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Don Mario

La Mamma!

 

Don Mario Galbiati

Storia, eventi, accadimenti nella costante opera di evangelizzazione di don Mario, portata avanti dai microfoni di Radio Maria prima, ed ora da quelli di Radio Mater

 

 

DON MARIO RACCONTA IL SUO SACERDOZIO
A SERVIZIO E IN OBBEDIENZA ALLA CHIESA

"GRATITUDINE – PERDONO – IMPEGNO”

 

Non mi sembra vero... eppure sono davvero passati tanti anni da quando il Beato Cardinal Schuster, nel Duomo di Milano, mi ha imposto le mani e la grazia dell’Ordinazione Sacerdotale, facendomi “Sacerdote di Cristo in eterno”! ...

Era il 28 giugno 1953 e questa data, con l’Ordinazione Sacerdotale, concludeva un cammino di studi e di formazione

  • iniziato a 11 anni presso i Salesiani
  • continuato poi nel Seminario Diocesano di Milano con l'impegno e la formazione di 12 anni di studio, ma con la gioia nel cuore per il “Sì” che stavo donando alla chiamata del Signore.

Questi giorni, Ordinazione sacerdotale e Prima S.Messa nella mia Parrocchia di Sant. Albino di Monza, sono stati giorni radiosi, sia divinamente che umanamente.

Divinamente, come chiamata personale alla Santità, perché non esiste sacerdozio se non tendendo alla perfezione e perché il Sacerdote è ed agisce “in persona Christi”, nella persona di Cristo.

Umanamente, per la vicinanza, l’affetto e il calore in quei giorni dei familiari, amici e fedeli che, nella fede, vedono con gioia nel Sacerdote "Gesù – il Dio con noi " in cui credono.

E dopo quei giorni che ti segnano nel cuore e che non dimentichi più, l’inizio della missione pastorale ad Albavilla.

 

Sono stati 13 anni di immersione, soprattutto nella gioventù, sentita come dono di Dio, da vivere in tutte le attività giovanili, con entusiasmo e con donazione totale, ma con l’unico scopo sempre di portare a Gesù.

E con la gioventù, tutto il servizio parrocchiale, con la gioia di sentire tutti, piccoli e grandi, ammalati e sani, buoni e meno buoni, come cuori da amare e a cui donare Gesù.

E poi, Parroco ad Arcellasco di Erba, vivendo la Parrocchia come la “tua famiglia” che Cristo e la Chiesa ti danno per essere in essa "padre e pastore." Padre, che genera figli alla grazia e pastore, che guida sulle strade sicure del Vangelo. Come ho amato e amo anche questa “mia famiglia parrocchiale”!

Ma, appartenere a Dio significa, innanzi tutto, rimanere all'ascolto e lasciar dilatare i nostri cuori dal soffio dello Spirito per essere "pietre vive", libere di lasciarci guidare dall'amore provvidente di Dio e dalla Sua "fantasia", per essere e divenire il Suo popolo nella fede che ci lega a Lui.

Ecco perché, quando i disegni di Dio mi hanno chiamato ad ingrandire i confini della parrocchia con una misteriosa missione radiofonica, ho accolto la chiamata obbedendo al volere di Dio, senza dimenticare le “tre Parrocchie” della mia vita:

  • Sant. Albino, in cui sono nato, cresciuto e diventato Sacerdote,
  • Albavilla, in cui ho profuso i miei ardori giovanili, come coadiutore,
  • Arcellasco, in cui sono diventato, ripeto, "padre e pastore per sempre."

Le ricordo ogni giorno nella preghiera e nella celebrazione della S.Messa.

 

E poi... appunto: la missione radiofonica.

Credete, miei cari, è un mistero che non so spiegare!

Perchè ho sentito il bisogno di affidare anche alla radio la “sete di anime” che sentivo dentro il cuore?... solo il Cielo lo sa!

Ed ecco allora prima Radio Maria e adesso Radio Mater.

Chi mi ha spinto e aiutato in questa difficile missione, che mi ha causato anche tante sofferenze, ma che mi dà la gioia di arrivare a tanti cuori?

La risposta posso darla soltanto guardando a Maria, la Mamma!

