La buona giornata

La Mamma!

Il Vangelo del giorno a cura di don Vittorio Marelli

don Vittorio Marelli, sacerdote della Parrocchia dell’Annunciazione a Milano Affori:

Riflessioni al Vangelo del giorno secondo la liturgia ambrosiana

 

 

 

Giovedì 02/04/2020

Vangelo - (Gv 7,43-53)

Tra la gente nacque un dissenso riguardo al Signore Gesù. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui.
Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!».
E ciascuno tornò a casa sua.

Riflessioni

“E ciascuno tornò a casa sua”.

Così si conclude il brano di Vangelo di quest’oggi.

Ma come tornarono a casa?

Le guardie si aspettavano una giornata di lavoro come tante altre e, invece, hanno incontrato un uomo che ha cambiato la loro vita: “Mai un uomo ha parlato così!”.

Nicodemo è tornato a casa scoprendo di come l’incontro con Gesù, avvenuto qualche tempo prima, lo abbia portato ad esporsi, a mettersi in gioco, prendendo posizione contro i suoi “colleghi” del sinedrio a favore di Gesù. Anche per lui, come per le guardie, è stato un incontro personale con Gesù a cambiargli la vita. A fargli conoscere il vero volto di Dio.

I capi dei sacerdoti e i farisei, invece, sono tornati a casa come ne sono usciti. Fermi nelle loro posizioni e arrabbiati per il mancato arresto di Gesù. Loro Gesù non lo hanno incontrato ma solo “studiato”. Loro si aspettavano grandi segni da parte sua e li chiederanno anche sotto la croce. E non vedendoli non cambiano idea.

Le esperienze delle guardie e di Nicodemo ci ricordano che lo stile del nostro Dio non è quello della spettacolarità ma quello dell’intimità dell’incontro personale. E ciò avviene attraverso l’ascolto della Parola.

Le esperienze delle guardie e di Nicodemo ci ricordano che Dio è sempre presente nelle vicende dell’umanità, al di là dei segni esterni (negativi o positivi che siano).

Le esperienze delle guardie e di Nicodemo ci ricordano che dobbiamo rientrare in noi stessi recuperando la dimensione del silenzio e lì ascoltare la voce di Dio che parla al cuore.

Che questo tempo di solitudine forzata diventi occasione per scoprire la bellezza di un Dio ha parole nuove e uniche per ciascuno di noi. Basta camminare verso il silenzio ed aprirgli il cuore. Al resto ci pensa lui … bellissimo!!!