La buona giornata

La Mamma!

Il Vangelo del giorno a cura di don Vittorio Marelli

don Vittorio Marelli, sacerdote della Parrocchia dell’Annunciazione a Milano Affori:

Riflessioni al Vangelo del giorno secondo la liturgia ambrosiana

 

 

 

Giovedì 13/02/2020

Vangelo - (Mc 8,1-9)

Il Signore Gesù salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.
Vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva. Avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».

Riflessioni

Nei discepoli che faticano a capire i gesti e le parole di Gesù, rivedo un po’ i papà e le mamme di oggi. Li rivedo preoccupati – come i discepoli – dalle cose della quotidianità. Cose necessarie da sbrigare in ogni famiglia: la spesa da fare, la cena da cucinare, la bolletta in scadenza da pagare, il colloquio con le maestre di scuola. Insomma preoccupati e indaffarati da ciò che serve per far camminare la famiglia. Quante energie vengono portate da via solo da questo ordinario! E quanti pensieri riempiono il cuore di questi papà e di queste mamme …

E noi preti e comunità, nel costruire le nostre strategie pastorali teniamo conto di tutto ciò?

Sappiamo chiedere loro ciò che ci possono dare e non sovraccaricare di altri numerosi incontri la loro vita, incontri magari improvvisati o dove non sappiamo fare altro che rimproverare loro di non trovare tempo per dedicarsi alle cose di Dio? Abbiamo la stessa pazienza di Gesù nel saperli fare camminare non pretendendo ma accogliendo li, incoraggiandoli, indicando loro cosa è l’essenziale?