano, ma in Cielo lo vedremo così come Egli è, il Dio della perfezione, della bellezza, della gioia, dell’amore!

Oh Signore ti chiediamo, sentendo questa espressione di Mosè: “… mostrami il Tuo volto…” e ti chiediamo di amare anche noi la preghiera e che possiamo dirti: “… fatti sentire, fammi sentire la Tua presenza nel cuore!...”. Che bello, mie cari, sentire la gioia di avere Dio in noi. Facciamo proprio della preghiera la realtà più bella di ogni nostra giornata. Non lasciamo ogni giorno senza preghiera, senza gridare che Gesù è venuto a rendere attuale quello che nella prima lettura abbiamo sentito quando il Signore dice a Mosè: “… farò un’alleanza nuova con il mio popolo…”. E questa alleanza nuova, lo sappiamo noi cristiani, è il Figlio di Dio che diventa anche uomo nel grembo di Maria. E il peccato, quando Gesù morirà in croce, sarà perdonato e l’uomo diventerà veramente un cuore solo, un’anima sola, una vita sola con Gesù. E Gesù lo preparerà, CI preparerà qui in terra a contemplarlo in Cielo, trovandolo come la nostra felicità.

Allora che cosa dobbiamo fare? L’ha detto il Signore a Mosè: “... prendi ancora due pietre come le prime che tu hai spezzato buttandole contro quel vitello d’oro che gli israeliti avevano fatto mentre tu eri qui sul monte e ti davo i dieci comandamenti...”, “... tu sei sceso hai visto che adoravano un vitello anziché Me Signore, e hai buttato le due pietre dei comandamenti sul vitello distruggendo vitello. Domani mattina verrai ancora e io ti darò nuovamente, se mi porti due tavole di pietra i comandamenti che guideranno l’umanità in tutta la vita terrena fino a evitare il peccato e a raggiungere un giorno l’eternità, la felicità del Cielo…”.

I comandamenti miei cari li stiamo osservando? Li amiamo? Li ricordiamo? Chiediamo veramente ogni giorno nella preghiera: “…fammi vivere anche oggi con i tuoi comandamenti perché tutta la mia vita sia bella Signore! Come la tua che è perfetta, che è Divina e umana, fa che noi siamo umani, certo, ma la tua grazia, la tua vita Divina entri in noi con i comandamenti e allontani il peccato e ci faccia sempre più santi! …” Ma non basta, la seconda lettura ci ha detto che nel vivere con il Signore dobbiamo diventare dei collaboratori nel bene. Ecco allora la Chiesa che collabora con Gesù, Salvatore degli uomini, e chiede ad ognuno di fare una parte di collaborazione nel bene, per poter fare ciascuno qualcosa e realizzare insieme con Gesù la Sua redenzione, come ha fatto Maria. Oh cosa ha fatto! Tutta di Gesù, come han fatto i santi, oh cosa han fatto! Totalmente suoi, così anche noi dobbiamo diventare sempre più santi e fare del bene, diventare collaboratori qui dove la Mamma ci chiama in Radio Mater o nelle vostre parrocchie, ovunque siete, fate del bene, collaborate con Gesù a salvare l’umanità per farla diventare come ci ha detto il Vangelo: “una comunità di anime beate”. Le beatitudini, le sappiamo? Le sentiamo? E ripete spesso la Chiesa nella parola di Dio, tocca a noi diventare vite così, poveri nelle ristrettezze umane, nella sofferenza, nella gioia di fare il bene, le beatitudini! Beati, beati, beati! Sì facci beati Signore! Facci beati Gesù! facendo vivere quello che ci hai insegnato come tue beatitudini, e poi ecco il Vangelo, dice: “... se vi hanno anche offeso: perdonate! Perché come io ho amato voi, anche amatevi fra di voi, non offendetevi, non siate cattivi con nessuno, siate buoni, perdonate a tutti e fate come il Padre Divino ha perdonato all’umanità attraverso Gesù!...”

Oh Mamma! Oh Santi! Gesù! prendici! Prendeteci! Fateci veramente impegnati nella santità nell’amore, nel volerci bene, nel perdonarci, nell’essere amabili, non nervosi con tutti, sia il modo più bello per vivere la vita qui in terra e sentirla un giorno immersa in Dio Amore che è venuto sulla terra a insegnarci a volerci bene.

Signore fa che ci vogliamo bene! Mamma amaci! Santi aiutateci! Che tutta la nostra vita sia veramente una vita secondo Dio qui in terra e in Cielo!

Omelia del 05/07/2020

 

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Dio ci ripete: “Ti voglio più mio!
Distaccati da quello che ti distoglie da Me!”

Oh miei cari! Ogni domenica venendo alla Santa Messa ci incontriamo con la Parola di Dio. Così anche nelle altre Messe, durante i giorni feriali, il Signore - anche se vede tante scuse in noi come abbiam sentito adesso nel Vangelo - se vede che tante volte diciamo di no, non si stanca di chiamarci. In Radio Mater guardate le trasmissioni sulla Parola di Dio: 24 ore su 24 ore, quanto Dio ci parla! Siamo noi che a volte non ascoltiamo. Invece abbiamo visto nella prima lettura Abramo, appena il Signore gli dice: “.. lascia il tuo paese e vieni dove io ti indicherò perché sarà la tua eredità…” ubbidisce, crede al Signore, lascia tutto e segue le indicazioni del Signore che lo porta a Canaan che sarà la patria degli Israeliti, che ubbidienza!

Abramo è chiamato, deve lasciare quello che ha e avviarsi verso ciò che non conosce come sarà, e ubbidisce, e ascolta il Signore, e il Signore lo porta là, dove lui con Sara darà origine a una nuova vita. E’ il Signore che crea certo, ma servendosi di un papà e di una mamma. Nasce Isacco, e poi Giacobbe e via e via, come ha detto il Signore, gli Israeliti, il popolo di Dio, il popolo che Dio ha scelto come suo, come diventerà numeroso! Obbedendo al Signore il bene che si compie è tanto, e il bene che Dio trae da coloro che ubbidiscono ai Suoi richiami e alla Sua Parola è veramente tanto. Ecco la prima domanda: “siamo come Abramo?” quante belle Parola di Dio sentiamo prima di ogni Messa, e poi in Radio Mater e poi nella Chiesa e in tutte le varie realtà, come nei misteri dei Rosari, che son tutte realtà evangeliche successe o raccontate perché in noi si faccia Natale cioè Dio che nasce come uomo per salvare l’umanità. Oh Gesù pensa: “io posso farti fare Natale, tu Dio parli e io uomo cerco di diventare come tu mi dici e tu nasci in me! Fai Natale in me, Dio e uomo in me, per salvare la mia umanità e renderla divina perché sia degna un giorno del Paradiso”.

Ma per sentire queste cose, miei cari, abbiamo avvertito in maniera forte nella seconda lettura di San Paolo, che occorre una fede grande! E la fede sappiamo è il legame che ci lega a Dio, che fa di Dio e di ciascuno di noi un cuore solo, una vita che da semplice vita terrena diventa anche vita divina, fede che si attacca a Dio, che ascolta Dio, che vive quello che Dio chiede. Abramo, lo ha detto anche San Paolo, ha ascoltato Dio, ha obbedito a Dio, e che cosa è venuto fuori da Abramo!, Lo abbiamo visto prima: Isacco, Giacobbe e via e via, un popolo, da cui ad un certo punto anche è nato da Maria anche il Figlio di Dio, realizzando poi in tutta la sua vita quello che il Padre desiderava, e cioè che il Figlio suo, diventato uomo, soffrisse, morisse in croce e poi risorgesse per redimere ogni uomo che crede e vive divinamente e salvarlo e portarlo un giorno non solo in un paese della Terra, come è stato per Abramo, ma addirittura in Cielo.

Allora era giusto quello che dicevo ieri e sento di rinnovarlo anche oggi, di chiedere una fede viva che ci leghi a Dio in modo da diventare veramente un essere solo. Ti adoro mio Dio, ti amo con tutto il cuore…. eccetera, fammi un altro Gesù! Diciamolo a Maria nella nostra consacrazione. La fede è innanzitutto pensiero a Dio. Abbiamo una fede che ci fa pensare più volte in un giorno a Dio? O passa la giornata e Dio chissà dov’è per la nostra mente. E poi la preghiera. E poi la fede. Ci rivolgiamo spesso a Dio? Dialoghiamo spesso con Dio? Gli diciamo in ogni momento della giornata: “… ti voglio bene Signore! E voglio vivere con Te!”. E poi la vita con Dio. La nostra vita deve essere una vita divina, che un giorno diventerà visione, felicità, eternità, cioè vita con Dio per sempre.

Oh miei cari! Mettiamo nel cuore anche le parole di oggi, e sentiamole come un richiamo di Dio: “Ti voglio più mio! Ti voglio più mio! Distaccati da quello che ti distoglie da Me! E attaccati di più a me e viviamo insieme qui in terra per vivere insieme un giorno per sempre in Cielo,

Omelia del 28/06/2020
PER I 67 ANNI DI SACERDOZIO

 

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“Grazie, Signore, per essere sempre stato con me….”.

Oh miei cari! Dicevo all’inizio che vi vorrei tutti insieme con me nel mio cuore per gustare questa messa che viene dopo 67 anni di sacerdozio, di messe e di tutto il resto che il Signore chiede a un sacerdote, perché sia davvero suo servo nel bene, suo ministro nel dispensare tutto quello che è divino. Io è tutta la mattina che mi chiedo: “… Gesù in questi 67 anni ti ho accontentato? Ho preso innanzitutto Te come tesoro della mia vita? del mio sacerdozio? Sei in me? Li hai vissuti con me?...” E poi ho pensato a tutti quelli che ho incontrato in questi 67 anni e quindi ci siete anche voi qui in Cappellina, ci siete voi che ascoltate ovunque Radio Mater e dobbiamo gioire di sentire che realmente 67 anni con Gesù è stato ed è (speriamo lo sia in profondità) il modo più bello per viverli questi anni e per dedicarli a quello che Gesù ci ha portato nel cuore come impegno di vita: “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro Celeste”. Mi guardavo e dicevo: “… son ben lontano dall’essere perfetto! Gesù pietà di tutti i dispiaceri che posso averTi dato in questi anni! E poi pensavo al bene che con la grazia di Dio potevo aver seminato e dicevo: “Grazie, Signore, sei stato con me...”.

E poi passavo a Maria: “Oh Mamma come sento che in questi anni non mi hai abbandonato, ma sei stata con me e mi hai aiutato a sentire il sacerdozio come il dono più grande fattomi dal Signore in vita e quindi Mamma continua ad essere con me, Tu Mamma io figlio, perché il sacerdozio, che davvero mi assimila al Tuo Gesù, possa realmente portare al maggior numero possibile di cuori e di vite, quello che il Tuo Gesù ha meritato morendo sulla croce e risorgendo a Pasqua”. Mamma che davvero il mio sacerdozio aiuti tutti a strappare il peccato dal cuore, aiuti tutti a metter dentro nel cuore Gesù e a farlo diventare la propria vita. Oh certo, non è facile. Anche le letture di oggi dicono che l’umanità, anche ai tempi di Noè, il Signore la vedeva veramente staccata da Lui, piena di colpe tanto da portarlo a pentirsi di aver creato l’uomo. Allora vuol distruggere tutte queste malvagità, queste colpe che ha l’umanità. Ma c’è una famiglia, quella di Noè, giusta, santa, e il Signore la vuol salvare. Quindi comanda a Noè di costruire un’arca in cui ritirarsi lui con la sua famiglia e una coppia di ogni genere di bestiame, perché pur distruggendo l’umanità peccatrice ci sia ancora la possibilità di continuare la vita creata da Dio nel bene però! Nel bene… San Paolo nella seconda lettura parla di opere di carne e che vizi ha elencato! Speriamo di non averne! Ma anche che belle opere secondo lo spirito e speriamo di averle e di diventare santi come ci vuole il Signore. Allora miei cari, sentiamo la gioia che pur anche nei nostri tempi in un’umanità che è tanto lontana da Dio immersa nella colpa, ci sono però anche tante anime belle. E noi vogliamo essere per queste che entrano come Noè nell’arca. Per noi l’arca è Gesù stesso, è Lui, morto e risorto, è la messa a cui partecipiamo, è la preghiera in cui ci immergiamo, è la virtù che diventa nostra vita, ed è anche la sofferenza che come Gesù ci fa soffrire per collaborare a estinguere il peccato nell’umanità e per renderla veramente l’umanità santa, sua che vuole Gesù!. E allora insieme con me che gioisco per i mei 67 anni, gioite anche voi degli anni del vostro battesimo, del vostro cristianesimo, del vostro impegno nella virtù, nella sofferenza, in tutto. Stringiamoci tutti insieme, abbracciamoci con Maria perché ci porti a Gesù e Gesù con questa messa diventi di più il tutto della nostra vita.

Omelia del 21/06/2020

 

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“Lo amiamo il Signore miei cari?“

Oh miei cari, abbiamo detto che queste due feste dell’altro ieri: Sacro Cuore e Cuore Immacolato di Maria, devono aver riempito anche il nostro d’amore come è pieno d’amore il Cuore di Gesù quando viene da Dio a farsi uomo e poi accetta la croce per noi e ci da nell’Eucarestia Lui stesso per render divina la nostra vita, dopo il peccato di Adamo che abbiamo visto descritto nella prima lettura quando abbiam sentito che tutto ciò che esiste, tutto il creato e gli uomini e tutto quello che Dio decide per la vita di ognuno di noi, non è per condannare ma per perdonare. Siamo noi che a volte usiamo male di quello che Dio ha creato, lo usiamo non per dire: Signore come sei grande se hai fatto questo! Sei onnipotente! Puoi tutto! Hai fatto tutto! Non ci hai fatto mancare nulla, nel cielo, sulla terra, tra noi, nei nostri rapporti umani, nelle nostre famiglie. Che cosa hai fatto Signore! Sei veramente il creatore di tutti e di tutto! e io a volte Signore non ti sento così! Ti sento non colui che ha fatto tutto, ma ti sento solo uno di noi, e quindi quello che hai creato a volte lo usiamo, o Signore, per il male, per il peccato, non per dirti: grazie che lo hai fatto! Grazie che l’hai creato! Grazie che me lo hai dato! Oh miei cari come siamo veramente ingrati!