Sì, solo Lei può avermi sostenuto nell’iniziare e condurre avanti due radio:

  • la prima col Suo nome
  • la seconda col nome della Sua maternità

Grazie, Mamma, per avermi scelto per questi due doni a Te.

Grazie per tutto il mio Sacerdozio.

Ringrazia Gesù, la Trinità e la Chiesa.

don Mario

 

Don Mario Galbiati,
fondatore di Radio Maria e di Radio Mater

“Il mio sacerdozio per la Chiesa,
con la Chiesa e a servizio della Chiesa”

 

Il 19 febbraio 1983 nella Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Apostoli Pietro e Paolo di Arcellasco di Erba, il prevosto della città di Erba, don Aldo Pozzi, dopo la S. Messa delle ore 10,30, inaugurava ufficialmente “Radio Maria”, la “radio delle famiglie, nella sua triplice componente spirituale, culturale, ricreativa” e per don Mario Galbiati, a quel tempo parroco di Arcellasco e fondatore della stessa Radio, iniziava quel cammino di apostolato radiofonico che lo porterà poi a fondare nel 1994 una seconda emittente: Radio Mater. Tale notizia è contenuta in uno stampato della Parrocchia, che dopo trent’anni, rappresenta un documento storico di grande importanza, essendo il primo comunicato ufficiale di Radio Maria, con sede ad Arcellasco, frequenze Mhz. 90,200 – 93,200 STEREO.

Lo stampato riporta anche il primo “Programma delle trasmissioni di Radio Maria”, quello che don Mario ha voluto e che in definitiva rappresenta il primo palinsesto di Radio Maria.

La programmazione della nuova radio è incentrata sulla preghiera, catechesi e dialogo: e come si può constatare, alcune rubriche si sono mantenute, anche se con titoli diversi, nel corso dei trent’anni di vita di Radio Maria e anche di Radio Mater. Le trasmissioni iniziavano alle 7,30 con il Buon Giorno e “Il santo del giorno”. Alle 8, Halleluia n.1 – Rosario e S. Messa a beneficio soprattutto di ammalati, anziani e casalinghe.

Alle 10,30 “Quattro chiacchiere con voi”, rubrica dedicata a fatti, opinioni e piccole cose di tutti i giorni. Alle 14 del pomeriggio programmi di formazione cristiana, come la lettura della Bibbia, Storia della Chiesa, Piccole questioni di ascetica e attualità cristiana.

Alla sera (19,45) “Preghiamo tutti insieme in famiglia” e quindi (ore 20) spazio per le Parrocchie e il Decanato. Alle 22 Buona Notte. Al sabato alle 18, era previsto un momento di catechesi di preparazione alla messa domenicale.

Alla domenica, alle 10,30 S. Messa (in diretta) da Arcellasco o a turno da altre Parrocchie che lo desiderano. Alle 12 il collegamento diretto con la Radio Vaticana per l’Angelus del Papa. Come si può notare, già nel primo palinsesto don Mario volle che la neoradio da lui fondata, Radio Maria, fosse “ecclesiale”, cioè una emittente PER, CON, A SERVIZIO E IN OBBEDIENZA DELLA CHIESA.

 

Ad Arcellasco di Erba, dal 9 al 24 aprile sempre del 1983 si svolse un momento “forte” di vita parrocchiale: la “Missione”, incentrata su un tema che richiamava l’invito pressante del Santo Padre Giovanni Paolo II: “Spalancate le porte a Cristo”.

In questa “Missione” Radio Maria ebbe un ruolo importante: “Tutte le celebrazioni dalla Chiesa – scrive don Mario in un avviso parrocchiale dell’epoca – saranno trasmesse per radio e questo sarà un grande conforto per i nostri ammalati e anziani e un prezioso aiuto spirituale per tutti”.

I Padri Missionari al termine della “Missione” riconoscono il “tanto bene” fatto da Radio Maria in quei quindici giorni e insistono perché questa radio continui la sua missione. Don Mario, “sorretto – e citiamo sempre il notiziario parrocchiale redatto da lui stesso – anche dalla spinta che il card. Martini sta dando a questi nuovi mezzi di apostolato” (la diocesi di Milano aveva proprio in quei mesi istituito un apposito ufficio di coordinamento delle radio cattoliche e delle comunicazioni), decide di proseguire in “questo meraviglioso progetto”.

