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Il Papa: «Siate coraggiosi, siate generosi»

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  • 01/12/2017

Papa in Myanmar. Messa con i giovani

Il Papa: «Siate coraggiosi, siate generosi»

Canti, gioia, preghiera e tanto affetto per papa Francesco. La prima visita di un successore di Pietro in Myanmar si è conclusa con una festa di giovani e non è certo una scelta casuale. Francesco ha indicato ai ragazzi birmani la via del futuro e li incoraggia ad andare avanti. “Sono belli i vostri passi, ed è bello e incoraggiante vedervi, perché ci recate un lieto annuncio di bene, il lieto annuncio della vostra gioventù, della vostra fede e del vostro entusiasmo. Vorrei che la gente sapesse – aggiunge quindi – che voi, giovani del Myanmar non avete paura di credere nel buon annuncio della misericordia di Dio, perché esso ha un nome e un volto: Gesù Cristo”. E dunque “siete pronti a recare il lieto annuncio, siete pronti a recare una parola di speranza alla Chiesa, al vostro Paese, al mondo. Siete pronti a recare il lieto annuncio ai fratelli e alle sorelle che soffrono e che hanno bisogno delle vostre preghiere e della vostra solidarietà, ma anche della vostra passione per i diritti umani, per la giustizia e per la crescita di quello che Gesù dona: amore e pace”.

L'abbraccio entusiasta dei giovani

La Messa conclusiva si è svolta nella Cattedrale di Saint Mary, colma fino all'inverosimile. Fin dalle prime del mattino infatti i giovani si erano assiepati tra i banchi, sotto gli occhi di un attento servizio d'ordine e anche nei giardini tutto intorno al duomo. Diverse migliaia di giovani con le bandierine bianche e gialle, le magliette con scritto viva il Papa e i coloratissimi costumi tipici. Molti hanno trascorso la notte in viaggio, a bordo di vecchi pullman, pur di non mancare all'appuntamento. Ma negli occhi hanno solo gioia.

Nell'omelia pronunciata in italiano con traduzione successiva, il Papa ha ripetuto il suo mandato missionario e più volte ha insistito: “Non abbiate paura”. “Non abbiate paura di imparare dai vostri errori”. Anche i santi li hanno commessi. “Il Signore vi concederà di portare frutto, un frutto che potrete condividere con gli altri”. “Non abbiate paura di essere discepoli missionari soprattutto per i vostri coetanei e amici, di portare scompiglio, di porre domande che facciano pensare la gente. E non abbiate paura se a volte percepirete di essere pochi e sparpagliati. Fatevi sentire, gridate con la vostra vita, con il cuore, così da essere segni di speranza per chi è scoraggiato, una mano tesa per chi è malato, un sorriso accogliente per chi è straniero, un sostegno premuroso per chi è solo”. Non abbiate paura ripete ancora una volta: “Gesù è sempre al nostro fianco”.

Il Papa ricorda che diverse possono essere le vocazioni, al presbiterato alla vita religiosa o alla famiglia, ma "qualunque sia la vostra vocazione – ha concluso poi affidando i giovani del Myanmar all'Immacolata Concezione – vi esorto: siate coraggiosi, siate generosi e, soprattutto, siate generosi”. “Dio benedica il Myanmar”, è il suo congedo, prima di andare in aeroporto per la seconda tappa del viaggio.

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