Dio non poteva fare più di quello che ha fatto, l’ha fatto per amore, tutto quello che esiste è per noi, e noi esistiamo perché Lui ci ha dato la vita, e noi stiamo vivendo in terra perché un giorno questo Dio ci vuole in cielo. Ecco quello che ci ha detto San Paolo nella seconda lettura e il rapporto per ciascuno di noi è Dio creatore, è Dio redentore che ha dato la vita e la sta dando anche in questa messa. E’ l’Amore, l’Amore! Lo amiamo il Signore miei cari? Lo amiamo? E’ veramente colui che dà valore alla nostra vita. Via il peccato, via i difetti. Lo sentiamo come colui che ci ha redenti, che ci santifica e che un giorno ci accoglierà nel Suo Paradiso.

Oh Gesù! Tu hai detto nel Vangelo che sei venuto per farci amare, hai portato nel creato l’amore, Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio Suo, perché noi potessimo rispondere al tuo amore che ha fatto tutto e tutti. Che cosa ha mai detto Gesù nel Vangelo! Che cosa ha mai fatto e sta facendo con la Sua Chiesa! Riamare, riamare, ma per riamare veramente, ci ha detto il Vangelo, occorre una fede grande che abbracci mente che vede, cuore che ama e vita che vive di santità.

Mamma! Gesù! Abbiamo accolto il vostro amore, stiamo rispondendo con l’amore anche con questa messa, che veramente questo vostro amore che ha creato tutto e tutti e ci mantiene in vita e ci attende in Paradiso ci prenda e ci faccia camminare con voi, qui in terra per essere un giorno immersi nell’amore del cielo.

Omelia del 13/06/2020

 

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“La nostra vita diventi meno terra e più cielo”

Una parola prima su questa domenica ambrosiana, seconda dopo Pentecoste, prima di accennare qualcosa anche sul Corpus Domini che nuovamente festeggiamo dopo la festa di giovedì, che sempre si è festeggiato questa solennità. Abbiam sentito oggi nella prima lettura – bellissima -, tutto quello che Dio ha fatto per l’uomo, gli ha preparato una creazione, la terra quindi, bellissima piena di fiori, di frutti, di verde, di mari, di fiumi, di monti, un cielo stellato. Pensate se non avessimo il sole, la luna, le stelle che rendono bello il cielo!,

E poi ecco il nostro corpo, che è perfetto; si ammala, quindi soffre, solo perché creando l’uomo ha peccato contro Dio. Nelle sofferenze dell’uomo non c’entra Dio, ma il peccato che le ha causate. E guardate l’anima che ha messo nel corpo: intelligenza, volontà, amore. Più di così Dio non avrebbe potuto fare per le creature scaturite dal Suo amore che siamo noi, uomini. Noi uomini, pensate, più in su gli angeli: li vedremo anch’essi in Celo, e ci stupiremo di quello che vedremo. Insieme a Dio - che sarà tutto per noi – vedremo te Mamma! Chissà cosa gusteremo contemplandoti, adesso che già ti vogliamo bene qui in terra perché ci hai dato Gesù. Gesù, che stiamo onorando come Corpus Domini, cioè come Eucarestia. Nella seconda lettura abbiamo sentito quanto realmente l’uomo dovrebbe sentire la gioia di essere intimo con il Signore e invece abbiamo sentito elencare tutte le mancanze, i peccati, i difetti che noi abbiamo: abbiamo sentito una stretta al cuore e ci siamo chiesti: “… non li avrò anch’io tutti questi mali di cui parla il Signore? Il peccato non l’avrò dentro? non avrà toccato la mia vita?...”.

Poi la terza lettura, il Vangelo, in cui il Signore parla d’amore come è Lui, amore fatto diventare anche nostro, amandoci tutti di un amore che è bello vederci insieme. Come è bello vederci adesso qui insieme a pregare e pensare che ovunque ci sono cuori e anime che attraverso Radio Mater stanno pregando anche loro con noi, amore, amicizia, intimità, la dobbiamo avere con Dio e anche tra di noi. E il Signore dice, Gesù dice: “…dovete amare perfino i nemici, quelli che vi fanno anche del male, perdonate, perdonate…”, certo che è un invito, un comando che può costare, se ricevo del male è difficile che risponda con l’amore. Ma deve essere così, ce lo chiede Gesù, e Lui ha fatto proprio così: offeso dal peccato si è fatto uomo ed è andato in croce, è morto per noi in mezzo a sofferenze indicibili. Ecco una parte di Eucarestia che realizziamo nella Messa: la croce, Gesù che muore, Gesù che soffre indicibilmente.

Ma perché dobbiamo mettere in croce ancora a Gesù con il peccato? Perché non viviamo una vita senza peccato? E quindi una vita che abbia da parte del Signore una grazia speciale quando siamo tentati dal demonio che vuol farci fare certe cose, dal nostro corpo che desidererebbe soddisfazioni che la seconda lettura ha chiamato: “irripetibili, indicibili” tanto sono cattive. Via il peccato! Allora sì sentiremo la gioia di essere cuore a cuore con Dio amore e sapremo donare amore anche a chi non lo merita perché ci offende, ci fa soffrire. E poi ancora l’Eucarestia, la Resurrezione, Gesù che risorge da morte e quindi fa risorgere anche noi, istituendo il sacramento della confessione prima che strappa il male, e dell’Eucarestia poi, che ci mette dentro Gesù risorto per essere anche noi dei risorti alla vita divina e poi ci rende - se facciamo la comunione con un incontro di fede e d’amore, di vita - addirittura santi! Oh miei cari sentiamola questa domenica! Sia come domenica, le letture fatte, l’omelia sulle letture, sia ancora come Eucarestia, come un qualcosa che deve svegliare la nostra vita, che deve veramente farci decidere di essere più celesti, meno terra e più cielo, come diceva Gesù: “… dovete nascere ancora dall’alto, quindi puntare in alto dove c’è Dio, non in basso dove c’è il male...”.

Mamma, affidiamo tutto a Te. Gesù ce lo hai dato Tu, ricevuto dallo Spirito Santo e Lui ha fatto nell’Eucarestia e nella Passione prima storicamente, quello che è bello sentire, adorare, gioire di poterLo avere in noi, perché sia divina anche la nostra vita. Mamma facci diventare vite eucaristiche che hanno Gesù nel cuore e vivono totalmente per Lui e per le cose sacre.

Omelia del 07/06/2020

 

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“Dio è tutto per me? è davvero tutto?”

Oh miei cari! Gioiamo anche di questa solennità della Santissima Trinità. Nell’anno liturgico viviamo tante feste del Signore, di Maria, dei Santi, feste nostre, perché sentiamo di avere anche noi una realtà interiore da festeggiare, ed è quella proprio di oggi: figli di Dio che è Padre, fratelli di Gesù che da Dio nel Grembo verginale di Maria si è fatto anche uomo per morire, come farà in questa messa e in tutte le messe, per risorgere e ridarci la vita divina. Maria che è stata figlia prediletta dal Padre, l’ha scelta Lui, l’ha voluta Lui, Madre del Suo Figlio unigenito secondo la natura umana, Lui il Padre Divino che da sempre, dall’eternità aveva generato Suo Figlio unigenito Dio come Lui, e Maria accoglie e per opera dello Spirito Santo che è l’Amore tra Dio Padre e il Figlio unigenito che diventa Persona, terza Persona della Santissima Trinità. Pensate, miei cari, cosa stiamo dicendo! Io mi sento indegno, incapace di accennare appena a questo mistero grande che è Dio, un solo Dio, ecco la centralità del cristianesimo: un solo Dio in tre Persone, come possa avverarsi questo? Lo capiremo, miei cari, in Paradiso. Adesso dobbiamo solo credere, perché questo mistero così com’è, ce l’ha rivelato Gesù nel suo esistere, ma anche morendo in croce e risorgendo e dandoci come Mamma, come nostra Mamma, la Sua Mamma, e con la Chiesa che continua la missione di salvezza.

La festa di oggi: Dio Uno e Trino, Crediamo Signore! Anche se è difficile qui, vedremo in Cielo. Uno e Trino, un solo Dio in tre Persone. Ti sentiamo Padre divino! E la prima realtà di oggi, insieme a tutto quello che abbiam sentito nel rosario, è questa: farci sentire Tuoi figli, figli di Dio. Spirito Santo faccelo sentire! Gesù Figlio dell’Eterno Padre che hai voluto prendere anche la nostra umanità peccatrice per poterla con la tua morte rinnovare, purificare, ri-divinizzare, con la tua risurrezione, facci sentire che siamo figli di Dio! E miei cari, se siamo, dobbiamo esserlo davvero! Non dobbiamo averlo scritto nei foglietti, nei libri. Qui, qui, qui nel cuore! Dobbiamo sentire che siamo figli di Dio, e vivere! Da figli di Dio, pensate figli di Dio! Gesù! che perfezione, che amore, l’amore del Padre che diventa in Lui: croce! Pasqua!, quindi: perdono! all’uomo peccatore, divinizzazione dell’uomo perché sia veramente figlio di Dio.

Miei cari come viviamo? e da figli di Dio perfettissimo? o abbiamo tanto male ancora dentro di noi che ci impedisce di essere veramente figli di Dio? E poi ecco la seconda Persona: Gesù! lo amiamo Gesù? lo sentiamo? Vogliamo essere anche noi nella Trinità, insieme a Dio Padre, anche, “altri Gesù”. “Altri Gesù” che sentono quello che Gesù ha detto, che la Chiesa ci rinnova. Quella deve essere la nostra vita: santa!, priva di male quindi, piena di virtù, di preghiera, e poi lo Spirito Santo che ha fatto diventare la Vergine, Madre immergendo Dio Figlio nel Suo grembo verginale, e poi è nato Gesù! Betlemme, Nazareth, il Vangelo che ha predicato, croce, risurrezione, pensate miei cari, in che cosa siamo immersi! E noi non ci accorgiamo a volte. Si, magari quando veniamo a messa la domenica, - e tanti non vengono più -, sentiamo queste realtà? Le tocchiamo con mano? Crediamo? Ma poi diventano vita di ogni giorno? Ecco la domanda: Dio è tutto per me? è davvero tutto? da quando mi sveglio al mattino a quando mi addormento alla sera? Lo sento durante il giorno? vivo come sento che Lui mi chiede di vivere, cioè senza peccato, senza difetti e tutto proteso alla Sua santità? Gesù ha detto: “… siate santi perché Io vostro Dio sono santo…” ecco miei cari, la festa del Dio tre volte santo che canteremo al Santus: santo santo santo, lo diremo a Lui a Dio, ma poi diremo: “… facci diventare santi santi santi come Te, qui in terra, per essere un giorno, o Dio Padre, o Dio Figlio, o Dio Spirito Santo, immersi in Cielo in Voi, in una felicità senza fine…”!

Omelia del 31/05/2020

 

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“Spirito Santo cosa dici della nostra vita?
Ti piace stare in noi?”

Oh miei cari, che bello in cuore sentire che siamo anche noi in Cenacolo, come il giorno di Pentecoste, quello storico, quello avvenuto quando Gesù morto, risorto, rimane quaranta giorni con gli apostoli, poi, salito al cielo, manda lo Spirito Santo su Maria e sugli apostoli che ci rappresentavano tutti, perché da allora lo Spirito Santo è per tutti, e abbiam sentito dalle letture chi è lo Spirito Santo?

Il compito che il Padre Divino gli ha dato in seno alla Trinità: Padre, Figlio si amano in Dio e questo amore diventa Persona ed è lo Spirito Santo: Amore, Amore! è Lui quindi che realmente concretizza l’Amore del Padre in Gesù, ed è Lui che prende tutto l’amore che scaturisce da Gesù quando viene, diventa grande, predica il Suo vangelo, muore in croce. A proposito del Suo morire in croce - son pochi quelli che lo sottolineano -, ma io lo sento così: , là sul Calvario, Gesù dà Maria, la Sua Mamma, a noi come Mamma. Ma sentite: e poi dopo aver chiesto perdono al Padre per tutta l’umanità, si dice in latino che: effugit spiritum, che è bello interpretare non che ha dato l’ultimo respiro prima di morire, ma effugit spiritum, nel senso che donò lo Spirito, quello Spirito d’amore che univa Lui al Padre e che forma veramente l’Amore Divino, che prende tutta l’umanità e crea, rende veramente bello vivere anche qui in terra, pur anche noi a volte con le nostre sofferenze e che renderà bella la nostra vita quando questo Dio Padre, questo Gesù Redentore, questo Spirito Santo santificatore li vedremo e saranno la nostra gioia. Oh Spirito Santo, fatti sentire così in questa solennità Tua! Amore, Amore tra Padre e Gesù e quindi amore in noi per poter ricambiare l’amore del Padre che ci ha dato la vita, che ci mantiene in vita e che ci darà il Suo Paradiso, l’Amore che ha spinto il Figlio di Dio a diventare uomo anche in Te Mamma! In Te. In Te! Ed è lo Spirito Santo che mette il Figlio di Dio nel grembo verginale di Maria mantenendola sempre Vergine, sempre e solo per Dio, e Maria acconsente e non sarà mai di nessuno. Oh certo l’amore che la legava a San Giuseppe si sentiva ma “Divinamente!” non come un amore come può succedere anche nel matrimonio che richiama sessualmente. No! no! L’amore che Giuseppe e Maria si portavano era Divino, perché c’era tra loro lo Spirito Santo, amore Divino. Ecco, miei cari cosa deve fare lo Spirito Santo: rendere i papà come San Giuseppe, le mamme come Maria, i figli come Gesù, tutti noi parte di questa famiglia che deve essere più Divina che umana, ma è così miei cari?