Grazie al supporto tecnico degli operatori di Nova- Radio – radio di proprietà di Famiglia cristiana - Radio Maria continua nel suo cammino. “Sarà una radio tutta nostra – scrive sempre don Mario nel notiziario – sarà la prima radio parrocchiale che “nasce” nella nostra zona. La chiameremo “Radio Maria” perché l’affidiamo alla Madonna, affinchè la faccia ascoltare da tutti, sia la voce di Dio, diventi mezzo prezioso di unione con la Parrocchia e di comunione tra di noi”.

 

Il 26 aprile 1983, alle ore 20,30, mons. Enrico Assi, vicario episcopale di Lecco, celebrava nella chiesa parrocchiale di Arcellasco la “S. Messa della perseveranza”, per “chiedere al Signore la grazia di saper mantenere i propositi della Missione”.

E tra i propositi della “Missione” vi era anche il proseguimento delle trasmissioni di Radio Maria. Ecco quanto scrive don Mario ai suoi fedeli dopo la Missione: “La nostra radio continuerà la sua vita, trasmettendo" La liturgia delle ore ( Mattutino, Lodi, Media, Vespri, Compieta), S. Messe festive e feriali, altre speciali funzioni, preghiera serale, l’adorazione, catechesi settimanale, dibattiti anche tramite telefono, programmi religiosi e culturali, programmi per ragazzi, musica e tutto ciò che “i volenterosi” che aspettiamo numerosi sapranno inventare”.

Due aspetti appaiano subito evidenti nella pianificazione iniziale di Radio Maria: l’assenza della pubblicità e la conduzione radiofonica affidata ai volontari.

Due caratteristiche che diventeranno la peculiarità delle due radio di don Mario: Radio Maria e Radio Mater. “Nelle ore poi, in cui non avremo programmi nostri – scrive sempre don Mario nel Bollettino – abbiamo il permesso di collegarci con Nova-Radio, la radio di Famiglia Cristiana, a cui potremo aggiungere collegamenti con Radio Vaticana e altre”, collegamenti che permettono a Radio Maria di uscire dall’ambito parrocchiale e di iniziare, fin dai primi giorni, ad essere radio “per, con, a servizio e in obbedienza della Chiesa”.

 

Infine don Mario conclude: “Un particolare ringraziamento a chi ci ha aiutato finanziariamente per questa spesa e a chi ci aiuterà in seguito, così da non gravare in nulla sulle finanze della Parrocchia: il Signore benedica i generosi!”.

Anche in questo passo balza evidente come don Mario fin dall’inizio della sua ultra trentennale attività radiofonica si sia abbandonato totalmente e sempre nelle braccia della Provvidenza e abbia avuto una grande fiducia nella protezione di Maria.

Quello di Don Mario, fu un nuovo modo di fare comunicazione nel mondo cattolico: niente pubblicità, nessun riferimento a dati auditel, volontariato, preghiera (e tanta), catechesi (e tante) e testimonianze di fede vissuta. Un modo che non venne subito condiviso (se non ridicolizzato), perché ritenuto anacronistico e antiquato, tanto che in molti pronosticarono per Radio Maria un “flop” in poco tempo. E invece i fatti e gli ascolti hanno dato ragione a don Mario, e ora anche le televisioni cattoliche prevedono nel loro palinsesto la trasmissione di S. Messe, Rosari, rubriche religiose, anche se intercalate con annunci pubblicitari. “I media cattolici – dice oggi don Mario – devono trasmettere innanzi tutto i valori che si vivono, testimoniando anche attraverso i microfoni, che una vita senza Dio non ha significato. Questo porta a non perseguire soltanto l'audience e il guadagno, strumentalizzando a volte l'ascoltatore, ma richiamando se stessi e gli altri ad accogliere e testimoniare la bellezza di una vita "vera e responsabile" per ritornare insieme a sperare e ad impegnarci per un mondo migliore”.

E.Vig.

 
 
 
 

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