Spirito Santo cosa dici della nostra vita? Ti piace stare in noi? Ti piace darci le tue grazie? Tenerci d’aver delle vite ma rivolte verso Dio? E lo Spirito Santo ci risponde subito: “… mi piace se tu metti in pratica i miei sette santi doni….” Sì il catechismo dice che lo Spirito Santo ha sette doni e lo dice la Parola di Dio: “ Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà Timor di Dio” , e li da a noi se glieli chiediamo Prima della Messa abbiamo elevato l’inno dello Spirito Santo dove abbiamo chiesto di darci questi sette santi doni. Ma vediamo in che cosa consistono per viverli, poi dopo la comunione il diacono distribuirà un bigliettino dove c’è uno di questi sette santi doni dello Spirito Santo che devono formare divinamente la nostra vita:

  • “Sapienza”dal latino sapere, che non vuol dire sapere con la mente, vuol dire sentire il gusto, sapere sentire il gusto delle cose Divine, di Dio, delle sue realtà, miei cari ce l’abbiamo questo dono? Sentiamo gusto delle cose Divine, o proviamo e cerchiamo più gusto nelle cose della terra, nelle cose materiali,
  • “Intelletto”dal latino Intus legere entrare cioè in profondità nelle cose di Dio: Intus legere, legger dentro le cose Divine e sentirle come il massimo dell’amore che Dio poteva fare per l’umanità rivolgendogli la Sua Parola,
  • “Consiglio”e il consiglio dello Spirito Santo è questo: “NO!” al peccato, e “SI!” a ogni forma di bene anche se costosa,
  • “Fortezza”Quando siamo tentati, ecco invocando lo Spirito Santo e Maria i due che ci han dato Gesù sentire: “… No! satana tu mi tenti, vuoi farmi commettere il peccato! Vai via da me…” “Fortezza” che ci da appunto la capacità di offrire anche quello che in positivo, in negativo: “…va via satana!”, in positivo: “… dammi Signore anche quello che mi fa soffrire un po’, perché mi faccia partecipe della Tua redenzione o Gesù! e mi faccia sempre più santo…”,
  • “Scienza”il gusto di sapere sempre di più le cose di Dio, leggiamo tanti giornali, tante riviste, guardiamo la televisione, quante notizie umane e i libri spirituali? E la Bibbia? E quello che sentiamo a Messa? Abbiamo questo desiderio della Scienza, Divina non terrena, non dei giornali appena, non della televisione, le cose Divine. Sapere, fare entrare nella mente le cose Divine,
  • “Pietà”l’intimità con Dio, la preghiera, è veramente la nostra vita una vita di preghiera? La preghiera la amiamo?, la cerchiamo?, la viviamo?, ci è nel cuore?, e siam capaci di elevarla a Dio? Il più possibile? Non qualche biascicamento di parole e basta? No! No! una vita che deve diventare preghiera. Io ho chiesto quattro grazie nei giorni in cui la Mamma mi lascerà ancora qui: tanta santità leggendo i vostri libretti che mi avete regalato dei santi, per sentire il fascino di una vita veramente tendente alla santità, poi ecco perché vi dico questo, perché stavamo parlando della preghiera, e io chiedo che tutta la mia vita che non ha più niente di terreno, perché è solo: ospedale, cappellina, poltrona in cucina di sopra, che io considero una panca davanti al tabernacolo, e la mia camera che io considero come la cella di un monastero, fatta solo per leggere bene le cose sante per pregare e per riposare certo, perché anche il corpo ha bisogno, perché sta soffrendo veramente tanto. Non sto più in piedi, ma mi terrà in piedi il Signore. Ecco preghiera, preghiera, preghiera, e poi la terza grazia: vita eucaristica, qui in cappella l’Eucarestia, con Gesù con Maria come là al Calvario e con voi che venite, venite, venite, quando si riprende totalmente finita questa malattia terribile, venite in Cappellina! è la mia vita che diventa insieme alla vostra Eucaristica! Tutta di Gesù! E poi la quarta grazia che chiedo di poter fare ancora tanto in Radio Mater, tanto in Radio Mater. Stamattina ho scritto il richiamo che poi sentiremo in Radio Mater per avere il vostro aiuto, le vostre offerte che in questi tempi per la malattia forse diffusa, sono mancate. Ebbene ho sentito che in Rado mater ho ancora qualcosa da fare e Mamma ti chiedo di poterlo fare con amore, anche voi appoggiate queste mie richieste!, siate con me!, viviamo insieme questa Pentecoste! terminando i sette santi doni col
  • “Timor di Dio”che non è paura di Dio, non abbiamo paura di Dio: è Amore! Più di così non può! Timor di Dio dello Spirito Santo è la paura di commettere qualche cosa che dispiace a Dio. Miei cari sarà una Pentecoste in cui queste cose le sentiamo? Spirito Santo ci affidiamo a Te, donaci tutto questo! E Mamma tu che dallo Spirito Santo hai avuto il Figlio di Dio e gli hai dato l’umanità ed è diventato Gesù nostro Redentore, aiutaci a sentirlo lo Spirito Santo in noi a lasciarci guidare da Lui sulle strade del bene, della virtù, della santità e un giorno del Paradiso!

Omelia del 24/05/2020

 

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Vorrei che in Radio Mater non ci fossero più le polemiche

Oh miei cari dopo che noi come Rito Ambrosiano abbiamo festeggiato già l’Ascensione di Gesù al cielo giovedì scorso, il giorno giusto dei 40 giorni che Gesù ha passato dopo la Sua Risurrezione con gli Apostoli, è poi è salito al cielo, oggi, domenica, in tutta la Chiesa che non ha celebrato giovedì si celebra l’Ascensione di Gesù. Ecco, è un indicazione. Miei cari, siam qui in terra per andare in cielo. Non abbiamo un altro impegno. Certo ci sono le cose materiali e le dobbiamo sbrigare, ma cristianamente, in modo che niente e nessuno qui in terra ci distolga dal nostro camminare verso il cielo. Viviamo quindi bene questa domenica, rinnovando noi ambrosiani la gioia di giovedì scorso e insieme a tutti gustando la gioia di oggi, sentendo che Gesù va al cielo e sappiamo perché: ce lo ha detto Lui: “... Vado a prepararvi un posto perché voglio che dove sono io siate anche voi...”.

Ecco la volontà di Gesù! Che da Dio si è fatto uomo, è andato in croce, risorge, va al cielo, proprio per questo, perché vuole per noi il Suo Paradiso, la Sua casa, un immersione in Dio, Padre Figlio e Spirito Santo, come nostra felicità per sempre, e allora gustiamo questa domenica, gustiamo l’Ascensione di Gesù e impegniamoci a vivere qui in terra in maniera tale che sia un camminare verso il cielo, quindi una vita dove non c’è il peccato, una vita che vince i difetti, per diventare sempre più santi, così un giorno quando morrà il corpo e poi risorgerà alla fine del mondo per unirsi all’anima, che invece subito alla morte del corpo andrà davanti a Gesù e gli dirà: “...vieni nel mio Paradiso...“ se abbiam vissuto qui in terra con Lui, oppure dirà: “...via da me maledetto, hai voluto vivere una vita terrena solo con la terra, solo con il mondo, solo con i gusti del male, non sei degna del Paradiso, il tuo posto è l’inferno insieme al demonio, ai tormenti, senza Dio...”

Oh no Gesù! noi vogliamo il Paradiso, quindi seguiamo Te, camminiamo verso di Te e per fare questo cammino, miei cari, il Vangelo che parla dei due discepoli di Emmaus che il giorno di Pasqua credendo che Gesù fosse ancora morto e che tutto di Gesù fosse finito, andavano, ritornavano alle loro case, al loro paese, e Gesù prima di apparire agli undici Apostoli la sera di Pasqua, si avvicina loro durante il cammino e spiega senza che essi lo riconoscessero, spiega le Scritture che parlano che il Messia doveva patire e morire per la salvezza dell’umanità, parla con loro, e loro mentre parla sentono l’ardore nel cuore, e poi quando lo invitano in casa mettendosi a mensa, Lui ripete quello che aveva fatto nell’ultima cena, prende un pezzo di pane, lo benedice, lo spezza e scompare.

E da quel segno i discepoli capiscono che era Gesù e che le donne, che il mattino di Pasqua avevano detto che due angeli avevano loro annunciato che Gesù era risorto, era vero! L’han visto Gesù, anche se poi è scomparso ma mostrando che era Lui ripetendo il gesto eucaristico, allora ritornano subito a Gerusalemme e avviene l’incontro con gli Apostoli. Alla sera di Pasqua Gesù apparirà anche agli altri Apostoli e così ecco, la Pasqua è viva nei loro cuori, vivranno 40 giorni con Gesù in terra da risorto e chissà come li ha “lavorati” Gesù, come li ha fatti santi e capaci di essere, una volta che Lui è asceso al cielo, quelli che attendendo, come ha detto la prima lettura, con Maria nel Cenacolo, lo Spirito Santo sarebbero diventati iniziatori della Chiesa per andare in tutto il mondo ad annunciare Gesù.

Oh miei cari che cosa dobbiamo fare per andare in Paradiso? Ecco il Vangelo ce lo fa sentire, Gesù spiega le scritture, la Parola di Dio quindi, amiamola! Come diciamo sempre, ascoltiamola volentieri come stiamo facendo adesso, viviamola perché vivendo questa Parola divina la nostra vita diventi divina, e poi han detto i Discepoli di Emmaus: “...quando ci parlava ardeva il nostro cuore...”. Ecco un altro cammino verso il Paradiso, l’ardore della preghiera, l’ardore non la passività, non il pronunciare solo con la bocca, l’ardore del cuore, è questo che mette in comunione con Gesù e ci aiuta a camminare poi senza peccato e nella santità della vita divina, e poi il pane che spezza, benedice e da l’Eucarestia, innamoriamoci, lo dico sempre dell’Eucarestia, perché è il vero cammino per vivere divinamente qui in terra e per arrivare un giorno al cielo.

Ma vorrei dire una parola sulla giornata di oggi, come giornata delle Comunicazioni: anche noi abbiamo avuto un invito a fare una realtà di comunicazione: Radio Mater. Pensate quanti mezzi di comunicazione ci sono: radio, televisione, giornali, libri e adesso tanta realtà tecniche che io non so spiegare ma esistono. Ebbene in questa giornata ricordiamo come comunicazione anche Radio Mater perché comunica, che cosa comunica? Quello che la Madonna mi ha fatto sentire nel cuore, quando ha suggerito di farla nascere: Radio Mater, la Voce di Maria, ecco Radio Mater è la comunicazione che la Madonna ci fa del Suo Gesù, della Sua Chiesa e della fraternità, della famiglia che deve formare in noi che affidiamo a Radio Mater per affidarci a Maria perché ci conduca a Gesù perché arriviamo noi in cielo. Oh miei cari, preghiamo perché Radio Mater sia una comunicazione speciale e tralasciando i problemi umani in altra maniera che conosciamo e dobbiamo anche viverli bene, ma Lei Maria ci porta a Dio con la preghiera, ci porta a Gesù con l’Eucarestia, ci porta a volerci bene tra di noi per fare famiglia. Oh come vorrei che Radio Mater fosse sentita così! che non ci fossero più in Radio Mater le polemiche, il preferire uno piuttosto che l’altro in Radio Mater, no miei cari! Radio Mater non deve essere così! E non dobbiamo dir sempre le nostre cose e continuare a ripeterle, lasciamo posto a tutti. Non continuiamo ad occuparla ciascuno per i propri problemi. Mamma aiutaci a diventare famiglia, la Tua famiglia, con la radio della Tua maternità e abbracciaci Mamma, ogni volta che ascoltiamo Radio Mater e facci sentire che Tu abbracciandoci ci santifichi perché ci dai al Tuo Gesù così un giorno ci accolga nel Suo Paradiso.

Omelia del 17/05/2020

 

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Una vita vera è una vita secondo Dio.

Oh miei cari che bello sentire che non siamo soli, neanche in questi momenti di grande sofferenza da parte di tanti che han preso la malattia Covid19 e sono morti, ma saranno in Paradiso. Lo stiamo implorando da sempre in questi tempi, e quindi sentire che dobbiamo non appena preoccuparci della vita umana, terrena, della salute fisica, ma anche e soprattutto dell’interiorità, del cuore, che deve essere riempito di Dio se vuole veramente avere un valore che merita un giorno il Paradiso. Ed è stato bello nella prima lettura sentire San Pietro che difende Gesù! : “… chi è stato a guarire l’ammalato?...” chiedono i “grandi” e Pietro risponde: “… quel Gesù che voi avete crocifisso e che il Padre ha risuscitato!”. Ecco miei cari: Gesù! Pietro aggiunge addirittura: “… perché solo in Lui c’è salvezza…”, e lo dobbiamo veramente anche noi sentire, solo in Gesù c’è salvezza, oh Gesù!

Ecco Ti cerchiamo, ascoltiamo questa prima lettura, noi potremo avere tutto umanamente e spiritualmente se avremo Te, Ti cerchiamo Gesù! Vogliamo vivere di Te, ascoltiamo San Pietro che indica Te come colui che ci può addirittura guarire, come ha guarito l’ammalato, quindi qualunque sia la nostra salute fisica, rivolgiamoci a Gesù, poi Lui ci darà o la salute o la forza di fare la Sua volontà che ci fa assomigliare a Lui, quando in croce soffriva e moriva per nostro amore.

E poi la seconda lettura che realmente ci ha detto di amare, amare tutto quello che viene da Gesù, che viene a beneficio dello Spirito, perché a noi anche qui in terra deve interessare più la vita spirituale, più la vita divina che è quella che ci porterà in cielo e durerà per sempre, perché la vita della terra dura poco e non soddisfa pienamente il cuore che è stato fatto da Dio per Lui, quindi una vita vera è una vita secondo Dio. Lo chiediamo questo dono? Di sentire la gioia di dare più importanza alla parte spirituale della nostra vita, come vedo che tanti lo fanno. Guardate anche adesso, siam qui in pochi in Cappellina, certo perché non è possibile, ma è bello sentire che anche questi pochi che rappresentano i tanti, sentono che la parte più importante della vita è quella spirituale. Prendete Daniela, una giovane che potrebbe usare la domenica pomeriggio in altra maniera umana, terrena, no è qui. Prendete Dania che ha una famiglia e viene tutti i giorni qui a darti una mano Mamma, perché il Tuo progetto vada avanti bene, prendete Giovanna che sacrifica tutta la sua vita, prendete Mario che insieme a Giovanna porta avanti misteriosamente, ma misteriosamente vuol dire per grazia quello che stiamo vivendo qui in questo progetto di Maria, prendete Oscar, un uomo che potrebbe veramente avere degli altri ideali, degli altri impegni e invece è qui, prendete Giuseppina che realmente è qui tutti i giorni, perché da quando è morto il marito sente che la sua vita è più in Paradiso che in terra. E tutti voi, tutti voi siete qui col cuore e ovunque siate, siete di Dio, tutti miei cari siamo di Dio, e chi ci aiuterà in questo, ce l’ha detto Gesù nel Vangelo di oggi: il Paraclito, lo Spirito Santo, chi è miei cari lo Spirito Santo? lo sappiamo vero? è l’Amore tra il Padre Divino e il Figlio Divino diventato, quando appunto prende l’umanità, anche Uomo Gesù; tra Padre e Figlio c’è un amore grandissimo che diventa Persona, la terza Persona della Santissima Trinità, l’Amore tra il Padre e il Figlio Divini. Allora Spirito Santo se sei Amore tra il Padre e il Figlio, diventa Amore anche per noi, spingi il nostro cuore, spingi la nostra vita verso Dio, verso la parte spirituale della nostra esistenza, e trattienici dal peccato e spingici alla santità e spingici, come abbiamo detto adesso, a sacrificare come fanno questi cuori e tanti altri cuori qui in Radio Mater, in tutta la Chiesa a essere al Tuo servizio. Gesù, che hai detto ai tuoi discepoli, che vogliamo essere tutti: “…andate in tutto il mondo, predicate il mio Vangelo ad ogni creatura, chi crederà e sarà battezzato sarà salvo…”. E qui in Radio Mater noi cerchiamo appunto di far sentire questa voce, che è la Tua Mamma che spinge a Gesù e Gesù con lo Spirito Santo ci porta al Padre: ecco la vita vera! , Mamma daccela!! Daccela così la nostra vita!! E dalla a tutti. Così, riprendendo anche la frequenza delle nostre chiese, dacci, da questa prova dolorosa, Mamma, un’umanità nuova che sia vera cristianità.

Omelia del 10/05/2020

 

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“Voi mamme che vite date ai vostri figli? Quella divina?”

Oh miei cari, siamo uniti spiritualmente (con voi che siete a casa). Spiritualmente, abbiamo detto, ma l’importante è essere uniti. E questa unione del cuore tra di noi ci porta ad essere uniti a Dio, ad avvertire la gioia che Dio sia in noi, viva in noi, e ci aspetta un giorno a stare sempre con Lui nel Suo cielo. Ma per raggiungere questo, occorre una vita veramente secondo Dio, secondo quello che ha detto Gesù, il Figlio di Dio venuto a farsi Uomo per salvare l’umanità. Come abbiamo sentito anche adesso nel Vangelo, Gesù dice: “.. chi osserverà i miei comandamenti e ubbidirà alla mia Parola, ecco io lo amerò e insieme con me lo amerà il Padre mio, il Padre Divino…”.

Oh miei cari, fare famiglia con Dio, è la cosa più bella, Dio con noi, noi con Dio: che bello, bello! Padre, ci hai dato la vita, quella umana, poi con Gesù, togliendo il peccato di Adamo in noi, ci hai dato Te col Figlio Tuo, con lo Spirito Santo e siam diventati famiglia di Dio, e allora ci chiediamo: sentiamo questa realtà? La bellezza di essere famiglia di Dio? Stiamo facendo il nostro Giornalino di Radio Mater e insisterò sulla parola: “famiglia”. Vari tipi di “famiglia”, ma ogni famiglia deve giungere alla famiglia di Dio, se vuol rendere la propria vita “moneta sonante” con la quale si comprerà il cielo, il Paradiso, partecipando così a quella Famiglia Divina, ma non più appena con la fede, ma vivendo tutta la gioia che trasparirà dalla presenza di Dio nella quale saremo immersi.

Oh Mamma, ci hai dato Tu Gesù: oggi è la festa delle mamme e quindi Ti abbiamo pregato e Ti preghiamo perché questa parola: “Mamma” Maria sia Tua nei riguardi di Gesù e nei nostri riguardi, perché Ti ha fatto anche nostra Mamma come di ogni mamma, che sta ascoltando e che sente di essere, insieme a Dio, continuatrice della Sua creazione, dando vita ad altre vite. Ma quale vita, mamme, ci dovete dare? Ecco la grande domanda: Maria ci ha dato la vita di Gesù. Voi mamme che vite date ai vostri figli? Quella divina? O semplicemente quella umana? Questa domanda esige una risposta veramente veritiera. Che tipi di mamme siete? Cristiane? E quindi i figli che sbocciano da voi assorbono, con la vita umana, anche Gesù? Come Cornelio – e lo abbiamo sentito nella prima lettura - che era un pagano centurione romano e di lui si dice che era religioso, timorato di Dio, che pregava, che faceva elemosine, insomma che realmente era un personaggio bravo in tutti i sensi; e lui che era pagano, ma noi che siamo cristiani viviamo quello che viveva Cornelio? Preghiamo? Siamo timorati di Dio, quindi non Lo offendiamo col peccato? Siamo religiosi perché sentiamo che il cuore cerca Gesù e vuole vivere con Lui? e sentiamo anche la carità che ci unisce? Sarà l’elemosina o sarà qualunque atto d’amore, ma il cristianesimo ci unisce tutti. E’ Gesù a dirlo: “… chi osserva la mia Parola io lo amerò e anche il Padre mio lo amerà…”. Che bello sentirci amati da Dio, portati avanti da Dio, sostenuti da Dio, aspettati da Dio in cielo, per un eternità di felicità.

Oh miei cari, domenica importante, realtà importante, proprio gioia di vivere la vita spirituale, la vita religiosa, come nostra vita, coraggio quindi, mamme e tutti, tutti e tutte con la Mamma delle mamme Maria, Mamma di Gesù e Mamma nostra e con tutti insieme a volerci bene e a vivere cristianamente per continuare ad essere da famiglie umane a famiglie celestiali quando Dio ci accoglierà nel Suo Paradiso.

Omelia del 03/05/2020

 

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Anche se non possiamo andare in chiesa,
siamo sempre nel Cuore di Cristo, Buon Pastore

Ecco miei cari, quarta domenica dopo Pasqua, la domenica del Buon Pastore in tutta la Chiesa: è bello sentire che Gesù si fa nostro Pastore. E’ lui a dirlo: “Io sono il Buon Pastore”. Abbiamo in mente il pastore che pascola sempre, che vive con il suo gregge, e Gesù Dio ha voluto diventare anche uomo per essere veramente, da una parte pastore che guida noi sue pecorelle, e dall’altra sentire che anche noi pecorelle, come in questa giornata delle vocazioni, siamo da Lui non solamente curati personalmente per diventare santi e avere un giorno il Paradiso, ma siamo chiamati ad essere in qualunque vocazione responsabili anche degli altri, e quindi pastori.

Che bello sentire Gesù nostro Pastore che ci chiama a essere sue pecorelle, a seguirLo, ad amarLo, a viverLo, ma che ci dice: “…dammi una mano, sii anche tu pastore, va a cercare, guida altre pecorelle, perché anche i lontani o i presenti si facciano ancora più santi e un giorno l’ovile del Paradiso sia pieno, completo, tutti con il Pastore Gesù che ci indica il Padre divino, che ci ama e ci vuole suo ovile, sua famiglia e lo Spirito Santo che è in noi e ci guida perché i richiami di Gesù siano accolti e siamo pecorelle che ascoltano la sua voce”. Gesù ha detto: “… voi siete del mio gregge, siete mie pecorelle, e le pecorelle mie conoscono me, mi ascoltano, mi seguono”.

Oh miei cari, veramente sentiamo la gioia di aver Gesù come Buon Pastore? Sentiamo che ci chiama? Qualunque sia la vocazione che ci ha messo in cuore, è la Sua, viene da Lui; è Lui che ci chiama a rendere preziosa la nostra vita, collaborando con Lui a salvare l’umanità, perché sia un domani il gregge del Paradiso. Chiediamoci: veramente ascolto Gesù? Sono sua pecorella? Sto con Lui? O mi sono allontanato dal gregge di Gesù dalle sue pecore, e ho ascoltato di più i mercenari? Cioè Satana, i demoni, o quelli che, tentati da loro, mettono se stessi a servizio del male? Pecore ribelli, non umili, mansueti che seguono Gesù.

Gesù se qualche volta ci siamo allontanati da Te Buon Pastore, se siamo usciti dal tuo gregge con il peccato, e con il male ti abbiamo abbandonato, Gesù richiamaci!, facci tuoi completamente. E oggi giornata del Buon Pastore chiediamo, mei cari, di rientrare se siam fuori dell’ovile di Gesù e di essere pecorelle sue che lo ascoltano, che lo amano, che lo seguono e che si lasciano chiamare da Lui. Ecco la vocazione, al suo servizio, per compiere anche noi tanto e tanto bene.

Mamma, che ci hai dato Gesù come uomo facendolo nostro Pastore, aiutaci oggi, giorno in cui, ci consacreremo, come ogni prima domenica del mese, in maniera solenne a Te, ovunque siamo, perché se anche non siamo qui, se anche non possiamo anche in chiesa nei nostri paesi, non dimentichiamo che siamo nel Cuore di Cristo Buon Pastore, che è veramente la Chiesa più bella! Mamma facci tuoi, tue e poi facci tutti completamente pecorelle di Gesù Buon Pastore.

Omelia del 26/04/2020

 

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Via il peccato, dentro Dio

Ecco miei cari, ascoltando queste Letture della Liturgia domenicale siamo veramente convinti che ciò che ci ha detto nel Rosario il diacono Lucio sul Battesimo, sia la realtà: il Battesimo. Il Battesimo ha iniziato la nostra vita secondo Dio. E’ bello vedere in queste Letture la diversità del Battesimo di Giovanni Battista e il Battesimo sacramento istituito da Gesù per trasformare la vita di quelli che accolgono la Sua redenzione operata in croce e con la resurrezione - come avverrà in questa Messa e in ogni Messa – in vita divina. Il Battesimo amministrato da Giovanni è un Battesimo di pentimento dei propri peccati, e quello di Gesù per renderci realmente figli di Dio: sentiamo questo in profondità, perché la nostra vita ne riceva quella spinta a dire: Basta col peccato? Voglio veramente che viva in me Dio di cui sono figlio, il Padre, Gesù che mi ha redento, lo Spirito Santo che sta veramente svolgendo dentro di me un impegno di vita che mi porta alla santità?

Miei cari, sentiamo questa differenza? Il Battesimo di Giovanni Battista per chiedere perdono dei nostri peccati, il Battesimo di Gesù in cui c’è lo Spirito Santo come inizio di una vita che doveva e DEVE sempre essere il più possibile divina, ascetica: ascetica deriva dal verbo ascendere, come ci ha detto in questi giorni Gesù parlando con Nicodemo, dobbiamo rinascere dall’alto. Sì miei cari, la nostra vita deve tendere in alto dove c’è Dio, perché il Battesimo di Gesù ha fatto proprio questo: ci ha donato la gioia di essere figli di Dio, fratelli di Gesù, templi vivi dello Spirito Santo in cui Lui agisce, per distoglierci dal peccato. Ecco l’impegno di sempre, cioè di gridare: “... va via Satana!...” quando siamo tentati, e accogliere invece nell’Eucarestia Gesù che sparge, come sulla croce, il Suo sangue.

Abbiamo sentito dalla seconda lettura, la preziosità del Sangue di Cristo, che ci ha purificati, ci ha tolto il peccato e ci ha immesso Dio, per cui noi siamo dei tabernacoli viventi in cui Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo Unico Dio in Tre persone, mistero cristiano, vive in noi. E allora chiediamo questo dono, di sentire il dono di oggi: il Battesimo di Giovanni per il pentimento, e quello di Gesù per la famiglia di Dio, per essere famiglia di Dio. Ma anche per avere insieme a Dio Padre, a Gesù fratello, e allo Spirito Santo, per avere Maria come Mamma, come Gesù ce l’ha data morendo; e ancora per avere la Chiesa come la famiglia che raccogliendoci anche umanamente - pur se in questi tempi è di sofferenza, sofferenza fisica che ha causato sofferenza anche spirituale - tuttavia ci sentiamo Chiesa di dentro, e la seguiamo la Chiesa e ci lasciamo da lei condurre a quella santità che il Battesimo ci chiede. Quindi via il peccato, dentro Dio: questa sia la nostra vita e viviamola davvero con fede e con l’amore, perché un giorno ci troveremo nel Paradiso a contemplare questo Dio, in cui crediamo e che vogliamo sia tutta la nostra vita.

Omelia del 19/04/2020

 

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FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA

“Gesù dice a Tommaso un’espressione che chissà quanti di noi hanno bisogno di sentirsi dire!:
Non essere incredulo ma credente..!”.

E’ bello miei cari terminare l’ottava di Pasqua con la festa della Divina Misericordia, voluta come abbiamo sentito dallo stesso Gesù, attraverso Santa suor Faustina Che cos’è miei cari, la Divina Misericordia? E’ il disegno, il progetto che Dio - che è Amore - ha sempre avuto nel cuore. Dio sa tutto, anche prima della creazione, sapeva che creando l’uomo avrebbe peccato, cioè sarebbe andato contro di Lui. Ma ha realizzato nel Suo Amore questo progetto di Misericordia: cioè di aver pietà di quelli che gli vanno contro con il peccato, e, se pentiti, di perdonarli e di ridare loro quella vita divina, che rende il nostro vivere sulla terra, come diciamo sempre, una preparazione per la vita del Cielo.

E allora è bello sentire nelle letture di oggi che Gesù è l’unico Salvatore: ce lo ha detto la prima lettura, solo in Lui c’è salvezza. Gesù misericordioso, Tu ci salvi con la misericordia che ti ha portato in croce! Fino a che punto ci hai amati, Gesù! Misericordia! Come dicevamo ieri (durante la messa vigilare) il significato di misericordia è questo: miseri cordia – dare il cuore ai miseri, e non c’è misero più misero di colui che pecca, perché perde Dio. Ma ecco in Dio trionfa l’amore, trionfa la misericordia. Il Padre ha deciso questo progetto: ”… Figlio mio, (dice al Figlio Unigenito) ti senti di farti uomo e come Dio e uomo riparare, perdonare il peccato degli uomini contro di noi?...” E il Figlio Unigenito ha risposto: Sì. E’ una mia immaginazione che ci sia stato questo colloquio, ve l’ho detto altre volte, ma sento che nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo c’è un mirabile accordo, tutto fanno insieme, tutto decidono insieme, e immaginiamoci se l’incarnazione, Dio che si fa uomo nel grembo di Maria per opera di Spirito Santo, non è stata una decisione di tutti e tre. Oh Signore! Come sei grande nell’amore! Quanta misericordia c’è in Te! Non ti sei chiuso dopo che abbiamo peccato, hai voluto salvarci e hai mandato Gesù! Nella seconda lettura ci viene presentato che Gesù, nella pienezza della Sua divinità e quindi della misericordia, sceglie di andare in croce in uno stato di sofferenza inaudita pur di salvare l’uomo dal suo peccato e renderlo ancora, come Dio vuole, suo figlio, partecipe della famiglia divina già qui in terra con quella realtà che Gesù ha voluto con la sua morte sulla croce, e con la sua resurrezione, con la Chiesa. Alla Chiesa ha consegnato tutto ciò che è divino: che è di Lui Gesù, del Padre, dello Spirito Santo, perché possa diventare nostro.

Oh miei cari, che festa la Misericordia. Realmente dà valore al Vangelo che abbiamo sentito: “Pace a voi” dice Gesù agli apostoli, apparendo la sera di Pasqua. L’avevano abbandonato, che tristezza! Sono stati tre anni insieme, han visto miracoli a bizzeffe, e quando un po’ di sofferenza – oh! tanta ne è venuta addosso a Gesù - per la paura di soffrire anche loro sono scappati. Ma Gesù li perdona e quando risorge, appare loro e fa pace: “Pace a voi”. Cosa vuol dire pace, miei cari? Vuol dire pieno accordo tra due cuori o più cuori. E qui si tratta del Cuore di Gesù offeso dalla fuga degli Apostoli e il cuore degli Apostoli: “ pace”. Come dire che quello che ci divideva perché siete scappati, lo perdono. Sentiamoci ancora uniti e insieme, perché con voi farò la mia Chiesa, salviamo l’umanità, perdonando il peccato e ridonando Dio al cuore degli uomini. Ma Tommaso che non c’era, abbiamo sentito nel Vangelo, non crede quando gli apostoli gli dicono che è apparso loro Gesù. “Se non metto il mio dito, la mia mano nelle sue piaghe non credo”. E otto giorni dopo, proprio come oggi, Gesù appare ancora agli Apostoli con Tommaso presente: “.. Vieni Tommaso metti pure il tuo dito, la tua mano nelle mie piaghe…”, e Gesù dice un’espressione che chissà quanti di noi hanno bisogno di sentirsi dire!: “..non essere incredulo ma credente..!”.

Ecco miei cari, la vita del cristiano con Gesù, è una vita di fede, cioè abbraccia, accetta, accoglie, prega, vive, dona tutto quello che Gesù ha realizzato nella Sua misericordia: “non essere incredulo ma credente!”. Gesù, lo prendiamo questo tuo invito anzi comando, non vogliamo essere increduli, ma credenti, e allora in questa Eucarestia, quando ti innalzeremo, tu divenuto corpo e sangue Tuo, quando ti porteremo in noi con la Comunione, diremo quello che ti ha detto Tommaso per dire che la fede ritornava in lui: “… mio Signore e mio Dio…”.

Ecco miei cari la conclusione di questa festa della Misericordia: sentire Dio che ci perdona, che ci ama, che si da a noi e darà, un giorno, a ciascuno di noi quello che ha meritato in terra: speriamo che sia il Paradiso: “… mio Signore e mio Dio…”.

Gesù, sii per sempre in noi. Ti mettiamo nel tabernacolo, dove Tu sei qui notte e giorno, il nostro cuore: vogliamo vivere nel tabernacolo con Te. Mamma il nostro cuore lo mettiamo anche nel Tuo Cuore Immacolato: vogliamo vivere insieme a Gesù anche con Te. Gesù, Mamma: fate di questa festa della Misericordia l’inizio per noi di una vita che sia totalmente e per sempre vostra.

Omelia del 12/04/2020

 

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Pasqua 2020

La Tua morte e la Tua resurrezione
ci aiutino a sentire la vita in maniera divina e a viverla in maniera divina.

Oh miei cari, stiamo proprio gustando la gioia pasquale! E’ bello esser qui a rivivere questo mistero grande della Resurrezione di Gesù anche se siamo pochi in Cappellina; lo stesso è anche in tutte le Chiese proprio oggi che è Pasqua. Obbediamo: obbedire anche alle autorità civili per un motivo di precauzione perché non ne venga penalizzata la salute, è una cosa che il Signore apprezza. L’obbedienza è sempre una bella e grande virtù!

Siamo qui, ma se siamo in pochi fisicamente, sentiamo che attraverso Radio Mater e con tutti gli altri mezzi di comunicazione, la liturgia della solennità pasquale è entrata, ed entra nei cuori e rinnova le nostre vite. E allora: vieni Gesù! Abbiamo visto che con il Tuo morire e risorgere, insieme a tutta la Tua redenzione che abbiamo contemplato nel Rosario, Tu hai purificato gli uomini dal loro peccato, e risorgendo entri ancora nella loro vita, perché non c’è più il peccato che lo proibisce Allora Gesù facci vivere la Pasqua! Faccela sentire! Che sia veramente un vivere con Te, Tu risorgi da morte e dai valore anche alla nostra morte. Moriremo a causa del peccato, nel corpo, ma l’anima spirituale verrà, morto il corpo, da Te e Tu ci giudicherai Gesù. E’ questo... è questo giudizio che ci interessa, e che imploriamo che venga santificato, facendoci vivere, da questa Pasqua in avanti, in maniera più “santa”, in maniera più “divina”. In questo modo, quando il corpo morirà come sei morto Tu, ma l’anima, sempre viva verrà da Te, si senta dire: “Vieni servo, o serva, buono e fedele, vieni nel Regno del mio Signore”. Sì, Gesù vogliamo il Tuo Paradiso. La Tua morte e la Tua resurrezione ci aiutino a sentire la vita in maniera divina e a viverla in maniera divina. Allora Ti preghiamo: appari a noi, come abbiamo cantato all’inizio della Messa. Sei apparso alla Tua Mamma certamente, anche se il Vangelo non lo dice. Immaginiamoci: sei morto e Lei ti ha pianto morto e chissà che dolore! (La chiamiamo: Addolorata), e adesso che sei risorto non dovevi vederLa, non dovevi apparirLe? no! no! Le sei apparso, oh Gesù! E chissà che gioia!, vi siete abbracciati come dobbiamo abbracciarci noi. Lo abbiamo detto nel Rosario parlando di Maria che riceve il Verbo. Questo Verbo diventa Gesù nel Suo grembo verginale. E’ così nella Comunione: Gesù Tu abbracci noi, noi abbracciamo Te. La Comunione diventa la realtà più preziosa, più bella della nostra vita, che dà veramente sapore divino al nostro vivere. Sei apparso poi, abbiam sentito nel Vangelo, a Maria di Magdala. Lei non ti ha conosciuto, perché Tu da risorto, chissà che bellezza hai avuto! La stessa bellezza che avranno anche i nostri corpi. Gesù, lo sappiamo, quando Tu li farai risorgere, avremo parte della Tua bellezza divina.

Ma Tu, Gesù, ad un certo punto dopo averla chiamata “donna” - nome comune - la chiami, chissà con che affetto, col nome proprio “Maria”! e allora lei capisce, sa che sei Tu, che sei veramente risorto, non ti hanno portato via dal sepolcro, sei risorto come avevi detto, e chissà che gioia anche in lei. E la stessa gioia c’è stata in tutte le altre apparizioni che la seconda lettura ci ha rivelato. Gesù cosa dirti in questa Pasqua? Che gioiamo che la Tua redenzione termini con la Resurrezione, e poi il Paradiso a cui ascenderai per aprire la porta e portare un giorno anche noi. Grazie Gesù! Fa che d’ora innanzi la nostra vita, abbiamo detto, sia Pasqua ogni giorno, incontrandoTi risorto e facendoTi divino in noi, perché la nostra vita diventi Tua vita e un giorno la contempleremo e sarà per noi veramente la Pasqua eterna.

Omelia del 05/04/2020

 

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Domenica delle Palme, inizio della Settimana Santa al tempo del coronavirus

Questa settimana ci coinvolga in una preghiera più sentita,
in una vita che non dia più dispiaceri a Gesù

Oh miei cari, la fede ci ha già avvolti. Abbiamo iniziato in maniera santa la Settimana Santa: di notte, come sempre, la preghiera notturna; questa mattina la messa celebrata dal Papa. Tutto parla di questa santità che deve avvolgere la Settimana Santa: vedremo Gesù soffrire, morire sulla croce.

Di questa sofferenza ci ha parlato, in maniera veramente sentita e profonda, nella Prima Lettura, il profeta Isaia, che realmente ha visto cinquecento anni prima come avrebbero “conciato” Gesù. Isaia dice con chiarezza: non ha più l’aspetto di uomo tanto l’han maltrattato e le sue sofferenze l’hanno quasi distrutto corporalmente e poi l’hanno appeso alla croce. Oh miei cari, sentiamo questo? Cosa ha fatto Gesù per noi! E nella messa rinnoviamo questo sacrificio. Non certo spargendo ancora una volta il suo Sangue, ma facendolo diventare con il corpo suo consacrato, principio di vita santa.

È bello poi ascoltare l’invito della Seconda Lettura a tenere il viso, il volto, il cuore su Gesù. Ecco cosa dobbiamo fare in questa settimana: tenere il nostro volto, il nostro cuore su Gesù e sentire ad ogni istante il Suo amore che ci dice: “Guarda fino a che punto sono arrivato per te! Perché ti amo! Perché non voglio in te il peccato che ti separa da me, voglio fede che ti avvicina a me, voglio amore che ti fa ardere il cuore per me! Allora non avrò sofferto invano”.

Stiamo per vivere grandi misteri: il Giovedì Santo consacrando l’Eucarestia, il Venerdì Santo contemplando Gesù morto in croce e il Sabato Santo la veglia che ci porterà alla Pasqua e la Pasqua ci metterà Dio ancora nel cuore e nella vita. Oh miei cari, siamo di fronte a questi misteri: sentiamoli, viviamoli. Che questa settimana ci coinvolga in una preghiera più abbondante e più sentita, in una vita che non dia più dispiaceri a Gesù e che ci impegni a sentire dentro di noi quello, un po’ almeno, che ha sofferto Lui, amandoci e arrivando a un dolore che – se realmente lo contempliamo - deve strappare amore anche al nostro cuore, toglierci dal male, toglierci dai difetti e farci vivere di virtù, di santità e di bene.

Radio Mater avrà un compito importante in questa settimana, perché sarà tra i mass media che porterà nel cuore, nelle case e ovunque, queste realtà divine, permettendoci di sentire Gesù vicino, vicino, perché diventi veramente vita santa anche per noi.

 
 

Omelia del 29/03/2020

 

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“Mamma ci affidiamo a Te, via il coronavirus e venga Gesù a renderci risorti in Cristo”

 

O miei cari, ecco abbiamo sentito dal nostro carissimo diacono Lucio che la Mamma ci ha mandato a servire questo Suo progetto d’amore e di evangelizzazione. Grazie Lucio! Continua proprio a darci tutto quello che il Signore mette dentro di te e in te, per poter dare alla famiglia di Maria tutto quello che può essere prezioso per una vita veramente di fede, di santità, una vita veramente cristiana, una vita veramente divina.

E siamo miei cari alla quinta domenica di Quaresima. Ormai la Quaresima volge al termine, e domenica prossima sarà già la Domenica delle Palme, degli ulivi. Sappiamo già che non potremo distribuire gli ulivi per le ristrettezze delle autorità civili per la pericolosità del coronavirus. Gli ulivi saranno per noi come grazia. L’ulivo è simbolo davvero di pace, di amore, di fede. Domenica saremo senza ulivo fisico in mano, ma saremo pieni di quello che l’ulivo vuole esprimere. Nel frattempo, incominciamo a vivere santamente quest’ultima settimana di Quaresima. Poi verrà la Settimana Santa, che dovremo vivere come ci sarà possibile, appunto perché non possiamo ritrovarci insieme. In questa situazione sarà il cuore a farci sentire quello che Gesù ha compiuto nella Settimana Santa e a prepararci con la Sua grazia a vivere santamente la Pasqua.

Nella Parola di Dio di oggi, nella prima lettura, abbiamo visto il Mar Rosso dividersi per lasciar passare il popolo d’Israele in difficoltà perché inseguito dagli Egiziani, che li avevano prima lasciati liberi, ma poi, pentiti, li rincorrono per farli tornare indietro e averli ancora a loro servizio come schiavi. Guardate la potenza di Dio, il Mar Rosso che si divide! Chi mai può dividere un mare? E fare una strada asciutta nel mare? Dio solo, e Dio l’ha fatto! Signore fa che anche noi nel mare della vita quando abbiamo tante difficoltà non ci sentiamo soli, ma sentiamo la Tua presenza che può aiutarci in tutto quello che ci costa, che ci fa soffrire, che ci impedisce di vivere spiritualmente, perché il mondo è cattivo e vuol rubarci la nostra fede e la nostra vita cristiana! Ecco fai Tu quello che Dio ha fatto dividendo il Mar Rosso, Tu ti sei fatto uomo, o Gesù; da Dio a uomo, per venire incontro alle nostre difficoltà, per eliminare innanzitutto il peccato, i difetti. Nella seconda lettura la tua grazia ci porta a una vita veramente santa. Il Vangelo della risurrezione di Lazzaro ci mostra la potenza divina in Gesù: Lui veramente Dio che ha assunto la nostra umanità da Maria, la Mamma Immacolata. Allora, anche noi se sentiamo che il male, miei cari, ci possiede, preghiamo Gesù che lo elimini, che ci faccia risorgere a vita divina come ha fatto con Lazzaro, per poter veramente vivere anche noi nella Sua amicizia, come Lazzaro, Marta e Maria che hanno gustato e vissuto l’amicizia con Gesù.

Gesù anche noi vogliamo essere tuoi amici, avere una vita da vivere insieme già qui in terra con le realtà divine che Tu hai dato alla Chiesa, e tra queste realtà mettiamo anche questo progetto della Mamma su Radio Mater. Donaci la Tua grazia, o Gesù, la grazia che hai dato a Lazzaro. Facci risorgere a vita nuova, rendici amici tuoi, facci gustare l’intimità con Te, nella gioia di una vita che vada aldilà di questo momento in cui tanti son turbati per il coronavirus: la nostra vita terrena è fragile, basta un niente per perderla. La vita spirituale, invece, vissuta intensamente qui in terra, ci accompagnerà in Cielo. Mamma ci affidiamo a Te, via il coronavirus e venga Gesù a renderci risorti, amici e bellissimi dentro perché Dio abita in noi.

 
 

Omelia del 22/03/2020

 

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Il consiglio di don Mario in tempo di coronavirus: chiudiamo gli occhi,
entriamo in chiesa, fissiamo il tabernacolo e cantiamo:

“Gesù son qui con Te perché Tu sei qui con me
nel Tuo tabernacolo e sempre nel mio cuor”

 

O miei cari, abbiamo detto che ci sentiamo Chiesa anche se ognuno di noi è dove è: in casa o altrove, ma siamo Chiesa, perché Radio Mater, come è intenzione di Maria, della Sua radio, ci sta veramente riunendo per la Messa, impossibilitati di andare in chiesa. Rendiamo Chiesa il nostro stare insieme e partecipare nella fede - e non nella presenza corporale - a quel Mistero grande che è la morte di Gesù e la Sua Risurrezione che in ogni messa Lui ha voluto si ripetesse per poter davvero star sempre con noi, offrire la Sua morte per liberarci dal peccato, risorgere per elevare la nostra vita alla vita divina. Allora sentiamo quello che stiamo facendo, ripeto ovunque siamo. Anche se non c’è una chiesa che ci raccoglie nel silenzio, nella preghiera: il nostro cuore può fare questo. Oh cuore, cuore nostro in cui Gesù sta ancora rinnovando la Sua grazia, il Suo morire, il Suo risorgere: riempici!

Abbiamo la ristrettezza di non poter entrare per adesso, in questo momento di malattia, nelle nostre chiese con il corpo, ma ripeto, quello che dico sempre, entriamo con il cuore, miei cari, ovunque siamo, in ogni momento della giornata e della notte. Chi ci impedisce di fermarci un istante da quello che facciamo, chiudere gli occhi e immaginarci di aprire la porta della nostra chiesa ed entrare, e fissare il Tabernacolo e fissare la croce e dire: “Gesù ti saluto, ti credo, ti amo”. E allora veramente il cuore si fa Chiesa e ospita Gesù, che con la Sua grazia renderà bella, divina la nostra vita. Lo facciamo anche adesso. Ecco miei cari, chiudiamo gli occhi: apriamo la porta della nostra chiesa parrocchiale o del santuario che frequentiamo di più; entriamo, fissiamo il Tabernacolo, c’è Gesù! C’è Gesù! Che bello il canto, che una notte - un po’ di tempo fa -svegliandomi, ho sentito che mi cantava nella mente senza che io lo volessi, cantava e cantava. Sentite: “Gesù son qui con Te, perché Tu sei qui con me nel Tuo tabernacolo e sempre nel mio cuor”. Ecco, miei cari, cosa possiamo fare: dobbiamo creare questa intimità con Gesù, questo immaginarci sempre, anche quando le chiese saranno aperte. In tutti i momenti noi potremo, ripeto, aprire la porta, entrare, guardare al tabernacolo, alla croce e dire quel canto che vi dicevo: “Gesù son qui con Te perché Tu sei qui con me nel Tuo tabernacolo e sempre nel mio cuor”.

Ecco il cristianesimo, ecco la redenzione, ecco quello che ci dicono anche le letture di questa quarta domenica di Quaresima. Pensate miei cari, già quarta domenica, tra quindici giorni sarà Pasqua. Ci siamo preparati? ci stiamo preparando? È una Quaresima che veramente ci purifica, ci santifica, ci mette a contatto con quell’amore che ha portato Gesù alla croce? Che l’ha fatto risorgere per darci, tolto il peccato, la vita divina? Io credo di sì, ho fiducia in voi. Radio Mater non può averla voluta la Madonna se non riesce a scalfire i nostri cuori, ad abbandonare quello che è male e a impegnarci nel vivere a contatto vivo con Maria. E’ Maria, che ci porta a Gesù nella preghiera e nell’ascolto della Sua Parola che diventa vita. Anche oggi abbiamo sentito nella prima lettura che si è fatto riferimento ai Comandamenti: viviamoli i Dieci Comandamenti, viviamoli! Il peccato è appunto la disubbidienza, la trascuratezza di qualcuno dei dieci comandamenti. Facciamo un esame di coscienza: e se notiamo, come il cieco nato del Vangelo di oggi, la nostra fede un po’ spenta, allora non sentiremo pienamente dentro di noi la presenza di Gesù che è venuto come Dio a farsi uomo, nel grembo Tuo, o Maria, per farci conoscere le cose divine, per farcele vedere, per trasformare le tenebre del male che ci opprimono in Luce Sua: infatti Lui ha detto: “Io sono la Luce del mondo”. O Gesù vieni, guarisci la nostra vita, il nostro cuore, strappa le tenebre, l’umano, il terreno, il peccaminoso, il difettoso, che tante volte abbracciano la nostra vita e illuminaci con la luce che Tu sei, quella luce che hai restituito al cieco nato perché vedesse. Gesù in questa Messa guariscici dalle nostre cecità difettose, peccaminose e facci vedere con la luce della Tua Parola, fa brillare in noi una fede viva, un amore grande e ardente e una vita santa. Mamma! Chiediamo aiuto a Te che ci hai dato Gesù, perché Gesù sia veramente questo per noi: la Luce che illumina il nostro cammino terreno fino a quando questa Luce la contempleremo in Cielo

 
 

Omelia del 15/03/2020

 

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“Non voglio il male, voglio amare Te, solo Te, e poi la vita, le virtù, la santità di Gesù, di Maria, dei Santi”

Si miei cari: lode lode lode a Dio, che anche in questi momenti, che non possiamo corporalmente venire in chiesa, ci fa sentire la sua presenza, ci fa sentire il suo amore, ci fa sentire nella Santa Messa quello che ha fatto morendo in croce per noi e risorgendo per elevarci ancora alla vita Divina, dopo il peccato.

Terza domenica di Quaresima detta, come abbiamo sentito dal Vangelo, di Abramo perché Abramo è il protagonista della Parola di Dio di oggi. Nel rito romano è la “Domenica della Samaritana” che noi ambrosiani, ricordate, abbiamo vissuto domenica scorsa. E’ da domenica scorsa, in tutta la Chiesa, sentiamo l’invito, proprio della Quaresima, alla conversione. Ma che conversione può esserci se non possiamo neanche andare in chiesa! Oh miei cari, la conversione è quella di mente che crede, di cuore che ama, di vita che lascia il peccato e vive nella virtù e nella santità.

Le abbiamo queste tre realtà divine? La fede che ci lega a Dio, il dolce legame del nostro cuore con Gesù, l’amore che prende il nostro cuore e lo immette nel cuore di Cristo per dirGli: Gesù tu mi hai amato fino alla croce, e anch’io ti amo con le mie sofferenze, con il dire di no alle realtà terrene che mi affascinano, che mi attraggono, che spingono al peccato, no Gesù! Non lo voglio il male, voglio amare Te, solo Te, e poi la vita, le virtù, la santità di Gesù, di Maria, dei Santi. Ecco, miei cari, la Quaresima vera: credere, come ci ha detto la Seconda Lettura e il Vangelo più volte, credere cioè legarsi a Gesù, sentirlo in noi, vivere la vita che Lui ha predicato nel Suo Vangelo, la vita che forma veramente la santità cristiana e che un giorno ci darà il Paradiso.

Che brutto, che brutto ascoltare nel Vangelo quello che i giudei han fatto: non credere alla Sua Parola, non credere che Lui è inviato da Dio per salvare l’umanità! Quei giudei lo chiamavano indemoniato e samaritano! Oh Gesù ecco ci distacchiamo da questi increduli dei tuoi tempi e dagli increduli che certamente ci sono anche oggi. Ci distacchiamo: noi crediamo in te, Gesù e ci leghiamo a te . Noi ti amiamo, Gesù, e ti diamo tutto il nostro cuore, noi vogliamo vivere come tu hai predicato. Vogliamo vivere il tuo Vangelo in noi. Sia questa, miei cari, la Quaresima che viviamo in questi momenti delicati per la nostra salute. Chiediamo a Dio misericordioso che abbia pietà di questa umanità colpita da questo male. Diciamo a Dio: ti vogliamo dare qualcosa anche noi: se tu ci dai la salute togliendo questo virus, ti diamo la nostra vita, vogliamo essere più cristiani. La Quaresima ci converta veramente, perché poi a Pasqua Gesù ci trovi pronti a risorgere divinamente: la nostra vita sia già qui in terra più divina che umana. Lo diciamo sempre, miei cari, ma dobbiamo impegnarci a realizzarla nella vita.

 
 

Omelia del 08/03/2020

 

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“Oh miei cari chiediamoci: Che vita è la mia?”

 

Questa domenica, detta della Samaritana nel nostro rito Ambrosiano, qualificherà le domeniche quaresimali e ci permetterà di meditare, di pregare, di vivere il Vangelo domenicale della Quaresima. La Samaritana oggi, e poi il Cieco nato, Abramo, Lazzaro e poi la Settimana Santa… Oh miei cari, viviamo la Parola di Dio, che la Chiesa mette dentro ovunque siamo, anche se non siamo in chiesa per le disposizioni merito al coronavirus, ma le chiese, in questi tempi, devono essere chiese non di corpi, il corpo sarà dove sarà, ma di cuori, chiese di cuori; è il cuore che conta, ce l’abbiamo il cuore qui in Cappellina spiritualmente? Nelle nostre chiese parrocchiali? Nei nostri santuari? Oh miei cari chiediamo che veramente il cuore sia in una chiesa, per avere quella luce che ha avuto la Samaritana quando ha incontrato Gesù al pozzo di Sicar in Samaria, sentiamo il desiderio miei cari della luce Divina, della Parola di Dio, della fede che deve guidare le nostre vite, sennò chiediamolo… chiediamolo… chiediamolo! Spirito Santo che sei nella Trinità l’Amore tra il Padre e il Figlio e la Luce che fa emanare dal Verbo fatto Uomo, Figlio di Dio diventato nel grembo di Maria: Gesù. Gesù è Luce… Luce. L’ha detto con chiarezza Gesù: Io sono la Luce del mondo!

Spirito Santo, questa Luce divina effondila in noi, nelle nostre menti perché credano; nei nostri cuori perché amino; nelle nostre vite perché vivano le virtù che formano il cristiano vero. Ricordiamolo questo triplice impegno: una mente che crede fermamente, un cuore che ama ardentemente, una vita che vive quello che Gesù ha messo con il suo Vangelo, dopo che Dio ha dato a Mosè, come abbiamo sentito nella prima lettura, i Dieci Comandamenti. Viviamo i Dieci Comandamenti? Speriamo di sentirli bene come preghiera. Chi di noi dice ogni giorno la preghiera: “… Gesù fammi osservare i comandamenti che il Padre Tuo Divino ha dato a Mosè là sul Monte Sinai e che l’uomo ha trasgredito, incominciando da Adamo ed Eva e via via… ”? I Dieci comandamenti devono essere la vita di tutti gli uomini. Gesù, noi vogliamo rinnovare la nostra vita sul Tuo Vangelo, oltre che sui comandamenti. Vangelo e Comandamenti devono accompagnare tutta la nostra esistenza terrena e farci guadagnare un giorno il Paradiso.

E allora ci chiediamo: li osservo i comandamenti di Dio? Finora li ho osservati? Ho bisogno forse di una santa confessione che elimini il male, la disobbedienza ai dieci comandamenti e mi rituffi nel Vangelo predicato da Gesù? Una confessione, per poter avere il perdono dei peccati e insieme la grazia che mi fa giorno per giorno più santo, perché come la Samaritana mi fa sentire Gesù, mi fa credere a quello che Gesù dice, come lei ha creduto che realmente era il Salvatore del mondo, il Messia. E il Messia ci dirà dove dobbiamo adorare Dio, ci dirà quello che non possiamo fare perché è male, e quello che dobbiamo fare perché è bene. E’ bello … è bello quanto dice Gesù alla Samaritana, e tutti i giorni dobbiamo sentire anche noi sempre nel cuore ogni giorno, ogni minuto di vita quello che disse a lei: “Sono Io che ti parlo…”, le dice Gesù accennando al Messia. La Samaritana dice: “ Verrà il Messia”. E Gesù: “… sono Io che ti parlo…”. Miei cari ecco la vita cristiana, “… Sono Io che ti parlo…”. E non solo ti parlo col mio Vangelo, ma sono morto in croce per te, e rinnovo in ogni Messa questo, e poi sono risorto per rifarti veramente figlio di Dio e perché tu abbia Dio sempre in te, che ti accompagni nel bene la tua vita in terra, perché un giorno tu possa tuffarti in Dio, nella Sua felicità per sempre in Cielo. O miei cari chiediamoci: Che vita è la mia? Di Dio, perché sono stato battezzato e sono diventato figlio Suo, da allora ho vissuto in grazia? Il peccato mortale non mi ha toccato o non mi ha toccato? Se mi ha toccato mi sono confessato? E se ho bisogno ancora, desidero e mi impegno a confessarmi? E poi miei cari ecco, come la samaritana: credere a Gesù e sentirLo come la gioia del bene che compiamo, della virtù che abbiamo in noi, guardate la samaritana, si lascia talmente trasformare da Gesù, convertire, lei che aveva avuto una vita moralmente disastrosa: cinque mariti. Marito… chissà cosa voleva dire questa parola per lei: marito. Gesù le dice: “ … adesso ne hai un altro che non è tuo marito…”. Che vita!, quanti, quanti miei cari hanno una vita moralmente bassa! Noi come ce l’abbiamo? Come vogliamo vivere la nostra vita? Vogliamo lasciarci convertire oggi come la Samaritana dall’incontro spirituale? Abbiam detto che i nostri corpi in questi giorni non possono essere dentro le mura di una chiesa. Ma se non c’è il muro della chiesa, almeno in noi c’è Colui che dentro la chiesa è nel tabernacolo: Gesù? Che ci stringe al Suo cuore, che ci dice: “… voglio trasformar anche te come ho trasformato la Samaritana…”. Gesù non solo converte lei, ma corre in città. Ecco la samaritana corre in città e grida a tutti: “… venite ho trovato il Messia e mi ha detto tutto quello che ho fatto… di male, mi ha cambiato la vita…”.

Miei cari veniamo spiritualmente da Gesù, incontriamoci con Lui, lasciamoci cambiare, e che d’ora innanzi la nostra vita sia senza peccato e piena di Gesù! Mamma, dacci Gesù come è stato donato alla Samaritana. E che Gesù diventi la nostra conversione, il nostro apostolato qui o dove abitate. E che il nostro cuore diventi veramente un tabernacolo come quelli che sono in chiesa, dove Gesù si trova bene, perché il nostro cuore ha dentro solo il bene e non più il male. Mamma te lo chiediamo: trasformaci da samaritana peccatrice in cuori veramente santi dove abita il Tuo Gesù!

 
 

Omelia del 23/02/2020

 

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“… Gesù fa che sia sempre in pace con te, che l’umanità sia in pace tra tutti…”.

Ecco mei cari, anche la Parola di Dio di oggi ci è entrata nel cuore e ci ha fatto comprendere quanto è paterno Dio. La parabola di questo Padre che va incontro al figlio che ritorna dopo aver dissipato tutte le sostanze avute dal Lui, è perdonato, è abbracciato dal padre e si fa festa per il suo ritorno, qui si vede la Misericordia di Dio, la bontà del Signore: l’uomo viene da Dio, lo diciamo sempre, ma ha avuto il coraggio di disubbidire a Dio e di peccare. Adamo ed Eva, e poi tutti gli uomini, conoscono il loro peccato, la loro disobbedienza a Dio, il loro andarsene per la propria strada disinteressandosi del Padre, di Dio. Eppure il padre della parabola , dice il Vangelo, chissà le volte che andava sul terrazzo a guardare se il figlio minore che era partito e aveva sperperato tutto, ritornava! E un bel giorno lo vede che ritorna, questo figlio ormai privo di tutto ciò che è terreno e umano, ritorna dal padre, sente che solo dal padre la sua vita può essere rinnovata, e ritorna!

Abbiamo sentito l’abbraccio del padre, come è bello vedere un papà che abbraccia un figlio che ha dissipato tutto, che però ritorna a casa e dice come questo figlio della Parabola: “… ho sperperato tutto padre non sono più degno di essere tuo figlio, trattami come uno dei tuoi servi…” ma il padre non lo lascia nemmeno parlare in questo senso, lo abbraccia, lo bacia e si incomincia la festa del suo ritorno! E a noi, a noi è capitato questo? Abbiamo anche noi sperperato i doni di Dio: dal Battesimo che ci ha fatto figli di Dio agli altri sacramenti, quante confessioni potevamo fare, a quante Sante Messe in più potevamo partecipare, ma un Padre Divino non ci ha più interessato, è venuto un momento nella nostra vita in cui solo le cose terrene valevano per noi, perfino il peccato! Qui si parla di prostitute con cui ha sperperato tutto quel figlio… Forse, per quanto ci riguarda non con le prostitute, …. ci mancherebbe! Ma forse le troppe cose terrene ci hanno fatto trascurare un po’ il Padre Divino, e allora miei cari ecco: oggi è l’ultima domenica del tempo liturgico nuovo che abbiamo iniziato con il periodo di Avvento che ci ha preparato al Natale e poi il tempo liturgico di Natale e poi il tempo liturgico dopo il Natale e l’Epifania, per noi ambrosiani domeniche dopo l’Epifania e per il rito romano tempo ordinario che non vuol dire nelle intenzioni della Chiesa tempo da sciupare, ma vuol dire che non c’è alcuna festa. Ma tutta la liturgia, tutto miei cari all’altare parla di amore, di questo Padre Divino che ha mandato, ci ha detto la seconda lettura, il Suo Figlio, che è morto per noi, che è risorto per noi, che ci ha perdonato quello che contro la legge, i comandamenti possiamo aver fatto!

Ecco con Gesù si realizza la parabola di oggi, Gesù è il modo con il quale il Padre Divino ci abbraccia, ci perdona e ci dice: “… vieni ancora con me, vivi con me… fai della tua vita terrena già una vita spirituale, ascetica, secondo il Vangelo del mio Gesù, vivilo questo Vangelo: praticalo! E la tua vita sia più divina che terrena!...” Lo stiamo ascoltando miei cari? Questo mercoledì, mercoledì delle ceneri nel rito romano inizia la Quaresima , noi domenica 1 marzo inizieremo la Quaresima, un altro tempo liturgico in cui ci chiederà: conversione, cambio di vita, da terreno a celeste, da umano a divino, da realtà solo terrene ad un impegno di vita ascetica che tiene le mani come ce le ho io adesso cioè in preghiera, una vita che realmente fa della preghiera uno dei modi di vivere le varie giornate per viverle insieme a Dio, e mediteremo la Croce, Cristo in croce per noi, e sentiremo le nostre croci, malattie, dispiaceri, qualunque cosa fa soffrire. Ma… è Quaresima, è invito a seguire Gesù che va sulla croce, e allora avremo la forza di offrire anche noi quello che soffriamo. Sentiamole queste cose miei cari, la Chiesa che rappresenta Dio Padre e Dio Padre che manda Gesù che dalla croce distribuisce lo Spirito Santo a salvezza e a santificazione di tutto. Apprezziamola la Chiesa! Guardate in queste ore cosa sta facendo la Chiesa per combattere il coronavirus! Anche la Chiesa è preoccupata: è arrivata a decidere dopo secoli, per prudenza che non ci sarà più lo scambio della pace. La Chiesa per adesso lo sospende, faremo noi una preghiera interiore col cuore: “… Gesù fa che sia sempre in pace con te, che l’umanità sia in pace tra tutti…”. Ecco diremo questo nell’intimo del cuore invece che scambiarci la pace come fatto fino adesso dandoci la mano, nessuna stretta di mano, anche la Chiesa lo dice. E poi la Comunione: guardate a che punto arriva la Chiesa in maternità… in MATERNITA’!

Chi è più Madre della Chiesa! Anche in questo la Chiesa dice: la Comunione - che per la Chiesa è il massimo dell’intimità con Dio - anche la Comunione non più dal ministro dell’Eucarestia direttamente in bocca, ma ciascuno metterà la mano davanti e il ministro dell’Eucarestia prenderà l’Ostia Santa Gesù, e - guardate che dignità miei cari! - ce la metterà sulla mano stesa davanti, per evitare una malattia terrena, corporale. Ecco arriviamo a questa intimità con Gesù: Gesù sulla nostra mano! Oh nostra Chiesa! Non c’è – e lo ripeto - Madre più Mamma di te. Cosa ci hai dato in questi giorni: da oggi faremo così, senza scambio di pace stringendoci la mano, ma facendo parlare solo il cuore per amarci tutti. E la Comunione nella mano e Gesù nella mano, e poi voi delicatamente prendete l’Ostia Santa: Gesù, e io direi nel momento in cui l’avete in mano, diteglielo, baciateLo anche, se lo volete: “ … Gesù ti amo… ti amo… ti amo, sento quello che hai fatto per me, e anch’io voglio ricambiare, ti amo… ti amerò di più… verrà la Quaresima: sarà Santa per me! aiutato dalla Tua grazia…!” E anche Tu Mamma sei la Madre della Chiesa, Gesù ti ha fatto nostra Mamma, vivi con noi queste realtà nuove, e preparaci mercoledì per quelli di rito romano e noi domenica 1 marzo, ad una Quaresima SANTA. SANTA

 
 

Omelia del 16/02/2020

 

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“Viviamo di Dio, non viviamo di terra”

Oh miei cari, come dicevamo anche ieri, siamo vicini alla Quaresima: noi ambrosiani entriamo Domenica, primo marzo In rito romano, la settimana prima, il Mercoledì delle Ceneri. Pensate, sembra ieri che abbiamo celebrato il Natale, miei cari! Il tempo sulla Terra fugge…, vola.

Mi sono accorto festeggiando i miei 90 anni e desidero, ancora una volta, ringraziarvi per le preghiere che avete innalzato.

Si, il tempo sulla terra, miei cari, corre velocemente. Non vale la pena di attaccargli il cuore.

Il cuore va “attaccato” a Colui che incontreremo per sempre e col quale vivremo per sempre, in una felicità di cui non abbiamo neanche la più pallida idea qui sulla terra. Il Paradiso… il Cielo….

Sta passando il tempo natalizio, e veniamo sospinti, dallo Spirito Santo, nel tempo Quaresimale. Deve esserci, mei cari, nella nostra vita ....UNO SCOSSONE….. Dobbiamo voler cambiare!

Dobbiamo interrogarci e chiederci, con sincerità: “Piace la mia vita al Signore? Sto percorrendo la Via giusta ?” Ho seminato del bene? ho ferito qualcuno? È la mia vita, quella che, anche nelle letture di oggi, il Signore chiede?

Nella prima lettura, Dio a Israele chiedeva che dopo, i peccati commessi, tornassero a Lui.

Ora lo chiede anche a ciascuno di noi : ecco la Quaresima che arriva.

Il Natale che - come abbiamo detto più volte - non è solo un “calendario liturgico”, ma deve essere un impegno di cuore, un impegno di vita!

È un immersione nella redenzione operata da Gesù! Impegniamoci, carissimi, nel vivere sempre meglio e santamente ogni anno liturgico. E’ così che mi lascerò “liberare” per scegliere sempre il bene, per accogliere e vivere la misericordia di Dio. Questa è la vita, questa è la Vita vera!

Miei cari, che gioia,.. oggi c’è anche un pellegrinaggio, e molti stanno ascoltando attraverso Radio Mater. Umilmente, dico a tutti, non in nome mio.… sono infatti solo un povero e sofferente ministro di Dio, che vuole però con ogni sforzo e con tutto il cuore dire :

Carissimi, viviamo di Dio,... non viviamo di terra!

Quante volte ho innalzato... gridato... questa esortazione: ...non viviamo più di terra, di mondo, “VIVIAMO DI DIO, VIVIAMO CON DIO, VIVIAMO PER DIO!”

Io ringrazio, ve l’ho già detto altre volte, di non avere altro desiderio che incarnare e servire il Vangelo, di staccarmi da questo mondo per far vincere sempre il cuore.

Amo ormai questa vita ascetica, nella quale mi ha sospinto la dialisi, la sofferenza. L’ospedale, la Cappellina, il Tabernacolo mi aiutano a meditare nel silenzio, a ringraziare sempre.

Aiutaci Mamma, piena di grazia, a vivere sempre vicino e cuore a cuore, nella Santa Messa l’incontro con Gesù morto e risorto; ad essere “vite Eucaristiche”!

Vi ho già detto,carissimi, qualche giorno fa che, nel sonno, ho sentito il sussurro del cielo; improvvisamente mi sveglio e sento il cuore che canta : “ … Gesù son qui con Te, perché Tu sei con me, nel Santo Tabernacolo, ma anche nel mio cuor”. Ecco la vita Eucaristica,... Gesù che ha voluto realizzare la promessa: “Sarò con voi sempre, tutti i giorni fino alla fine del mondo”. E Lui, qui, nel Tabernacolo, sta mantenendo la Sua promessa; siamo noi che a volte non crediamo!

Facciamo in modo che queste parole, suggerite dal cielo: “Gesù son qui con te!”, siano sempre vere, perché Lui è nel Tabernacolo, ma ”è anche nel mio cuor...”.

Avvertiamo e crediamo che Lui è nel nostro cuore? ? E’ vero che viviamo con, di Lui e per Lui? E’ vero che dialoghiamo nella preghiera anche breve: “… ti voglio bene Gesù! Ti dono il mio cuore e tutto ciò che mi appartiene. Proteggimi, guidami, salvami!

Gesù, Mamma, vi amo e nel mio cuore vi bramo”, “… nel Santo Tabernacolo, ma anche nel mio cuore…”. Facciamo in modo, miei cari, che sia vero, che la nostra vita diventi sempre più Eucaristica!

E poi, ascoltiamo quello che Dio diceva al popolo d’Israele: “…ritornate dai vostri peccati..” e accogliamo ciò che Gesù dice nel Vangelo.

Alla donna, scoperta in adulterio, Gesù, perdonandola, dice con misericordia : “… Va e non peccare più…!”. Anche il Diacono Lucio ce lo ha ricordato nelle meditazioni del S. Rosario. Ripetiamolo: sì Mamma, con il Tuo aiuto, non voglio peccare più! Sii Tu la fortezza nelle nostre fragilità , liberaci da tutto ciò che ci impedisce di essere con Gesù!

Miei cari ecco, oggi, lasciamoci sospingere verso la Quaresima, vi supplico : “accostiamoci e diventiamo più devoti del Sacramento della confessione” ; mettiamolo più spesso nella vita… più spesso nella nostra vita!, chiediamolo nella preghiera come dono!. Sapete, alla sera, considero - la poltrona che ho in cucina e la mia camera - come una panca posta davanti al Tabernacolo, su cui inginocchiarmi.

Prima di addormentarmi prego : “Mamma, che non mi hai abbandonato, ottienimi il perdono dalla Santissima Trinità! Di, al Papà divino, a Gesù e allo Spirito Santo, se oggi ho dato Loro qualche dispiacere, che me lo perdonino!”. Chiediamolo insieme e in unità di cuore : Mamma supplica la Santissima Trinità, affinché mi assolva da tutto il male della mia vita, e perdoni il non bene del mio sacerdozio, mi perdoni tutto quello che non è stato secondo il mio Battesimo, che mi ha fatto figlio di Dio e mi chiede di vivere da figlio di Dio!”.

Miei cari, vi metto tutto nel cuore; perdonate l’ ardore con cui mi rivolgo a voi, ma... sento che questa è la mia missione, sento che se Maria ha scelto di fare anche Radio Mater è perché vuole una voce, non qualsiasi, ma che viene dal cuore. Non tanto dal nostro povero piccolo cuore umano, ma dal Cuore Immacolato di Maria che cerca di spingere tutti noi, Suoi figli, al Suo Figlio Gesù per amarLo, per seguirLo, per lasciarci salvare!

Ascoltate miei cari e, oggi, prendiamo delle decisioni importanti per la vita spirituale, che piacciano alla Mamma, come dimostrazione della nostra fede, del nostro amore e del desiderio di una vita veramente immersa in Dio.

Coraggio e avanti, miei cari, nella carità e misericordia di Dio.

 
 

Omelia del 09/02/2020

 

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“Vogliamoci bene e viviamo santamente con Te, Mamma”

Oh miei cari, vi ho già ringraziato più volte per la vostra presenza, o per il vostro ascolto nelle case o dove siete, grazie di cuore! Grazie per questa festa che, ancora una volta -come giovedì, giorno del compleanno - volete fare ai miei 90 anni! Non la fate a me, ma a Colui che mi ha chiamato tra i suoi sacerdoti, come abbiamo sentito nella prima lettura. Dio parlando al popolo d’Israele comanda che tutti ritornino a Lui, con l’aiuto anche, dice la prima lettura: di sacerdoti e leviti.

Sì… voi fate festa non a una povera persona, a un pover’uomo anziano e ammalato, voi ubbidite a un comando di Dio. Il sacerdote, il levita, che è colui che collabora insieme al sacerdote, nella Chiesa che Gesù ha voluto e fondato con i discepoli...prima, e, nel corso della storia, con tutti coloro che, chiamati, hanno accettato di diventare sacerdoti e collaboratori. Ecco perché, anch’io, devo dire - come il Salmo suggerisce, - e lo dico con tutto il cuore: “non a me Signore ma al Tuo nome da gloria!”.

Il nostro essere qui, dica al Signore quella fede che, la seconda lettura ha chiesto per tutti, come la guida e il fondamento di una vita, insieme a Dio. Oh miei cari, ci siamo chiesti tante volte ece lo chiediamo sempre: cosa sarebbe una vita senza Dio!? Vedo, carissimi, che la funzione si prolunga e mi chiedo : “… questi cari cuori , che sono qui in preghiera, sono contenti di occupare tutto questo tempo per te e con te Signore? Sentiamo che la grazia di Dio ci avvolge,per rinnovare divinamente lavita? ”. Sacerdotalmente supplico :“… Mamma, fa che sia così. Che stiano qui volentieri…”, che non abbiano abbiano il cuore da un’altra parte: allo stadio, nei parchi, in discoteca.....ma sentano che sono qui per il cielo! Quindi,beati voi che siete qui, da tanto tempo, a dire a Gesù la vostra fede e il vostro amore.

Grazie quindi, ci uniamo e diciamo: “Mamma continua, continua a stare con noi e a guidarci al Tuo Gesù, fino alla santità”, ... e Lei ci dice: “Sì, son qui, ho voluto io questo progetto, e lo ricorderete martedì (dice la Madonna) festeggiando i 26 anni di vita di Radio Mater: 11 febbraio 1994 – 11 febbraio 2020”. Carissimi, ventisei anni in cui la Mamma è qui a distribuire: Luce, Parola di Dio, Preghiera, gioia, tenerezza, impegno per una vita veramente cristiana.E’ qui per accompagnarci, in ogni istante della nostra vita. Grazie quindi a tutti i collaboratori che sono presenti, grazie a tutti coloro che davvero danno la loro parte di vita, in nome di Maria, grazie a voi che frequentate le cappelline in questo progetto di Maria, che ascoltate Radio Mater.

Radio Mater è una realtà squisitamente spirituale, di preghiera, di ascolto, di condivisione. State con Radio Mater, state con lo spirituale, state con il divino! Perché questo solo – e lo so che ripeto sempre la stessa espressione, ma voglio che immergiamo ogni istante della nostra vita in Dio, con Gesù, con Maria, con la Chiesa. Uniti in Radio Mater, voluta da Maria qui in terra, preghiamo, offriamo, viviamo la carità di Dio; amando e accogliendo, vivremo la gioia di avere la “moneta sonante” con la quale “ comprare” il Paradiso. Grazie Mamma per aver inventato Radio Maria prima e Radio Mater dopo. Ti preghiamo, sta sempre con noi,.... noi sempre con Te, e Tu portaci a Gesù, perché tutta la nostra vita sia un’anticamera di Paradiso Martedì, miei cari, non posso non ricordarlo, è la giornata degli ammalati.

Pensiamo a quanti ammalati ci sono: io vado a fare la dialisi e l’ospedale è pieno,.....dappertutto gli ospedali sono pieni… dalle case molto ammalati ci chiamano e si uniscono in Radio Mater! Perché miei cari? perché Dio permette questo? No, non è Lui che vuole la malattia, la sofferenza, anzi l’ha volutamente assumere, con la Passione e la croce, anche per Sé! È il peccato, che è talmente grave come offesa a Dio e al prossimo, che ha chiamato nell’umanità sofferenza, dolore, dispiaceri e perfino morte del corpo. L’anima se sta unità a Dio, invece, è e andrà con Dio, con Gesù. Voi sofferenti soprattutto, anzi noi sofferenti, perché anch’io ne sono immerso, per avere la forza, offriamo tutto a Gesù e diciamo: “… ecco la mia dialisi, la mia polmonite, la mia malattia...la mia… “ (elenchiamo pure tutte le nostre malattie), vogliamo e voglio che sia la mia partecipazione alla redenzione che, con Maria sotto la croce, hai realizzato in Croce sul Calvario, per la salvezza dell’umanità....per la mia salvezza. Ecco miei cari, grazie per la festa di oggi, grazie per la vostra presenza e collaborazione. Al termine, come ho detto, rinnoverete la vostra preghiera di promessa, per un servizio veramente vissuto con tutto il cuore qui, dove la Mamma ci chiama tutti e accogliendo quello che di particolare la Mamma ci chiede. Oh miei cari, dobbiamo sentire la gioia di vivere queste realtà nel cuore e nella vita, per viverli un volta per sempre: dove…? Dove…? In CIELOO!! Ecco io finisco sempre così perché, se non volgiamo lo sguardo a questo traguardo, finiamo per perderci nelle cose terrene: NO!

a questo traguardo, finiamo per perderci nelle cose terrene: NO! Noi siamo creati per le cose divine in terra e poi per il cielo. Grazie di tutto. Vogliamoci bene e viviamo santamente, divinamente con Te Mamma, aiutati da Te a vivere la nostra vita terrena, per trovarci tutti a continuarla in Paradiso. Grazie!

 
 

Omelia del 06/02/2020

 

Audio

“Siamo fatti per il Cielo”

Miei cari… scusatemi perché, dopo l’intervento, faccio ancora tanta fatica a far sentire la mia voce. Accogliete, vi prego, tutto il mio cuore perché, entrando nel vostro, conosciate quello che sto provando, celebrando questa Eucarestia e ringraziando Dio per il mio novantesimo anno di vita! Signore, tu sai che, uno dei rosari che recito durante il giorno e la notte, è per parlarTi “cuore a cuore”! Anche ora, in questo quinto mistero, ti chiedo Mamma di ringraziare il Signore per il dono di questi novant’anni! Si’, grazie Signore per il dono della vita! come sei buono!Tu sapevi come sarebbe stata la mia vita ma, nonostante i dispiaceri che Ti avrei dato, sei rimasto fedele, donandomela in ogni istante e perdonandomi.Grazie per la vocazione al sacerdozio, sbocciata e accompagnata da una famiglia che, sin da piccolo, mi ha trasmesso e testimoniato la fede. Ancora oggi li sento più che mai vicini, perché hanno vissuto per Te e grazie a Te e, certamente, li hai portati in Paradiso. Questa intimità con Dio, questa fede che ci unisce, deve essere la nostra gioia, la nostra forza, la nostra unità, il nostro coraggio.

Sapete, quando a 11 anni ho chiesto di poter entrare in Seminario.... non un’obiezione dai miei familiari! Era una gioia per me toccare con mano la loro fede, il loro abbandono alla volontà di Dio! Questo stupore, questo ringraziamento lo affido ogni istante al Cuore della Mamma, perché lo offra a Dio per tutti, per loro, per me. Ricordiamoci sempre di ringraziare per le nostre famiglie, per coloro che ci hanno dato la vita, per le persone con le quali siamo vissuti e cresciuti .

Chiediamo il dono dell’unità dei cuori! Che bello, che grazia appartenere ad una famiglia umana e questa diventa veramente un anticipo di Paradiso se ha in se’ DIO! DIO! DIO! La nostra vita, se non ha Dio, è un disastro! È un disastro! Miei cari, se manca Dio, se rifiutiamo Dio, andiamo incontro ad una realtà che Gesù ci ha detto e ripete in ogni istante ....”dove c’è pianto e stridore di denti...”. Chi non cerca Dio, chi non si lascia amare da Dio, chi non immerge la propria vita in Dio, vive già su questa terra i le pene e i tormenti dell’inferno. Poi nella recita del Rosario, dopo aver ringraziato per la famiglia, proseguo e incontro la Parrocchia. “Trovo” i miei Sacerdoti, trovo tutti coloro che mi hanno dato un soffio di vita divina, in questi lunghi novant’anni.

Quanti... quanti... quanti! Ecco, Mamma, tu li vedi, abbracciali e chiedi a Dio di “rimeritarli” anche per ciò che hanno fatto per me. Ricordiamoci, carissimi, delle nostre Parrocchie, dei nostri Sacerdoti che ci hanno uniti divinamente. Ringraziamo Dio per loro, che ci hanno aiutato ad aprire la nostra vita terrena alla vita divina. Come ho detto, una famiglia cristiana, anticipa la famiglia che saremo, quando il cielo ci chiamerà !Come per i nostri genitori, sento nel cuore tanta commozione nel ricordare i miei Superiori del seminario... quanto, ...quanto,... quanto si sono donati per aprirci al Sacerdozio ed essere tutti di Gesù, con Gesù e per Gesù! Missione che ho esercitato qui ad Albavilla per 13 anni, poi ad Arcellasco, come parroco per 27 anni e poi... la Mamma mi ha chiamato. Mi ha fatto sentire che dovevo darLe una radio che portasse prima il Suo nome: Radio Maria , poi ...dopo il mistero di una grande sofferenza, la Mamma, attraverso la Chiesa, mi ha detto: fanne un’altra... ed è nata la radio della Sua maternità. E di questi novant’anni, 36 sono dedicati alla radio e, grazie a Lei, a ciascuno di voi. Che meravigliosa unità, che meravigliosa famiglia!

Voi con me e io con voi! e tutti nel cuore di Gesù e di Maria! Prego e ringrazio inoltre per questa Casa di Maria. Grazie Mamma per questo dono e per i meravigliosi collaboratori che, ogni giorno, offrono i loro sacrifici, anche economici, per essere presenti e realizzare ciò che Gesù ha detto agli Apostoli: “andate in tutto il mondo...!” grazie a loro e alle loro famiglie. Inoltre, desidero mettere su questo altare tutti i ringraziamenti che arrivano da ogni parte, anche dal Brasile, dal Giappone, dalla Norvegia ...e che testimoniano : “ grazie, Radio Mater, grazie don Mario... con voi la mia vita è cambiata! “Ecco l’intenzione, ecco il desiderio della Mamma: una radio che cambiasse la vita, aprendola, con la preghiera , dalla terra al cielo, da terrena a divina, Che gioia grande : una Via che ci porterà in cielo! E, ancora, grazie Mamma per coloro che offrono e aiutano per la vita della Tua radio. Che sofferenza quando, come in questo periodo, calano le offerte. Abbiamo paura di non poter pagare le ingenti spese mensili.

Ma, il bene che mi volete e che non merito, sono sicuro che risveglierà ancora la Vostra carità. Vero Mamma? Te lo ricordo sempre nel Rosario delle intenzioni: “Mamma, Madre della Divina Provvidenza, tu che batti alla porta del cuore dei tuoi figli, uniti attraverso Radio Mater, sospingici ad offrire ciò che è indispensabile, per pagare le spese mensili. Fino ad oggi riconosciamo questo miracolo!!! Si, miei cari, è un miracolo reso possibile dal vostro amore per Gesù , per la Mamma, per i fratelli!! Miracolo d’amore, miracolo della Provvidenza!

Un pianto di gioia, di commozione, di riconoscenza mi sgorga dal cuore. Se in questi 67 anni di Sacerdozio ho potuto fare un po’ di bene, lo devo solo alla Grazia! grazie ancora Gesù, grazie Mamma per avermi sostenuto, protetto, custodito! Diciamolo insieme, ora, per tutto ciò che abbiamo ricevuto, per tutto ciò che viviamo : Grazie! Come è bello stare insieme, come è bello stare con Te, Signore!

Ora, rimanendo immersi nella prima lettura di oggi, ci vengono presentate donne buone e cattive! Come Sacerdote chiedo: Cosa scegliete? Di essere buone con Dio o cattive senza Dio e con il peccato? Ognuno di noi si chieda : voglio scegliere il bene, la gioia, la beatitudine, la santità? Voglio cercare e trovare il senso della vita? Aiutaci Signore, accresci il nostro desiderio di incarnare l’Amore, la Carità, per vivere con te e venire più pronti, quando ci chiamerai nel l’incontro finale. Rimaniamo immersi, carissimi, nel sacramento del Battesimo, che ci ha “fatto “Figli di Dio,... viviamo veramente la vita Eucaristica! Dobbiamo essere cristiani innamorati dell’Eucaristia!

Come vi ho già anticipato, la settimana scorsa, alle 2 di notte, mi sveglio improvvisamente e, senza accorgermi, sento qui dentro....un canto: “ Gesù, son qui con Te, perché Tu sei con me, nel Tuo tabernacolo, ma anche nel mio cuor! e altre 11 strofe che ho immediatamente trascritto! Lo impareremo questo canto. Si, la Mamma, madre della Chiesa, prega e chiede che la nostra vita sia sempre più di Gesù, sempre più Eucaristica! Impegniamoci , miei cari e, anche attraverso il progetto di Radio Mater, camminiamo con Lei, torniamo a sorridere, ad amare. Lasciamoci liberare dalla preghiera , mettiamoci nelle Sue mani, affinché lo Spirito Santo ci liberi dal nostro egoismo e dalle tentazioni, ci riveli la Verità e immerga tutta la nostra vita nella Divina Misericordia.

Coraggio e avanti, miei cari, in Gesù e Maria! è Lei la Mamma che vuole che diventiamo Vite Eucaristiche, e ripeto noi sacerdoti, voi cristiani, ma vite del Suo Gesù, Vite Eucaristiche, lo impareremo questo canto, per diventare sempre più Gesù, guidati dalla Mamma e dalla Madre Chiesa e da questo progetto di Maria, per essere un giorno, come dico, e finisco sempre le mie omelie, miei cari, un giorno in cielo. Gridatelo: In cielo... Si mei cari, siam qui mal’appuntamento è il cielo, viviamo qui sacerdoti e fedeli, in modo da mettere già qui nel cuore il cielo, e poi farlo diventare la dimora eterna, la dimora della felicità senza fine.

 
 

Novità: Don Mario a “Soul” di TV2000

 

Monica Mondo, conduttrice del programma di TV2000, “Soul”, ha intervistato sabato 18 giugno 2016 il nostro don Mario.

E’ stata un’intervista “a tutto campo”: la vocazione, il sacerdozio, Radio Maria,  Medjugorje, Radio Mater e la comunicazione cattolica oggi.

 

Ecco l'intervista completa: