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La Mamma!

 

Contenitore Notizie Datate

In questa sezione è possibile trovare le notizie ormai datate, ma comunque consultabili.

 

 
 

3 Aprile 2016 - Domenica della Misericordia.

DIO E’ PIU’ GRANDE DEL NOSTRO PECCATO

 

Dio è più grande del nostro peccato, ha detto papa Francesco mercoledì 30 marzo durante l’udienza.

 

Questa è una certezza che ci deve spronare alla conversione, a chiedere perdono a Gesù, perché sempre ci perdonerà.

 

Questa dipinto, opera di Bartolomè Esteban Murillo, è molto significativo: Gesù Crocifisso abbraccia San Francesco.

 

Gesù è pronto ad abbracciare ciascuno di noi. Lasciamoci abbracciare dal suo amore.

San Francesco abbraccia Cristo
Termine
 
 

AUGURI  DI  CUORE

Il Giovedì Santo, col ricordo e il rinnovarsi dell’istituzione dell’Eucarestia nell’ultima cena ...Il Venerdì Santo, con la commemorazione della Passione e della Morte di Gesù ...Il Sabato Santo, con il silenzio del Sepolcro e alla sera o alla notte la Veglia Pasquale ... ci portano alla Domenica di Pasqua.E’ tutto il “Mistero Pasquale” che dobbiamo avere ben compreso nel cuore e nella vita.Se è così, sono belli e veri gli Auguri di Buona Pasqua.
 
     

Sì, miei cari,

BUONA PASQUA

perché siamo morti al peccato e vivi della vita di Cristo Risorto.

Buona Pasqua

anche nei momenti di difficoltà, di solitudine e di sofferenza, perché Cristo in Croce è con noi per aiutarci a  mirare la vita che ci darà in Cielo.

Buona Pasqua

quindi, ma con Cristo con noi e noi con Lui.

Maria, la Mamma che è sempre stata con Lui, porti anche noi alla Sua Croce e alla Sua Resurrezione.

Don Mario

 
 
         

Veglia Pasquale  nella Cappellina di Radio Matercon don Mario e il diacono Lucio

CRISTO E’ VERAMENTE RISORTO

     
   
   
     
   
   


   
   
   
   
         

Preghiera di papa Francesco alla Via Crucis al Colosseo

«Croce di Cristo, ti vediamo oggi

nei perseguitati per la loro fede»

Registrazione video della preghiera    
  • O Croce di Cristo, simbolo dell’amore divino e dell’ingiustizia umana, icona del sacrificio supremo per amore e dell’egoismo estremo per stoltezza, strumento di morte e via di risurrezione, segno dell’obbedienza ed emblema del tradimento, patibolo della persecuzione e vessillo della vittoria.

  • O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo eretta nelle nostre sorelle e nei nostri fratelli uccisi, bruciati vivi, sgozzati e decapitati con le spade barbariche e con il silenzio vigliacco.

  • O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei volti dei bambini, delle donne e delle persone, sfiniti e impauriti che fuggono dalle guerre e dalle violenze e spesso non trovano che la morte e tanti Pilati con le mani lavate.

  • O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei dottori della lettera e non dello spirito, della morte e non della vita, che invece di insegnare la misericordia e la vita, minacciano la punizione e la morte e condannano il giusto.

 
 
  • O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei ministri infedeli che invece di spogliarsi delle proprie vane ambizioni spogliano perfino gli innocenti della propria dignità.

  • O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei cuori impietriti di coloro che giudicano comodamente gli altri, cuori pronti a condannarli perfino alla lapidazione, senza mai accorgersi dei propri peccati e colpe.

  • O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei fondamentalismi e nel terrorismo dei seguaci di qualche religione che profanano il nome di Dio e lo utilizzano per giustificare le loro inaudite violenze.

  • O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi in coloro che vogliono toglierti dai luoghi pubblici ed escluderti dalla vita pubblica, nel nome di qualche paganità laicista o addirittura in nome dell’uguaglianza che tu stesso ci hai insegnato.

  • O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei potenti e nei venditori di armi che alimentano la fornace delle guerre con il sangue innocente dei fratelli.

  • O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei traditori che per trenta denari consegnano alla morte chiunque.

  • O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei ladroni e nei corrotti che invece di salvaguardare il bene comune e l’etica si vendono nel misero mercato dell’immoralità.

  • O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi negli stolti che costruiscono depositi per conservare tesori che periscono, lasciando Lazzaro morire di fame alle loro porte.

  • O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei distruttori della nostra “casa comune” che con egoismo rovinano il futuro delle prossime generazioni.

 
 
  • O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi negli anziani abbandonati dai propri famigliari, nei disabili e nei bambini denutriti e scartati dalla nostra egoista e ipocrita società.

  • O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nel nostro Mediterraneo e nel mar Egeo divenuti un insaziabile cimitero, immagine della nostra coscienza insensibile e narcotizzata.

  • O Croce di Cristo, immagine dell’amore senza fine e via della Risurrezione, ti vediamo ancora oggi nelle persone buone e giuste che fanno il bene senza cercare gli applausi o l’ammirazione degli altri.

  • O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei ministri fedeli e umili che illuminano il buio della nostra vita come candele che si consumano gratuitamente per illuminare la vita degli ultimi.

  • O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei volti delle suore e dei consacrati - i buoni samaritani - che abbandonano tutto per bendare, nel silenzio evangelico, le ferite delle povertà e dell’ingiustizia.

  • O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei misericordiosi che trovano nella misericordia l’espressione massima della giustizia e della fede.

  • O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nelle persone semplici che vivono gioiosamente la loro fede nella quotidianità e nell’osservanza filiale dei comandamenti.

  • O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei pentiti che sanno, dalla profondità della miseria dei loro peccati, gridare: Signore ricordati di me nel Tuo regno!

  • O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei beati e nei santi che sanno attraversare il buio della notte della fede senza perdere la fiducia in te e senza pretendere di capire il Tuo silenzio misterioso.

  • Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nelle famiglie che vivono con fedeltà e fecondità la loro vocazione matrimoniale.

  • O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei volontari che soccorrono generosamente i bisognosi e i percossi.

 
 
  • O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei perseguitati per la loro fede che nella sofferenza continuano a dare testimonianza autentica a Gesù e al Vangelo.

  • O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei sognatori che vivono con il cuore dei bambini e che lavorano ogni giorno per rendere il mondo un posto migliore, più umano e più giusto. In te Santa Croce vediamo Dio che ama fino alla fine, e vediamo l’odio che spadroneggia e acceca i cuori e le menti di coloro preferiscono le tenebre alla luce.

  • Croce di Cristo, Arca di Noè che salvò l’umanità dal diluvio del peccato, salvaci dal male e dal maligno! O Trono di Davide e sigillo dell’Alleanza divina ed eterna, svegliaci dalle seduzioni della vanità! O grido di amore, suscita in noi il desiderio di Dio, del bene e della luce.

  • O Croce di Cristo, insegnaci che l’alba del sole è più forte dell’oscurità della notte. O Croce di Cristo, insegnaci che l’apparente vittoria del male si dissipa davanti alla tomba vuota e di fronte alla certezza della Risurrezione e dell’amore di Dio che nulla può sconfiggere od oscurare o indebolire. Amen!

   
         

Tutti, musulmani, indù, cattolici, copti, evangelici

ma fratelli, figli dello stesso Dio

hanno il desiderio di vivere in pace, integrati.

Ripresa dell'omelia durante la cerimonia    
         
 

Ecco l’omelia pronunciata da papa Francesco nella Messa in Coena Domini celebrata nel Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Castelnuovo di Porto (Roma), liturgia durante la quale ha lavato i piedi a dodici ospiti, tre dei quali islamici.

Nella intensa omelia il Pontefice ha approfondito il senso della sua scelta. «I gesti parlano più delle immagini e delle parole», ha detto, spiegando come nella Parola di Dio appena proclamata ci fossero «due gesti». Il primo «Gesù che serve, che lava i piedi … Lui, che era il 'capo', lava i piedi agli altri, ai suoi, ai più piccoli». Un gesto. Il secondo «Giuda che va dai nemici di Gesù, da quelli che non vogliono la pace con Gesù, a prendere il denaro con il quale lo ha tradito, le 30 monete».

«Anche oggi, qui, ci sono due gesti», ha quindi aggiunto Papa Francesco. Il primo è che «tutti» i presenti, «musulmani, indù, cattolici, copti, evangelici ma fratelli, figli dello stesso Dio» hanno il desiderio di «vivere in pace, integrati».Ma a questo gesto, ha aggiunto riferendosi agli attacchi terroristici di Bruxelles, si contrappone quello di «tre giorni fa», un gesto «di guerra, di distruzione in una città dell’Europa, di gente che non vuole vivere in pace». «Ma dietro a quel gesto, come dietro a Giuda, - ha proseguito - c’erano altri». Infatti «dietro a Giuda c’erano quelli che hanno dato il denaro perché Gesù fosse consegnato». Mentre «dietro 'quel' gesto» che ha segnato la capitale belga, «ci sono i fabbricanti, i trafficanti di armi che vogliono il sangue, non la pace; che vogliono la guerra, non la fratellanza».

 

«Oggi, in questo momento, quando io farò lo stesso gesto di Gesù di lavare i piedi a voi dodici, - ha quindi spiegato Francesco - tutti noi stiamo facendo il gesto della fratellanza, e tutti noi diciamo: “Siamo diversi, siamo differenti, abbiamo differenti culture e religioni, ma siamo fratelli e vogliamo vivere in pace”».

   
         

Esercizi spirituali a Radio Mater con padre Gianfranco Barbieri

“Misericordia io voglio e non sacrifici”

Qui di seguito potete trovare l’audio degli Esercizi Spirituali via radio “predicati” da Padre Gianfranco Barbieri, vicario della Comunità dei Missionari Oblati di Rho, iniziati lunedì 14 marzo e conclusi il 19 marzo con la celebrazione vespertina del S. Rosario e della S. Messa, presieduta da don Mario.E’ da alcuni anni che Radio Mater offre ai suoi ascoltatori questa proposta di preghiera e di meditazione per permettere a coloro che non possono partecipare alle celebrazioni nella propria chiesa parrocchiale di vivere la Quaresima, la Settimana Santa e la Pasqua in comunione di spirito con tutta la Chiesa.Gli Esercizi Spirituali hanno avuto come tema conduttore il Messaggio di papa Francesco per la Quaresima: "Misericordia io voglio e non sacrifici. Le opere di misericordia nel cammino giubilare”.

Registrazione Degli Esercizi Spirituali

 

Mattina 09:35

Pomeriggio 17:35

Lunedì 14/03/2016

Audio   Audio  
     

Martedì 15/03/2016

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Mercoledì 16/03/2016

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Giovedì 17/03/2016

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Venerdì 18/03/2016

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Sabato 18/03/2016

Audio    
     
   
         

“Unioni civili: i cattolici votino

secondo coscienza, ben formata”.

“Sogno di andare in Cina”
“Chi costruisce muri non è cristiano”

Papa Francesco di ritorno dal viaggio in Messico ha incontrato sull’aereo i giornalisti e ha risposto alle domande dei giornalisti accreditati che si trovavano sul volo papale.I temi toccati sono stati molteplici:dalle unioni civili, ai problemi dei migranti, dal virus Zika, alla pastorale familiare con un'attenzione particolare ai divorziati risposati fino allo storico incontro con il Patriarca russo Kirill. 

Conferenza stampa sul volo
di ritorno dal Messico
   
         

Don Mario: “Radio Mater è una radio di spiritualità

che porta la Chiesa in casa e che tutti riunisce

nell'amore come una sola famiglia”

Due giorni di festa e di preghiera. L’11 e il 14 febbraio in Cappellina di Radio Mater, Comunità di Maria, conduttori, collaboratori e volontari si sono stretti attorno a don Mario per ringraziare assieme Maria per  i 22 anni di fondazione di Radio Mater.Don Mario nell’omelia ha ringraziato il Santo Padre Francesco, per le parole rivolte al gruppo volontari in pellegrinaggio a Roma due anni fa per il ventesimo di Radio Mater: parole di incoraggiamento a proseguire nell’annuncio del Vangelo via etere.

Ha ringraziato anche il card. Dionigi Tettamanzi per aver benedetto il nuovo Centro Mariano di Albavilla il 25 maggio del 2014 e per essere venuto due volte alla Festa di Radio Mater al Lariofiere di Erba.

“Radio Mater – ha ricordato don Mario – non parla solo delle notizie umane, ma soprattutto della Parola di Dio. E’ una radio di spiritualità che porta la Chiesa in casa”. Ha invitato i conduttori e i collaboratori ad essere “apostoli a servizio del Vangelo, a servizio di Gesù, di Maria e della Chiesa”.

Al termine del S. Rosario e della Santa Messa, i collaboratori hanno recitato assieme La Preghiera dei Volontari di Radio Mater.

 
 
Omelia don Mario del 11 febbraio 2016 (Scarica file Audio)
         
 
 
   
         
 
   
         

12 Febbraio 2016: L’incontro storico

tra Francesco e Kirill

Lo scorso 12 febbraio abbiamo vissuto un momento straordinario, unico, storico, aspettato, anzi sognato da mille anni. Finalmente, l’abbraccio tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa di Russia,  tra papa Francesco e il patriarca Kirill  è avvenuto. E’ avvenuto in un modo del tutto sorprendente, in America Latina, lontano dall’Europa. A Cuba. In una nazione che negli Anni sessanta ha rischiato di portare il mondo alla Terza Guerra mondiale, in una nazione che aveva fatto del comunismo la sua religione. Ebbene proprio a Cuba si sono incontrati il capo della cattolicità e quello della ortodossia russa, papa Francesco e il patriarca Kirill.

 
 

"Abbiamo parlato come fratelli, abbiamo lo stesso battesimo, siamo vescovi. Abbiamo parlato delle nostre Chiese e ci siamo trovati d'accordo nel fatto che l'unità si costruisce camminando".

     
 

Così ha detto Papa Francesco, al termine del colloquio privato con il patriarca di Mosca Kirill.

     

"Abbiamo parlato chiaramente - ha proseguito Francesco, senza mezze parole, e vi confesso che ho sentito la consolazione dello Spirito per questo dialogo. Sono venute fuori una serie di iniziative che credo siano fattibili e si potranno realizzare".

Il patriarca di Mosca Kirill ha esordito a sua volta, sottolineando la "discussione fraterna": "le nostre due Chiese possono lavorare insieme attivamente, difendendo il cristianesimo in tutto il mondo e affinché non ci sia più la guerra, affinché ovunque la vita umana sia rispettata e perché si rafforzino le fondamenta della morale della famiglia".

Il patriarca di Mosca Kirill ha esordito a sua volta, sottolineando la "discussione fraterna": "le nostre due Chiese possono lavorare insieme attivamente, difendendo il cristianesimo in tutto il mondo e affinché non ci sia più la guerra, affinché ovunque la vita umana sia rispettata e perché si rafforzino le fondamenta della morale della famiglia".

 
 

Testo integrale della dichiarazione comune
(Radio Vaticana) Framcesco - Kirill

 
 

Testo integrale della dichiarazione comune
(Sito Vaticano) Francesco - Kirill

 
   
         

 

Intervista a Mons. Dario Edoardo Viganò

Intervista di Enrico Viganò al Prefetto della segreteria per la Comunicazione della Santa Sede e direttore del Centro Televisivo Vaticano, Mons. Dario Edoardo Viganò.

(scarica file Audio)

       
         

Papa Francesco ha aperto la Porta Santa

nella Basilica di Santa Maria Maggiore


"Chi non sa perdonare non ha ancora conosciuto la pienezza dell’amore”: sono parole di Papa Francesco alla S. Messa del 1 gennaio, celebrata in occasione dell’apertura della Porta Santa di Santa Maria Maggiore. Nella Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, il Papa ha invitato tutti a riferirsi a Maria come Madre della Misericordia e a “immergersi nell’amore di Dio con piena fiducia e senza alcun timore”. Ricordando che sono "cose brutte il rancore e la vendetta", Francesco ha poi aggiunto: “La Porta Santa che abbiamo aperto è di fatto una Porta della Misericordia… Chiunque varca quella soglia è chiamato a immergersi nell’amore misericordioso del Padre, con piena fiducia e senza alcun timore; e può ripartire da questa Basilica con la certezza che avrà accanto a sé la compagnia di Maria”.  

Il Papa apre la Porta Santa della Basilica

Il Papa ha sottolineato “la fede di generazioni di persone che, tenendo fissi i loro occhi sull’icona della Vergine, chiedono a lei l’intercessione e la consolazione”. Infine Papa Francesco ci ha dato una certezza: Maria, “insieme a noi, si fa pellegrina per non lasciarci mai soli nel cammino della nostra vita, soprattutto nei momenti di incertezza e di dolore”. Al termine della Messa, il saluto di Papa Francesco all'immagine di Maria Salus populi romani conservata in una cappella della Basilica.

   
 

Il ritorno all’essenziale: le virtù necessarie

Dalle «malattie curiali» alle «virtù necessarie». Nel tradizionale discorso per gli auguri natalizi alla Curia romana nella Sala Clementina, Papa Francesco, che nel dicembre dello scorso anno aveva descritto diagnosi e rimedi («antibiotici») delle patologie nelle quali può incorrere «ogni cristiano, curia, comunità, congregazione, parrocchia e movimento ecclesiale» e che «richiedono prevenzione, vigilanza e cura», quest'anno ha offerto il quadro delle virtù necessarie (il Catalogo delle virtù) per chi presta servizio alla Chiesa, ma anche per tutti i fedeli.   Con un’analisi acrostica della parola MISERICORDIA, il «catalogo delle virtù» si articola così sulle dodici lettere che la compongono:
 
  • Missionarietà e pastoralità.
  • Idoneità e sagacia.
  • Spiritualità e umanità.
  • Esemplarità e fedeltà.
  • Razionalità e amabilità.
  • Innocuità e determinazionzafferavoe.
  • Carità e verità.
  • Onestà e maturità
  • Rispettosità e umiltà.
  • Doviziosità e attenzione.
  • Impavidità e prontezza
  • Affidabilità e sobrietà.
 
 
 
 
  1. Missionarietà e pastoralità
La missionarietà «è ciò che rende, e mostra, la curia fertile e feconda». «La pastoralità sana è una virtù indispensabile specialmente per ogni sacerdote». È «la misura della nostra attività curiale e sacerdotale» e «senza queste due ali – dice il Papa – non potremo mai volare, nemmeno raggiungere la beatitudine del “servo fedele”».  
 
  2. Idoneità e sagacia
La prima «richiede lo sforzo personale di acquistare i requisiti» per «esercitare al meglio i propri compiti e attività, con l’intelletto e l’intuizione» ed «è contro le raccomandazioni e le tangenti». La sagacia è «la prontezza di mente per affrontare le situazioni con saggezza e creatività». Idoneità e sagacia rappresentano «il comportamento del discepolo che si rivolge al Signore tutti i giorni».
3. Spiritualità e umanità
La spiritualità è «la colonna dorsale di qualsiasi servizio nella Chiesa e nella vita cristiana». L’umanità è «ciò che incarna la veridicità della nostra fede», ciò «che ci rende diversi dalle macchine e dai robot che non sentono e non si commuovono. Quando ci risulta difficile piangere seriamente o ridere appassionatamente allora è iniziato il nostro declino e il nostro processo di trasformazione da “uomini” a qualcos’altro». Spiritualità e umanità sono da realizzare interamente, continuamente, quotidianamente.
  4. Esemplarità e fedeltà
Esemplarità «per evitare gli scandali che feriscono le anime e minacciano la credibilità della nostra testimonianza». L’esemplarità va di pari passo con la fedeltà alla «nostra consacrazione, alla nostra vocazione» afferma Francesco, ricordando sempre le parole di Cristo: «Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto (Lc 16, 10)» e «Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina di un mulino e fosse gettato negli abissi del mare» (Mt 18, 6-7)».
     
     
5. Razionalità e amabilità 
La prima «serve per evitare gli eccessi emotivi», la seconda «per evitare gli eccessi della burocrazia e delle programmazioni e pianificazioni». Ogni eccesso, osserva Francesco «è indice di qualche squilibrio».
  6. Innocuità e determinazione
L’innocuità «è il fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te». Fa «agire con attenzione e comprensione» rendendo «cauti nel giudizio, capaci di astenerci da azioni impulsive e affrettate». La determinazione è «l’agire con volontà risoluta, con visione chiara e con obbedienza a Dio e solo per la legge suprema della salus animarum».
   7. Carità e Verità
Sono le «due virtù indissolubili dell’esistenza cristiana»… «Al punto che la carità senza verità diventa ideologia del buonismo distruttivo e la verità senza carità diventa giudiziarismo cieco».
8. Onestà e maturità
L’onestà è «la rettitudine, la coerenza e l’agire con sincerità assoluta con noi stessi e con Dio». Chi è onesto agisce rettamente anche quando non ci sono sorveglianti o superiori, «l’onesto non teme di essere sorpreso, perché non inganna mai colui che si fida di lui». E «non spadroneggia mai sulle persone o sulle cose che gli sono state affidate». Mentre la maturità è «la ricerca di raggiungere l’armonia tra le nostre capacità fisiche, psichiche e spirituali».
 
9. Rispettosità e umiltà
La prima è la dote delle anime nobili che «cercano sempre di dimostrare rispetto autentico agli altri, al proprio ruolo, ai superiori e ai subordinati, alle pratiche, alle carte, al segreto e alla riservatezza» e «sanno ascoltare attentamente e parlare educatamente». L’umiltà è la virtù «delle persone piene di Dio che più crescono nell’importanza più cresce in loro la consapevolezza di essere nulla e di non poter fare nulla senza la grazia di Dio».
  10. Doviziosità e attenzione
Più si ha fiducia in Dio e nella Sua provvidenza più «siamo doviziosi di anima e aperti nel dare». È inutile dice il Papa, «aprire tutte le porte sante di tutte le basiliche del mondo se la porta del nostro cuore è chiusa all’amore, se le nostre mani sono chiuse al donare, se le nostre case sono chiuse all’ospitare e se le nostre chiese sono chiuse all’accogliere. L’attenzione è il curare i dettagli e l’offrire il meglio di noi e il non abbassare mai la guardia sui nostri vizi e mancanze».
 11. Impavidità e prontezza
Essere impavido significa «non lasciarsi impaurire di fronte alle difficoltà» e «agire con audacia e determinazione e senza tiepidezza». La prontezza è «il saper agire con libertà e agilità senza attaccarsi alle cose materiali che passano», senza mai «farsi appesantire accumulando cose inutili e chiudendosi nei propri progetti e senza farsi dominare dall’ambizione». 
   
  12. Affidabilità e sobrietà
Affidabile è «colui che sa mantenere gli impegni con serietà e attendibilità quando è osservato ma soprattutto quando si trova solo» e «non tradisce mai la fiducia che gli è stata accordata». La sobrietà è «prudenza, semplicità, essenzialità, equilibrio e temperanza». È «la capacità di rinunciare al superfluo e di resistere alla logica consumistica dominante». È «guardare il mondo con gli occhi di Dio e con lo sguardo dei poveri e dalla parte dei poveri». Chi è sobrio «è una persona essenziale in tutto, perché sa ridurre, recuperare, riciclare, riparare, e vivere con il senso della misura».
         
         
 
   

BOLLA PONTIFICIA DI INDIZIONE DEL GIUBILEO “MISERICORDIAE VULTUS”

FRANCESCO VESCOVO DI ROMA SERVO DEI SERVI DI DIO A QUANTI LEGGERANNO QUESTA LETTERA GRAZIA, MISERICORDIA E PACE

1. Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi. Essa è divenuta viva, visibile e ha raggiunto il suo culmine in Gesù di Nazareth. Il Padre, « ricco di misericordia » (Ef 2,4), dopo aver rivelato il suo nome a Mosè come « Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà » (Es 34,6), non ha cessato di far conoscere in vari modi e in tanti momenti della storia la sua natura divina. Nella « pienezza del tempo»... (segue)

COME OTTENERE L’INDULGENZA GIUBILARE?
Ci viene spiegato da papa Francesco

LETTERA DI PAPA FRANCESCO

 

La vicinanza del Giubileo Straordinario della Misericordia mi permette di focalizzare alcuni punti sui quali ritengo importante intervenire per consentire che la celebrazione dell’Anno Santo sia per tutti i credenti un vero momento di incontro con la misericordia di Dio. È mio desiderio, infatti, che il Giubileo sia esperienza viva della vicinanza del Padre, quasi a voler toccare con mano la sua tenerezza, perché la fede di ogni credente si rinvigorisca e così la testimonianza diventi sempre più efficace.... (segue)


  
         

“Ti sono perdonati i molti tuoi peccati perché molto hai amato”

GIUBILEO DELLA MISERICORDIA

  Il 65mo Giubileo nella storia della Chiesa, Il Giubileo Straordinario della Misericordia di papa Francesco, come ormai è stato definito, è iniziato da alcune settimane. E’ iniziato – fatto senza precedenti nella storia della Chiesa  - nella Repubblica Centrafricana,  con l’apertura della porta cattedrale di Bangui,  quella porta così distante da Roma, ma così vicina al cuore della Chiesa, perché, come ripete Francesco, la Chiesa è lì dove ci sono i poveri, i sofferenti, dove  ci sono credenti decisi a vivere e agire come veri seguaci di Cristo,  ad essere  ciascuno una «porta santa», per dire «no all’odio, alla vendetta, alla violenza, in particolare a quella che è perpetrata in nome di una religione o di Dio».
Quando nella scorsa primavera il papa annunciò l’Anno Santo, la sorpresa fu generale. Perché un giubileo? E proprio sulla Misericordia? Questi primi tre anni di pontificato di papa Bergoglio sono stati caratterizzati dal continuo richiamo a Dio Misericordioso. Anche il motto del suo stemma parla di misericordia: “Miserando atque eligendo”.
Commentando l’episodio evangelico della vocazione di San Matteo, San Beda il Venerabile scrive: “Vidit ergo lesus publicanum et quia miserando atque eligendo vidit, ait illi Sequere me” (Vide Gesù un pubblicano e siccome lo guardò con sentimento di amore e lo scelse, gli disse: Seguimi). Gesù non ha compassione, commiserazione, pietà, ma amore, tenerezza, affetto per il pubblicano Matteo, ma anche per l’adultera, per la Maddalena, per la Samaritana, per il Figliol Prodigo; non condanna mai nessuno, ma accoglie e invita alla conversione: “Va e non peccare più”. Non si può confondere la misericordia con il buonismo, il sentimentalismo, il “vogliamoci tutti bene” o con la pacca sulla spalla. No, il Padre ci aspetta sempre, ma ci sollecita a cambiare vita. “L’amore misericordioso di Dio è come l’amore tenero di un papà e di una mamma”, ha detto il papa nell’omelia in Santa Marta il 10 dicembre scorso.  Che bell’accostamento! Dio si comporta con ciascuno di noi come fanno le mamme e i papà. “Tutti noi conosciamo le carezze dei papà e delle mamme quando i bimbi sono inquieti per lo spavento: Non temere, io sono qui”.  
  Quale amore è più altruista, disinteressato, comprensivo di quello di un papà e di una mamma? Quale papà e quale mamma non hanno provato il dramma interiore del padre della parabola del Figliol Prodigo? Quale genitore non ha aspettato, insonne e ansioso, il ritorno a casa del proprio figlio? Ore e ore, magari giorni e giorni in attesa di uno squillo  o della voce famigliare? E che tonfo al cuore quando in lontananza si ode il suono stridente di una sirena della Croce Rossa o della polizia! E’ un’angoscia, silenziosa, nascosta, mai gridata, ma sfibrante! E quando torna, si dimentica subito la sofferenza dell’attesa e si ha solo voglia di abbracciarlo e non di punirlo.
“E’ proprio di Dio usare misericordia, scrive S. Tommaso d’Aquino, e specialmente in questo si manifesta la sua onnipotenza”.   La misericordia quindi, e lo leggiamo nella Bolla di Indizione del Giubileo, non è affatto “segno di debolezza, ma piuttosto la qualità dell’onnipotenza di Dio”. E S. Agostino: “E’ più facile che Dio trattenga l’ira più che la misericordia”. “L’ira di Dio dura un istante, mentre la sua misericordia dura in eterno. – aggiunge Francesco -  Se Dio si fermasse alla giustizia cesserebbe di essere Dio, sarebbe come tutti gli altri uomini che invocano il rispetto della legge”.
Le nostre categorie umane, invece, sono completamente opposte: il perdono è segno di debolezza, la prepotenza e l’arroganza sono la vera forza.
E la giustizia, si chiederà qualcuno, come si concilia la misericordia con la giustizia? La misericordia non è in antitesi con la giustizia. “Chi sbaglia dovrà scontare la pena – leggiamo nella Bolla di Francesco -. Solo che questo non è il fine, ma l’inizio della conversione, perché si sperimenta la tenerezza del perdono. Dio non rifiuta la giustizia, Egli la ingloba e supera in un evento superiore dove si sperimenta l’amore che è a fondamento di una vera giustizia”. L’amore: ecco la parola che fa la differenza.
Certamente tutti noi ci saremo chiesti perché Gesù ha messo a capo della sua Chiesa Pietro, un apostolo che davanti a una serva, spaventato, lo ha tradito spergiurando di non conoscerlo, non una volta sola, ma ben tre volte. Una persona simile, nelle nostre istituzioni, sarebbe stato licenziato subito, e invece Gesù, davanti al pianto sincero di Pietro, lo ha perdonato. Non solo ma gli ha detto: Tu sei Pietro e su questa Pietra edificherò la mia Chiesa. Gesù perdona sempre quando trova in noi tanto amore. Ricordiamoci cosa disse alla peccatrice: “Sono perdonati i tuoi molti peccati, perché hai molto amato". Invece colui al quale si perdona poco, "ama poco".
  E.Vig.    
 

Nel Giubileo straordinario della misericordia, Radio Mater si collegherà ogni sabato a partire dal 28 Novembre al 19 Marzo 2016 dalle ore 18.05 con la Basilica di Santa Maria in Via Lata in Roma, per trasmettere una serie di incontri dall’Avvento a Pasqua.

 

Il calendario degli eventi lo trovate specificato nella sezione: Novità in Radio Mater.
Ringraziamo Padre Ermanno Toniolo, dei Servi di Maria, con le Suore Figlie della Chiesa del Centro Ecumenico Eucaristico di Santa Maria in Via Lata.

         

6 Febbraio - 86° Compleanno di don Mario

“Grazie Mamma per avermi accompagnato in questi 86 anni della mia vita. Grazie a voi tutti, qui presenti in Cappellina e che ci seguite da casa sulle onde di Radio Mater, grazie per avermi  sostenuto in tutti questi anni. …. Andiamo avanti sempre così e cerchiamo di essere uniti”.

Vi era tanta commozione sul volto di don Mario sabato 6 febbraio in occasione della celebrazione della Santa Messa in occasione del suo compleanno.

Circondato dalla preghiera e dall’affetto della Comunità di Maria, dai conduttori, collaboratori e volontari, don Mario ha ringraziato tutti, anche le centinaia di persone che hanno lasciato gli auguri in Facebook.  In modo particolare ha ringraziato don Ivan Maffeis, sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana e Direttore dell’Ufficio comunicazione della CEI, mons. Maurizio Rolla, Vicario Episcopale per la zona di Lecco, don Davide Milani, portavoce del card. Scola e presidente della Federazione Spettacolo della CEI, don Isidoro Crepaldi, decano di Erba, padre Franco Moscone, Superiore Generale dei Padri Somaschi, i sacerdoti conduttori, i volontari e gli ascoltatori.

   Omelia S.Messa del Compleanno di don Mario

(Scarica file Audio)

Al termine don Mario ha tagliato una mega torta intrattenendosi in serenità con i numerosi presenti.
         
   
 
         
   
         
 
         
 
         
 
         
   
   
         
         

Mons. Matteo Zuppi,

è il nuovo Arcivescovo di Bologna.

già conduttore di Radio Mater con la rubrica
“Tu solo hai parole di vita eterna”,


Domenica 12 dicembre ha iniziato il suo ministero episcopale
sulla Cattedra di S. Petronio
Il 12 dicembre scorso è stata la giornata dell’inizio solenne del ministero episcopale di “don Matteo” (come voleva essere chiamato), di monsignor Matteo Maria Zuppi, già conduttore di Radio Mater con la rubrica “Tu solo hai parole di vita eterna”.
 Il nuovo arcivescovo di Bologna è arrivato in forma privata da Roma al Santuario di Boccadirio.  Alle 11.30 è partito per Bologna, ha visitato la Casa della carità di Borgo Panigale e ha pranzato con gli ospiti, cui ha fatto seguito il saluto ai residenti del Villaggio della speranza. In particolare si è soffermato nella casa dove è ospitata Cristina Magrini in stato vegetativo da 34 anni.
Dopo una breve sosta in Stazione Centrale sul luogo della Strage del 2 agosto, si è recato al reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale S.Orsola.  Mons. Zuppi, quindi, è arrivato in auto alle Due Torri: accolto dai giovani, è stato accompagnato  a piedi fino a Piazza Maggiore. Entrato nella Basilica di San Petronio, l’arcivescovo ha venerato le reliquie del patrono e quindi è stata data lettura della Bolla Papale di nomina, atto solenne con cui l’arcivescovo entra nel pieno esercizio delle sue funzioni.  Al termine della S. Messa, si è snodata la processione verso la Cattedrale di San Pietro per l’apertura della Porta Santa del Giubileo della misericordia. E’ entrato in cattedrale seguito dal clero e dai fedeli, e dalla cattedra episcopale, monsignor Zuppi ha impartito la prima benedizione solenne.
“Un mondo complesso e minaccioso chiede cuori intelligenti e tanta solidarietà, possibile sempre a tutti, indispensabile per tutti - ha detto l’arcivescovo durante l’omelia nella Basilica di S. Petronio - Qui trovo un umanesimo e un’intelligenza sapiente che rappresenta un’eredità di tante generazioni, e che ha tanto da donare, direi deve donare, ad un mondo spesso imbarbarito, violento, che urla invece di pensare, che cura l’apparenza e disprezza il contenuto. Ringrazio allora per questa città, così bella, certo con tante sofferenze, ma anche con tanta ricchezza. Il Signore mi chiede di amarla e vorrei che questo mio inizio aiuti anche voi a guardarla con occhi nuovi, a riscoprirla bella”. “Nel rispetto dei ruoli, con lo specifico dell’essere discepolo di Gesù, e nel comune impegno alla solidarietà, tra istituzioni e tra persone, tra religioni, tra sensibilità diverse”, è intenzione del nuovo arcivescovo “con tutta la Chiesa di Bologna” collaborare “con le autorità e con quanti hanno a cuore questa piazza grande che è la città intera”. 
Ecco una breve biografia di mons. Matteo. Mons. Zuppi nasce a Roma l’11 ottobre 1955. Si laurea in Lettere e Filosofia all'Università di Roma, con una tesi  di Storia del Cristianesimo. E’ dapprima ordinato Sacerdote per la Diocesi Suburbicaria di Palestrina il 9 maggio 1981 e poi incardinato nella Diocesi di Roma il 15 novembre 1988. Vice Parroco (dal 1981 al 2000) e poi Parroco (dal 2000 al 2010) della Parrocchia di Santa Maria in Trastevere, nel 1990 svolge insieme ad Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S. Egidio, Jaime Gonçalves e Mario Raffaelli, il ruolo di mediatore nelle trattative tra il governo del Mozambico (all'epoca controllato dai socialisti del Fronte di Liberazione del Mozambico) e il partito di Resistência Nacional Moçambicana, impegnati sin dal 1975 in una guerra civile. La mediazione conduce il 4 ottobre 1992, dopo 27 mesi di trattative, alla firma degli Accordi di pace di Roma che sanciscono la fine delle ostilità. In seguito continua ad operare con la cosiddetta "diplomazia parallela" della Comunità di Sant'Egidio.
Dal 2000 è anche Assistente Ecclesiastico Generale della Comunità di Sant’Egidio. Dal 30 marzo 2006 è Cappellano di Sua Santità, quindi nel  2010 diviene parroco nella Comunità dei Santi Simone e Giuda a Torre Angela sempre di Roma. Il 31 gennaio 2012 il Santo Padre  Benedetto XVI lo nomina Vescovo Ausiliare per il Settore “Centro” di Roma. Da Vescovo assume la Sede titolare di Villanova. Il 14 aprile 2012, nella Basilica di S. Giovanni in Laterano, viene ordinato vescovo per le mani del cardinale Vicario Agostino Vallini. In quella circostanza, Radio Mater  trasmette  la consacrazione episcopale.  

Mons. Zuppi , con la rubrica: “Tu solo hai parole di vita eterna” condotta a Radio Mater il secondo martedì del mese alle ore 9,30, ha anticipato temi poi tanto cari a papa Francesco, quali la misericordia, il perdono, la confessione, la conversione interiore,  l’ “uscita” verso i poveri e i sofferenti. A mons. Matteo, da parte di don Mario e di tutta Radio Mater un grazie riconoscente per la Sua preziosa collaborazione e un augurio sincero di un fecondo apostolato.

Monsignore, Le chiediamo una benedizione per Radio Mater, perché continui a diffondere  il messaggio del Vangelo in tutto il mondo.

         
         
         
  Il prossimo 4 e 5 marzo, in tutte le diocesi del mondo si vivrà la nuova edizione dell’iniziativa “24 ore per il Signore”, voluta da papa Francesco. Infatti il Santo Padre, nella bolla di indizione del Giubileo, “Misericordiae Vultus”  invita tutte le diocesi, le parrocchie, le associazioni e le comunità a celebrare, secondo le proprie possibilità, questa 24 ore di preghiera, di meditazione e di riconciliazione con la Misericordia di Dio.

Radio Mater trasmetterà in diretta la Veglia Penitenziale con il Santo Padre, presso la Basilica di San Pietro, con inizio alle ore 17:00  di venerdì 4 Marzo 2016.

Alle 20:30 in Cappellina di Radio Mater inizierà la diretta della Veglia di preghiera, condotta da padre Giancarlo Bagatti, promotore delle diocesi della Lombardia  per l’Apostolato della Preghiera. La Veglia si aprirà con il saluto di don Mario e la Santo Rosario meditato. Quindi a seguire un momento di riflessione di padre Giancarlo, l’Adorazione Eucaristica con preghiere in diretta da coloro che pregano in Cappellina e che pregano da casa.
   

Al termine la recita della Compieta.

Il 5 marzo, alle 15:30, S. Rosario meditato e Santa Messa presieduta da don Mario.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI PER RISPONDERE ALL’INVITO PRESSANTE DI PAPA FRANCESCO ALLA PREGHIERA E ALLA CONVERSIONE IN QUESTA QUARESIMA DELL’ANNO DELLA MISERICORDIA.

   
         
 

Il tweet di Papa Francesco: "Preghiamo per i cristiani che sono perseguitati…"

Il Santo Natale di Papa Francesco

Papa Francesco ha affidato a twitter il suo pensiero sui cristiani perseguitati: "Preghiamo per i cristiani che sono perseguitati, spesso con il silenzio vergognoso di tanti". Già, nel messaggio natalizio, il Papa aveva ricordato i popoli che soffrono a causa dei conflitti, pensando specialmente ai migranti che fuggono dai propri Paesi alla ricerca di un futuro dignitoso e chiedendo a israeliani e palestinesi di "riprendere un dialogo diretto a giungere ad un’intesa".    
  E nei giorni scorsi anche il presidente degli Stati uniti, Barack Obama, aveva dedicato un messaggio ai perseguitati cristiani. "In alcune aree del Medioriente quest'anno rimarranno silenti le campane delle chiese che per secoli hanno suonato il giorno di Natale - aveva scritto il presidente nel testo diffuso dalla Casa Bianca il 24 dicembre - questo silenzio è testimone delle brutali atrocità commesse dallo Stato islamico contro queste comunità".
 
Il perdono è necessario, dà grandi frutti. Ma non è facile.
All'Angelus nella solennità di Santo Stefano, papa Francesco  ha sottolineato come "un aspetto particolare nell'odierno racconto degli Atti degli Apostoli, che avvicina Santo Stefano al Signore è il suo perdono prima di morire lapidato".
"Inchiodato sulla croce, Gesù aveva detto: 'Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno; in modo simile Stefano piegò le ginocchia e gridò a gran voce: 'Signore, non imputare loro questo peccato", ha detto il Papa.
 
  "Stefano è dunque martire, che significa testimone, perché fa come Gesù - ha proseguito -; è infatti vero testimone chi si comporta come Lui: chi prega, chi ama, chi dona, ma soprattutto chi perdona, perché il perdono, come dice la parola stessa, è l'espressione più alta del dono".
"Ma - ci potremmo chiedere - a che cosa serve perdonare? È soltanto una buona azione o porta dei risultati?", ha chiesto Francesco. "Troviamo una risposta proprio nel martirio di Stefano. Tra quelli per i quali egli implorò il perdono c'era un giovane di nome Saulo; costui perseguitava la Chiesa e cercava di distruggerla. Saulo divenne poco dopo Paolo, il grande santo, l'apostolo delle genti" ."Aveva ricevuto il perdono di Stefano - ha concluso il Pontefice -.Possiamo dire che Paolo nasce dalla grazia di Dio e dal perdono di Stefano".
 
 
 

Messaggio natalizio dalla loggia centrale della Basilica di S. Pietro

“Vicini ai cristiani perseguitati”

  “Dove nasce Dio, nasce la speranza. Dove nasce Dio, nasce la pace”. E’ uno dei passaggi forti del messaggio natalizio di Papa Francesco, pronunciato dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro, prima della benedizione Urbi et Orbi.
Apriamo i nostri cuori per accogliere Gesù in questo “giorno di misericordia, nel quale Dio Padre ha rivelato all’umanità la sua immensa tenerezza”. E’ il Natale del Giubileo della Misericordia e Francesco - rivolgendosi al mondo intero da San Pietro - sottolinea che in questo giorno la luce disperde le tenebre della paura e “diventa possibile incontrarsi, dialogare, soprattutto riconciliarsi”.
“Solo Lui, solo Lui ci può salvare. Solo la Misericordia di Dio può liberare l’umanità da tante forme di male, a volte mostruose, che l’egoismo genera in essa. La grazia di Dio può convertire i cuori e aprire vie di uscita da situazioni umanamente insolubili".
“Dove nasce Dio, nasce la speranza. Lui porta la speranza. Dove nasce Dio – soggiunge – nasce la pace. E dove nasce la pace, non c’è più posto per l’odio e per la guerra”
Al Signore, Francesco chiede che “l’intesa raggiunta” all’Onu “riesca quanto prima a far tacere il fragore delle armi in Siria e a rimediare alla gravissima situazione umanitaria della popolazione stremata”. È altrettanto “urgente”, prosegue, che “l’accordo sulla Libia trovi il sostegno di tutti, affinché si superino le gravi divisioni e violenze che affliggono il Paese”.
Pace e concordia chiede il Papa anche per i popoli della Repubblica Democratica del Congo, del Burundi e del Sud Sudan affinché, “mediante il dialogo, si rafforzi l’impegno comune per l’edificazione di società civili animate da un sincero spirito di riconciliazione e di comprensione reciproca”.
Il Natale, auspica ancora, “porti vera pace anche all’Ucraina, offra sollievo a chi subisce le conseguenze del conflitto e ispiri la volontà di portare a compimento gli accordi presi, per ristabilire la concordia nell’intero Paese”. “La gioia di questo giorno – soggiunge – illumini gli sforzi del popolo colombiano perché, animato dalla speranza, continui con impegno a perseguire la desiderata pace”.
“Dove nasce Dio, nasce la speranza; e dove nasce la speranza, le persone ritrovano la dignità. Eppure, ancora oggi schiere di uomini e donne sono private della loro dignità umana e, come il Bambino Gesù, soffrono il freddo, la povertà e il rifiuto degli uomini. Giunga oggi la nostra vicinanza ai più indifesi, soprattutto ai bambini soldato, alle donne che subiscono violenza, alle vittime della tratta delle persone e del narcotraffico”.
 

OMELIA DI PAPA FRANCESCO ALLA MESSA DI MEZZANOTTE

La nascita di Gesù cambia il mondo

Durante la Messa presieduta nella Basilica Vaticana, Francesco ha esortato i fedeli a vivere in sobrietà, come Gesù, e a vincere la “cultura dell’indifferenza” con la pietà cristiana. “Oggi il Figlio di Dio è nato: tutto cambia…Non siamo più soli e abbandonati”.
È vero: Dio nasce e cambia il mondo.
“Non c’è posto per il dubbio; lasciamolo agli scettici che per interrogare solo la ragione non trovano mai la verità. Non c’è spazio per l’indifferenza, che domina nel cuore di chi non riesce a voler bene, perché ha paura di perdere qualcosa. Viene scacciata ogni tristezza, perché il bambino Gesù è il vero consolatore del cuore”.
 
Gesù Bambino è “principio di vita nuova”, “luce vera” che rischiara l’esistenza umana “rinchiusa nell’ombra del peccato”– sottolinea Francesco – e ci fa “scoprire nuovamente chi siamo!”, spingendoci alla gioia dell’evangelizzazione.
“Non possiamo rimanere inerti. Non ci è lecito restare fermi. Dobbiamo andare a vedere il nostro Salvatore deposto in una mangiatoia. Ecco il motivo della gioia e della letizia: questo Bambino è nato per noi, è dato a noi”.
Restiamo in silenzio e lasciamo parlare Gesù, dice ancora il Papa, anzi: prendiamoLo in braccio e lasciamoci abbracciare da Lui, così “ci porterà la pace del cuore che non avrà mai fine”, insegnandoci le cose essenziali della vita.
“In una società spesso ebbra di consumo e di piacere, di abbondanza e lusso, di apparenza e narcisismo, Lui ci chiama a un comportamento sobrio, cioè semplice, equilibrato, lineare, capace di cogliere e vivere l’essenziale. In un mondo che troppe volte è duro con il peccatore e molle con il peccato, c’è bisogno di coltivare un forte senso della giustizia, del ricercare e mettere in pratica la volontà di Dio. Dentro una cultura dell’indifferenza, che finisce non di rado per essere spietata, il nostro stile di vita sia invece colmo di pietà, di empatia, di compassione, di misericordia, attinte ogni giorno dal pozzo della preghiera”    
 

Il ritorno all’essenziale: le virtù necessarie

Dalle «malattie curiali» alle «virtù necessarie». Nel tradizionale discorso per gli auguri natalizi alla Curia romana nella Sala Clementina, Papa Francesco, che nel dicembre dello scorso anno aveva descritto diagnosi e rimedi («antibiotici») delle patologie nelle quali può incorrere «ogni cristiano, curia, comunità, congregazione, parrocchia e movimento ecclesiale» e che «richiedono prevenzione, vigilanza e cura», quest'anno ha offerto il quadro delle virtù necessarie (il Catalogo delle virtù) per chi presta servizio alla Chiesa, ma anche per tutti i fedeli.   Con un’analisi acrostica della parola MISERICORDIA, il «catalogo delle virtù» si articola così sulle dodici lettere che la compongono:
 
  • Missionarietà e pastoralità.
  • Idoneità e sagacia.
  • Spiritualità e umanità.
  • Esemplarità e fedeltà.
  • Razionalità e amabilità.
  • Innocuità e determinazionzafferavoe.
  • Carità e verità.
  • Onestà e maturità
  • Rispettosità e umiltà.
  • Doviziosità e attenzione.
  • Impavidità e prontezza
  • Affidabilità e sobrietà.
 
 
 
 
  1. Missionarietà e pastoralità
La missionarietà «è ciò che rende, e mostra, la curia fertile e feconda». «La pastoralità sana è una virtù indispensabile specialmente per ogni sacerdote». È «la misura della nostra attività curiale e sacerdotale» e «senza queste due ali – dice il Papa – non potremo mai volare, nemmeno raggiungere la beatitudine del “servo fedele”».  
 
  2. Idoneità e sagacia
La prima «richiede lo sforzo personale di acquistare i requisiti» per «esercitare al meglio i propri compiti e attività, con l’intelletto e l’intuizione» ed «è contro le raccomandazioni e le tangenti». La sagacia è «la prontezza di mente per affrontare le situazioni con saggezza e creatività». Idoneità e sagacia rappresentano «il comportamento del discepolo che si rivolge al Signore tutti i giorni».
3. Spiritualità e umanità
La spiritualità è «la colonna dorsale di qualsiasi servizio nella Chiesa e nella vita cristiana». L’umanità è «ciò che incarna la veridicità della nostra fede», ciò «che ci rende diversi dalle macchine e dai robot che non sentono e non si commuovono. Quando ci risulta difficile piangere seriamente o ridere appassionatamente allora è iniziato il nostro declino e il nostro processo di trasformazione da “uomini” a qualcos’altro». Spiritualità e umanità sono da realizzare interamente, continuamente, quotidianamente.
  4. Esemplarità e fedeltà
Esemplarità «per evitare gli scandali che feriscono le anime e minacciano la credibilità della nostra testimonianza». L’esemplarità va di pari passo con la fedeltà alla «nostra consacrazione, alla nostra vocazione» afferma Francesco, ricordando sempre le parole di Cristo: «Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto (Lc 16, 10)» e «Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina di un mulino e fosse gettato negli abissi del mare» (Mt 18, 6-7)».
     
     
5. Razionalità e amabilità 
La prima «serve per evitare gli eccessi emotivi», la seconda «per evitare gli eccessi della burocrazia e delle programmazioni e pianificazioni». Ogni eccesso, osserva Francesco «è indice di qualche squilibrio»
.
  6. Innocuità e determinazione
L’innocuità «è il fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te». Fa «agire con attenzione e comprensione» rendendo «cauti nel giudizio, capaci di astenerci da azioni impulsive e affrettate». La determinazione è «l’agire con volontà risoluta, con visione chiara e con obbedienza a Dio e solo per la legge suprema della salus animarum».
   7. Carità e Verità
Sono le «due virtù indissolubili dell’esistenza cristiana»… «Al punto che la carità senza verità diventa ideologia del buonismo distruttivo e la verità senza carità diventa giudiziarismo cieco».
8. Onestà e maturità
L’onestà è «la rettitudine, la coerenza e l’agire con sincerità assoluta con noi stessi e con Dio». Chi è onesto agisce rettamente anche quando non ci sono sorveglianti o superiori, «l’onesto non teme di essere sorpreso, perché non inganna mai colui che si fida di lui». E «non spadroneggia mai sulle persone o sulle cose che gli sono state affidate». Mentre la maturità è «la ricerca di raggiungere l’armonia tra le nostre capacità fisiche, psichiche e spirituali».
 
9. Rispettosità e umiltà
La prima è la dote delle anime nobili che «cercano sempre di dimostrare rispetto autentico agli altri, al proprio ruolo, ai superiori e ai subordinati, alle pratiche, alle carte, al segreto e alla riservatezza» e «sanno ascoltare attentamente e parlare educatamente». L’umiltà è la virtù «delle persone piene di Dio che più crescono nell’importanza più cresce in loro la consapevolezza di essere nulla e di non poter fare nulla senza la grazia di Dio».
  10. Doviziosità e attenzione
Più si ha fiducia in Dio e nella Sua provvidenza più «siamo doviziosi di anima e aperti nel dare». È inutile dice il Papa, «aprire tutte le porte sante di tutte le basiliche del mondo se la porta del nostro cuore è chiusa all’amore, se le nostre mani sono chiuse al donare, se le nostre case sono chiuse all’ospitare e se le nostre chiese sono chiuse all’accogliere. L’attenzione è il curare i dettagli e l’offrire il meglio di noi e il non abbassare mai la guardia sui nostri vizi e mancanze».
 11. Impavidità e prontezza
Essere impavido significa «non lasciarsi impaurire di fronte alle difficoltà» e «agire con audacia e determinazione e senza tiepidezza». La prontezza è «il saper agire con libertà e agilità senza attaccarsi alle cose materiali che passano», senza mai «farsi appesantire accumulando cose inutili e chiudendosi nei propri progetti e senza farsi dominare dall’ambizione». 
   
  12. Affidabilità e sobrietà
Affidabile è «colui che sa mantenere gli impegni con serietà e attendibilità quando è osservato ma soprattutto quando si trova solo» e «non tradisce mai la fiducia che gli è stata accordata». La sobrietà è «prudenza, semplicità, essenzialità, equilibrio e temperanza». È «la capacità di rinunciare al superfluo e di resistere alla logica consumistica dominante». È «guardare il mondo con gli occhi di Dio e con lo sguardo dei poveri e dalla parte dei poveri». Chi è sobrio «è una persona essenziale in tutto, perché sa ridurre, recuperare, riciclare, riparare, e vivere con il senso della misura».
         
         

2 Febbraio 2016

Conclusione dell'Anno della Vita Consacrata

Il 2 febbraio papa Francesco nella Basilica di S. Pietro ha concluso l'Anno della Vita consacrata. Ecco l'intervista che il Superiore Generale dei Padri Somaschi, padre Franco Moscone, ha rilasciato ai microfoni di Radio Mater mercoledì 3 febbraio, proprio su questo tema.  
 (Scarica file Audio)
   
         
 
 

DIFENDIAMO LA FAMIGLIA.

DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI

Al Circo Massimo di Roma sabato 30 gennaio c’erano due milioni di persone per difendere la famiglia, fondata sul matrimonio tra una donna e un uomo e aperta alla vita, per difendere i figli.

“Chi ha voluto vedere e ascoltare, ha di nuovo capito – ha scritto domenica 31 gennaio Marco Tarquinio,  direttore di Avvenire - . Ha capito che cosa è un popolo che laicamente e responsabilmente va in piazza per far sentire la propria voce e lo fa con pacifica determinazione, con parole chiare eppure rispettose per tutti, anche per chi la pensa diversamente. Il popolo della famiglia – e certamente quella grande parte del popolo della famiglia che il Comitato "Difendiamo i nostri figli" ha mobilitato e raccolto ieri al Circo Massimo di Roma – è proprio così”.

 
Sabato 30 gennaio abbiamo assistito, alla rivincita delle famiglie normali, dei passeggini e degli anziani, dei gruppi parrocchiali e dei disabili. Dei nonni e dei bambini con cagnolino con guinzaglio. E’ stata una festa, una festa della vita, della famiglia.
«La piazza è l’unico modo civile e onesto, per noi che non abbiamo lobby potenti, per mostrare qual è il sentire comune», detto dal palco Massimo Gandolfini, il portavoce del Family Day . «L’uomo e la donna formano il matrimonio, le altre sono alchimie. Non vogliamo fare guerre a nessuno, né ghettizzare nessuno, ma alle elezioni, anche a quelle amministrative, ricordiamoci chi si è messo con la famiglia e i bambini e chi si è dimenticato di questo diritto rendendo possibile l’abominevole pratica dell’utero in affitto».
Le famiglie al Circo Massimo
Tutta la cronaca in presa diretta
 
   
         

Capodanno 2015/2016

Nella notte di Capodanno nella Cappellina di Radio Mater
si è pregato tutta la notte: alle 22 è iniziato il S. Rosario meditato,
a cui poi è seguita la Santa Messa.

Il momento della consacrazione è coinciso con l’inizio del 2016,
ad indicare che in questo Anno della Misericordia
il cuore della vita di Radio Mater dovrà essere Gesù Eucarestia
.

Alle ore 02:00 fino alle 06:00 è continuata poi la preghiera
in diretta sempre dalla Cappellina

 
Gianluca con Fratel Aldo e Francesca
Animatori della notte di Capodanno di Radio Mater
 
Santo Rosario guidato dal diacono Lucio Piterà
del 31 dicembre 2015 (scarica file Audio)
 
Omelia di don Mario della Notte di Capodanno
31 dicembre 2015 (scarica file Audio)
   
Santo Rosario guidato da don Mario
del 1 gennaio 2016 (scarica file Audio)
   
Omelia di don Mario alla S. Messa
del 1 gennaio 2016 (scarica file Audio)
 
Epifania del Signore: S. Rosario meditato dal diacono Lucio Piterà del 06/01/2016 (scarica Audio)
 
Epifania del Signore: Omelia di don Mario
alla S. Messa del 06/01/2016 (scarica Audio)
 
     
         
Questa sera a Radio Mater, alle ore 21, nell’ambito della rubrica: Il Signore parla a chi ha il cuore ferito, condotta da Padre Walter Lucco Borlera dei padri Passionisti, saranno presenti negli studi di Radio Mater, Paola Tettamanzi, autrice del libro “Ancora Famiglia – genitori sempre”, con il marito Luciano Moia, caporedattore di Avvenire, e curatore della rivista "Noi famiglia & vita",  già “Noi genitori e figli.

Nel corso della trasmissione verrà presentato il libro:
“Ancora Famiglia”.

  "Lo scorso anno, in Italia, ci sono state circa 90mila separazioni e oltre 50mila divorzi. Dietro queste cifre c'è un esercito di persone che vive una delle sofferenze più acute che si possano sperimentare: il fallimento del proprio progetto di vita. Come può essere affrontata questa emergenza?"  
"Quali risorse mettere in campo per accompagnare i genitori separati? La ricerca che viene presentata in questo volume avviata dall'Istituto di Antropologia per la Cultura della Famiglia e della Persona, in collaborazione con il Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell'Università Cattolica di Milano e l'Associazione Famiglie Separate Cristiane, non solo apre prospettive nuove sulla comprensione di un mondo molto chiacchierato e molto poco indagato, ma permette di individuare percorsi di vicinanza e di accompagnamento che potrebbero suggerire una serie di buone prassi politico-amministrative."
  "Una tra le tante è la valorizzazione dell'associazionismo specificamente riservato alle persone separate che, come emerge dalla ricerca, risulta spesso un Aapprodo decisivo se non frequentemente l'ultimo per persone a cui il mondo è crollato addosso"  
   
         

INTERVISTA A MONS. NUNZIO GALANTINO

Intervista a Radio Mater di Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, al rientro da Amman dopo la visita ai cristiani di Mosul e della Piana di Ninive, rifugiatisi in Giordania per fuggire dalla violenza del califatto.

 

- di Enrico Viganò, 9 agosto 2015

   
  Audio dell'intervista       
         
Carissimi,
non perdiamo l'entusiasmo degli innamorati.
Si, ancora una volta il Padre Divino ci dona,  per mezzo di Maria, resa Madre dallo Spirito Santo, il Suo Figlio Divino:  che gioia...che stupore... nasce GESU' ! È' NATALE!!! Gesù ci chiede di accoglierLo nel nostro cuore e di diventare la nostra vita.
   
    Coraggio, miei cari, è il NATALE DELL'ANNO SANTO!!!
Dio compirà anche in noi la Sua promessa!
Si, carissimi,  Sperimentiamo la Sua presenza, la Sua fedeltà , la Sua tenerezza, la Sua salvezza: in Maria eleviamo il nostro si... vivremo così il Santo Natale!
  Ve lo auguro con tutto il cuore,
pregando e benedicendovi perché sia così!


Buon Natale!
Don Mario
         
  6 Agosto
Trasfigurazione Del Signore
 
         
Festa della Trasfigurazione del Signore, nella quale Gesù Cristo, il Figlio Unigenito, l’amato dell’Eterno Padre, davanti ai santi Apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, avendo come testimoni la legge ed i profeti, manifestò la sua gloria, per rivelare che la nostra umile condizione di servi da lui stesso assunta era stata per opera della grazia gloriosamente redenta e per proclamare fino ai confini della terra che l’immagine di Dio, secondo la quale l’uomo fu creato, sebbene corrotta in Adamo, era stata ricreata in Cristo.
         
         

 PREGHIERA:

 Signore Gesù, quante volte

come Pietro, Giacomo e Giovanni

ho fatto l’esperienza del Tabor,

e avrei voluto prolungarla.

Quante volte ho dovuto salire anche il Calvario

e avrei voluto subito scendere.

Oggi salgo con te sul Tabor,

mi metto accanto ai tuoi discepoli prediletti.

Non c’è santità senza rinuncia,

senza combattimento spirituale.

Il progresso spirituale

comporta ascesi e mortificazione.

La trasfigurazione svela il tuo mistero

di vero Dio e vero uomo.

Ci sono momenti che mi portano

sull’orlo della delusione,

della sfiducia e dello sconforto,

ma quando svaniscono le pesantezze e le sofferenze

sento il bisogno di fare tre tende.

Per salire sul monte mi devo affaticare,

per produrre frutti mi devo donare,

per ricevere il premio me lo devo meritare.

Quando sono in cammino con te,

la mia anima viene illuminata, diventa raggiante,

splendente come te, Signore Gesù:

è la mia trasfigurazione!

 


DOMENICA  02 AGOSTO

 

Perdono di Assisi:

Festa della Porziuncola

         

Grazie a San Francesco, dal mezzogiorno del 1 agosto alla mezzanotte del giorno seguente, oppure, con il consenso del Vescovo, nella domenica precedente o seguente
(a decorrere dal mezzogiorno del sabato alla mezzanotte della domenica) si può lucrare, una volta sola,

   

l'indulgenza plenaria della Porziuncola (o Perdono d'assisi).

  CONDIZIONI RICHIESTE:     

1) Visita a una chiesa parrocchiale o a una chiesa francescana e recita del Padre nostro e del   Credo.

2) Confessione sacramentale.

3) Comunione Eucaristica.

4) Preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre.

5) Disposizione d'animo che escluda ogni affetto al peccato anche veniale.

L'indulgenza può essere applicata
a se stessi o ad un defunto.

 

PREGHIERA PER IL PERDONO D'ASSISI

 

Signore mio Gesù Cristo, vi adoro presente nel Santissimo Sacramento e, pentito delle mie colpe, vi prego di concedermi la santa Indulgenza

del Perdono di Assisi, che applico a beneficio dell'anima mia ed a suffragio delle anime sante del Purgatorio.

Vi prego secondo l'intenzione del Sommo Pontefice per l'esaltazione della Santa Chiesa e per la conversione dei poveri peccatori.

 

Cinque Pater, Ave e Gloria, secondo l'intenzione del S.Pontefice, per i bisogni di S.Chiesa.

Un Pater, Ave e Gloria per l'acquisto delle SS. Indulgenze.

 

 
         

Una notte dell'anno 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente brillò una vivissima luce ed egli vide sopra l'altare  il Cristo e alla sua destra la Madonna; entrambi erano luminosi e circondati da una moltitudine di Angeli.

Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il Suo Signore.

Quando Gesù gli chiese che cosa desiderasse per la salvezza delle anime, la risposta di Francesco fu:

"Santissimo Padre, benché io sia un misero peccatore, Ti prego che a tutti quelli che, pentiti e confessati verranno a visitare questa chiesa, Tu conceda loro ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe".

"Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il Signore - ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza."

E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà diede la sua approvazione, poi disse: "per quanti anni vuoi questa indulgenza?". Francesco scattando, rispose: "Padre Santo, non domando anni, ma anime". E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo richiamò: "Come, non vuoi nessun documento?". E Francesco: "Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, egli penserà a manifestare l'opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo notaio e gli Angeli testimoni."

 

E qualche giorno più tardi, insieme ai Vescovi dell'Umbria, disse tra le lacrime al popolo convenuto alla Porziuncola:

"Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso"

         
Preghiera di ringraziamento per il mio 62° di ordinazione sacerdotale
         
      O Signore, con tutto il cuore ti ringrazio e benedico  il tuo nome in eterno e per sempre.
         

Grazie per il Tuo Amore, per il Tuo Spirito che mi hai chiamato ad essere tuo pastore e ministro.
Grazie per il dono grande e misterioso della vita: ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro.
Mi hai donato una famiglia timorata di Dio, che sempre mi ha circondato di amore e che mi ha avviato nell’avventura della vita, con tanta preghiera e testimonianza, e che ha gioito della mia vocazione Sacerdotale, da loro accolta  e accompagnata fin dai miei  11 anni, amando anche i sacrifici che poi dovevano sostenerla.
Quanto mi sono stati vicini!!!
ora sono tornati tutti a Te, ma so che dal Paradiso, dove vivono, mi sorreggono e mi guidano.
Quante volte, Mamma di Gesù e Mamma nostra ti ho cercato per confidarti le mie gioie
e speranze e per cercare consolazione nelle inevitabili e misteriose sofferenze.
 O Signore, ti ringrazio perché 62 anni fa nel Duomo di Milano,
assieme a  92 compagni  di seminario, che affido anche ora alla Tua Misericordia, il Card Schuster ha imposto le mani sul mio capo ed ha invocato il dono dello Spirito Santo.
Tu solo sai con quanta trepidazione mi accostai all’ordinazione presbiterale, quando le mie mani furono consacrate e con quanta gioia celebrai per la prima volta l’Eucaristia, dicendo, “santifica questi doni con l’effusione del tuo Spirito”, e parlando a nome Tuo “questo è il mio corpo”, “questo è il mio sangue.

Ti lodo e ti ringrazio per il dono che hai voluto affidare al mio Sacerdozio:
prima della Parrocchia  di Albavilla come coadiutore, poi della Parrocchia di Arcellasco come parroco, e che ho cercato di custodire e servire nel Tuo nome  evangelizzando e dispensando i Sacri Misteri.
Grazie anche per le due Radio che la Tua Mamma ha fatto nascere in questa missione sacerdotale per avvolgere della Sua tenerezza tanti figli e per dire a ciascuno di noi: "fate tutto quello che Egli vi dirà "
Le amo, e come servo della Serva del Signore  prego affinchè siano mezzo di preghiera, evangelizzazione,  consolazione, speranza e carità nella Santa  Madre Chiesa.
Innalzo anche ora Mamma La mia preghiera al cielo
per gli anziani e gli ammalati perché, sorretti dalla grazia di Dio,
vivano la loro vita con fiducia e speranza;
per gli adulti perché giungano ad una fede sempre più matura;
per i ragazzi perché crescano in sapienza e grazia;
per tutte le famiglie perché, nella fedeltà di Dio, sappiano custodire l'amore, l'unità.
Fa’ o Signore che possiamo camminare insieme, sostenendoci a vicenda, qui nella Casa di Maria, di cui ci hai fatto dono.
Porta a compimento il  disegno di amore che la Tua e nostra Mamma desidera.
Attraverso il Suo Cuore Immacolato,  rinnovo  oggi le mie promesse sacerdotali e confido nella Tua grazia.
Umilmente Ti chiedo perdono per le mie fragilità. Voglio seguirti in sincerità di cuore per essere tuo servo, servo per amore.
Non negarmi Signore la tua grazia e la tua misericordia, nelle tue mani è la mia vita.
Fa di tutta la mia vita sempre, un' offerta pura per il calice prezioso che hai posto nelle mie mani, per renderti grazie con l’assemblea dei fedeli e magnificare con Maria, vergine e madre, le meraviglie del tuo amore.
Ravviva in me il dono dello Spirito, perché nella totale adesione alla tua volontà , possa portare con gioia la grazia della missione ricevuta nell'imitazione di Cristo, sommo sacerdote.
      28 Giugno 2015  Anniversario di sacerdozio 62°  don Mario:
PREGHIERE DEI FEDELI:
         
  Tutti - Ravviva in noi il dono del tuo Spirito, Signore.  
         

1) Signore ti preghiamo per il nostro don Mario,  benedicilo!
Nello stupore del Suo sessantaduesimo anniversario di Ordinazione Presbiterale Ti ringraziamo e benediciamo!
Donagli sempre la forza e la capacità di benedire, consolare, nel Tuo nome, il cuore di quanti incontra sulla strada. Fa che sperimenti ogni giorno la gioia della testimonianza, perché sia per tutti un " pane spezzato "  Preghiamo.

2) Signore sostieni l’impegno e la fatica di tutti i sacerdoti, in particolare di don Mario che ogni giorno lavora e soffre per questa nostra comunità. Ristora le Sue fatiche.
Donagli di accogliere sempre le ispirazioni dello Spirito Santo e custodiscilo nella Tua consolazione . Rafforza sempre  la Sua fede nei momenti difficili, rendilo instancabile testimone del tuo amore Preghiamo.

3) Signore, nella  Tua fedeltà concedi a don Mario e a tutti i fedeli a Lui affidati,  in particolare i cari sofferenti, di essere sempre immersi nel Tuo Amore e nella luce dello Spirito,  per essere gioiosi e piccoli nella carità.
Preghiamo.

4) Dona Signore alla famiglia di Radio Mater, una Fede forte e coraggiosa, c per esseri testimoni e  dispensatori di speranza, di umiltà, di misericordia.
Preghiamo

Il sacerdote è uomo della parola di Dio, uomo del sacramento, uomo del “mistero della fede”.

Esprimere ciò che si prova non è mai una cosa semplice, non lo è soprattutto quando le parole non sono sufficienti a manifestare pienamente, tutto ciò che abbiamo ricevuto...
Dal profondo del cuore grazie al Signore per il dono del Sacerdozio... grazie per aver chiamato don Mario... un uomo che non ha esitato a spalancato il cuore a Dio, e a spendere la propria vita per qualcosa di grande!...Un sacerdote che è stato ed è... testimonianza semplice ma convinta, che è condivisione alla nostra vita di tutti i giorni...Che  con il suo esempio è  riuscito ad essere la luce che illumina la nostra vita di fede, e a farci prendere coscienza di due cose importanti: la prima che  Dio è fedele, e che su questa fedeltà noi  dobbiamo fondare la nostra vita... la seconda, che  Dio guarda il cuore di ciascuno di noi...l’importanza quindi della preghiera e dell'accogliere la Parola di Dio...  Il sacerdote non ha bisogno di complimenti o di regali... ha bisogno che i fedeli, amandosi di più tra di loro, gli dimostrino che non ha dato la sua vita invano.
Preghiamo il Signore che conceda ancora a don Mario lunghi anni fra di noi, come testimone fedele e generoso del suo Regno
         
         
   

NOVEMBRE DI CIELO

         

Carissimi,

il mese di Novembre è segnato dalla solennità  di tutti i Santi e dal ricordo dei nostri cari  defunti.

Ricorrenze che impegnano anche noi in una vita veramente Cristiana, fino alla Santità, staccandoci da tutto quello che ci può distogliere da Dio fino al peccato. "Gesù ci ha dato l'esempio della via alla santità con la Sua stessa vita, attraverso le beatitudine ci indica  concretamente lo stile del cristiano in cammino verso il Regno"

   
 

Miei cari, il pensiero che un giorno anche noi morremo e tutto dovremo lasciare,  ci deve sostenere nel nostro vivere, non per le cose terrene ma per far vincere il bene sul male.

Amiamo Dio!  Lasciamoci aiutare anche da Radio Mater  che non ha altro desiderio che testimoniare ed annunciare che Dio è Amore! Dio è Misericordia!

 
   

Ricordiamo, miei cari, che:

" ...tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il Suo disegno. poiché quelli che Egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio Suo, perché Egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato li ha anche chiamati;quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati."

 

Sia quindi anche questo, mese di Novembre, con l’aiuto di tutti i Santi e dei nostri Defunti, un arricchimento di vita di fede e di virtù umane e cristiane fino a realizzare l’invito di Gesù: “Siate perfetti, come è perfetto il Padre nei Cieli”

Don Mario

 
   
         

OTTOBRE:LA GIOIA DELLA MISSIONARIETA'
E DELLA PREGHIERA DEL S. ROSARIO

   

Carissimi il tempo che passa inesorabilmente ci ha portato ad un altro Mese di Ottobre:

il “Mese del Rosario” e il “Mese Missionario”.

Il Rosario ci lega sempre più intimamente con la Mama e ci chiede di recitarlo bene ogni giorno personalmente, in famiglia e nelle Comunità, con devozione, con amore e perché i Misteri meditati ci divengano vita, come diciamo ad ogni Rosario in Cappellina… “Mamma, Gesù, le grazie di questi misteri ci entrino nel cuore e nella vita”.

E l’intenzione “missionaria”, legata al mese di ottobre ci dia la gioia di fare della Comunità di Maria, della Casa di Maria, delle Cappelline e di Radio Mater un mezzo missionario per diffondere preghiera, parola di Dio, virtù e apostolato di bene.

Vi benedico e prego la Mamma che per tutti “Ottobre” sia proprio “così”!

don Mario

 
 
       
         

SETTEMBRE: IL MESE DELLA RIPRESA

         
Sì!... Settembre è il mese in cui continuiamo con maggior fervore ciò che non abbiamo mai smesso o riprendiamo con ardore ciò che nelle vacanze possiamo avere un po’ allentato     
  E’ il Signore stesso che ci invita a questo, se siamo tra quelli che hanno vera fede in Lui, o il ritmo stesso delle stagioni che ai naturali rallentamenti, che esigono un po’ di riposo, fa succedere periodi che ci chiedono impegno.
E se questo vale per le realtà materiali, ancor più lo dobbiamo sentire per la vita spirituale e religiosa. Lo stiamo facendo nella nostra “Comunità di Maria”... lo faremo nella preghiera della Cappellina e in tutta la programmazione di Radio Mater... e lo chiediamo a tutti.  
  Riprendiamo religiosità... preghiera... acrifici di ogni giorno... sofferenze offerte al Signore... collaborazione di bene nell’apostolato. Non sciuperemo, ma vivremo bene la nostra vita agli occhi del Signore, che è poi questo che veramente conta.
         
  Maria, la Mamma, che segue la nostra vita con tanto affetto e ci vuole “figli degni di una tale Madre”, ci assista e ci aiuti. don Mario
         
 
       
         
 

31 OTTOBRE, FESTEGGIANDO I SANTI

 

Come saprete, da parecchi anni il 31 ottobre si svolgono feste in nome della cosiddetta Halloween. Questo tema, che purtroppo accompagna sempre più le nostre giornate di ottobre, è stato, nel tempo, reso sempre più macabro e tenebroso, storpiando completamente anche il suo antico significato originale, che nulla centrava col macabro.

Da alcuni anni, diverse parrocchie e famiglie, sia in Italia che all'estero, hanno iniziato ad organizzare feste chiamate di Holyween (Holy = santo), dedicate alla conoscenza dei santi: viene proposto ai bambini di vestirsi da santi o da angeli, vengono affisse alle porte di case e chiese, per quella notte, le foto del santo patrono o preferito e vengono organizzate feste e giochi per tutta la famiglia in cui il tema centrale è la conoscenza dei santi.

Su uno dei siti che parlano di questa iniziativa, www.holyween.org, è possiblie trovare altre informazioni, articoli, interviste e del materiale per l'organizzazione di una festa sul tema dei santi.

Buona vigilia di Ognissanti a tutti!

 15 agosto

 
Assunzione della Beata Vergine Maria
 
Grandi cose di te si cantano, o Maria: oggi sei stata assunta sopra i cori degli angeli e trionfi con Cristo in eterno.
 
La Chiesa, il 1 novembre 1950 ha dichiarato questa verità di fede:
"L'assunzione è il privilegio in virtù del quale l'Immacolata Madre di Dio è stata glorificata, alla fine della sua vita terrena, nella sua anima e nel suo corpo, senza attendere la risurrezione finale".

 
Crediamo, Gesù, questo che la Chiesa ha proclamato:  Tu hai voluto in cielo accanto a te
la Tua Mamma in anima e corpo. Fà che la sentiamo vicina a vivere la Tua vita, per raggiongerla anche noi un giorno in cielo.Ed è bello, come figli di questa Mamma stupenda che è Maria, augurare Buone vacanze a chi le sta facendo e sentirci uniti a chi è a casa e in particolare a tutti i sofferenti.
 
                                                     don Mario
 
 
PREGHIERA A MARIA SS. ASSUNTA IN CIELO

 
O Maria Assunta in Cielo, io lodo con te il Signore, lodo la sua misericordia che ti ha avvolta di bellezza e mi unisco agli angeli e ai santi per cantare il magnificat con te! Guardami, sorridimi, indicami sempre il Cielo. Tu che dal Cielo mi vieni vicino, proteggimi e liberami da tutto ciò che mi lega ancora e purificami da tutte le cose che non mi aiutano a salire. Tu che hai saputo cantare la più alta lode al Signore, insegnaci a riconoscerlo nostro Salvatore e ad affidarci a lui con l'umiltà delle creature, riempici di amore e di grazia, affinché possiamo cantare anche noi con te le meraviglie del Signore. E così sia!
   
         

29 Giugno 2015

Solennità dei Santi Pietro e Paolo

         

  Simone, figlio   di  Giona e  fratello di Andrea, primo tra i discepoli   professò che Gesù era il Cristo, Figlio del Dio vivente, dal    quale fu chiamato Pietro. Paolo, Apostolo delle genti, predicò ai    Giudei e ai Greci Cristo crocifisso. Entrambi nella fede e    nell’amore di Gesù Cristo annunciarono il Vangelo nella città di Roma e morirono martiri sotto l’imperatore Nerone: il primo, come dice la tradizione, crocifisso a testa in giù e sepolto in Vaticano presso la via Trionfale, il secondo trafitto con la spada e sepolto sulla via Ostiense. In questo giorno tutto il mondo con uguale onore e venerazione celebra il loro trionfo.

 

PREGHIERA AI SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO

 

San Pietro Apostolo, eletto da Gesù ad essere la roccia su cui è costruita la Chiesa, benedici e proteggi il sommo Pontefice, i Vescovi e tutti i cristiani sparsi nel mondo. Concedi a noi una fede viva e un amore grande alla Chiesa. San Paolo Apostolo, propagatore del Vangelo fra tutte le genti, benedici e aiuta i missionari nella fatica dell'evangelizzazione e concedi a noi di essere sempre testimoni del Vangelo e di adoperarci per l'avvento del regno di Cristo nel mondo.

 

         

24 Giugno 2015

Solennità della Natività
di san Giovanni Battista

Giovanni Battista è l'unico santo, oltre la   Madre  del Signore, del quale si celebra con la nascita al cielo anche la nascita secondo la carne. Fu il più grande fra i profeti perché  poté   additare l'Agnello di Dio che toglie il    peccato  del mondo. La sua vocazione profetica fin dal  grembo materno è circondata di eventi  straordinari, pieni di gioia messianica,  che  preparano la nascita di Gesù. Giovanni è il Precursore del Cristo con la parole con la vita.Il battesimo di penitenza che accompagna l'annuncio degli ultimi tempi è figura del Battesimo secondo lo Spirito

 PREGHIERA A SAN GIOVANNI BATTISTA

San Giovanni Battista, che fosti chiamato da Dio a preparare la via

al Salvatore del mondo e invitasti le genti alla penitenza e alla conversione,

fa' che il nostro cuore sia purificato dal male perchè diveniamo degni di 

accogliere il Signore.

Tu che avesti il privilegio di battezzare nelle acque del Giordano il Figlio di Dio

fatto uomo e di indicarlo a tutti quale Agnello che toglie i peccati del mondo,

ottienici l'abbondanza del doni dello Spirito Santo e guidaci nella via

della salvezza e della pace. Amen.

         

 

MESE DI GIUGNO...

DEDICATO AL SACRATISSIMO CUORE DI GESU'

 

Carissimi,        
l’amore che il mese di Maggio ci ha messo nel cuore per Maria diventa, per Suo interessamento materno, amore per il Sacro Cuore di Gesù, in questo mese di Giugno  
         
  Il Sacro Cuore di Gesù è il luogo e il simbolo di tutto quell’amore che ha portato Gesù, Dio e Uomo, a nascere per noi, a vivere a Nazaret per santificare la famiglia, a darci il Suo Vangelo e a morire e risorgere per darci la Sua salvezza.
         
Sentiamo anche noi di volerGli bene e di vivere di Lui qui in terra per vivere con Lui sempre in Cielo?  
         
  Sì, miei cari! Sia così per tutti
         
        Don Mario
   
         
Domenica 21 giugno, il Vicario Generale, Mons. Mario Delpini ha benedetto le due Cappelline e i due altari del Centro Mariano di Radio Mater al Albavilla (Como). Erano presenti anche i conduttori, volontari e collaboratori della radio, provenienti da ogni parte d’Italia. Al termine vi è stato un momento conviviale nella struttura messa a disposizione dalla Pro Loco e dall’Amministrazione Comunale di Albavilla, a cui va il nostro sincero ringraziamento. Alla cerimonia liturgica e alla cena ha partecipato anche il Coro dell’Ospedale Fatebenefratelli di Erba, diretto da Enrico Pina.

Grazie a tutti per questa giornata festosa di amicizia. 
       
       
Mons. Delpini: “Radio Mater e la tenacia di Don Mario e dei suoi collaboratori,
è quel servizio che continua ad essere richiesto dal Gran Re…”
       
Venite la festa è pronta, venite venite senza pagare il biglietto, venite senza averlo meritato, venite senza dover dare niente, venite solo per ricevere, dicono i servi del Gran Re agli invitati al banchetto di nozze.  No noi non veniamo!  Non abbiamo tempo per la festa, noi non vogliamo doni, preferiamo conquiste, ci mette in imbarazzo il ricevere, preferiamo prendere, non ci piace d’essere invitati, vogliamo piuttosto pretendere secondo il nostro diritto: noi non veniamo!... dicono gli invitati.
Venite la gioia è facile, venite basta essere semplici, basta essere disposti alla gratitudine e alla meraviglia, venite il Gran Re non desidera nient’altro che di rendervi partecipi della sua gioia, dicono i servi mandati agli invitati, No!  Noi non veniamo, noi preferiamo una infelicità complicata a una gioia semplice, noi non veniamo!  preferiamo lamentarci per quello che ci manca piuttosto che ringraziare di quello che riceviamo.  No!  Noi non veniamo, preferiamo essere tristi da soli piuttosto che essere partecipi della gioia del Gran Re!  Così rispondono gli invitati.  Venite la speranza è vera, venite potete fidarvi la promessa non delude, venite potete alzare lo sguardo e coltivare desideri infiniti se vi affidate all’amore e accogliete l’invito del Gran Re!  Dicono i servi mandati agli invitati.  No! Noi preferiamo una disperazione costruita sui nostri calcoli e sui nostri ragionamenti a una speranza fondata sulle tue promesse.  No! Noi non veniamo.  Noi non ci fidiamo, preferiamo rassegnarci a un destino di morte piuttosto che coltivare la speranza della vita eterna.  Così rispondono gli invitati.  Venite c’è posto per tutti!  Venite è bello stare insieme!  Venite insieme siamo più forti, insieme possiamo fare meglio e stancarci di meno, venite insieme possiamo guardare più lontano!   Dicono i servi che vanno a cercare gli invitati.  No!  Se c’è posto anche per gli altri: noi non veniamo!  E’ meglio per noi essere deboli in pochi e vivere una vita stentata rinchiusa nei nostri angusti limiti piuttosto che essere forti con altri che noi non desideriamo incontrare.  No!  Noi preferiamo stancarci da soli piuttosto che fare meglio insieme.  No! Preferiamo gli orizzonti misurati sulle nostre risorse piuttosto che lo sguardo che si spinge lontano sostenuto da molti.  Rispondono gli invitati.  
       
       
  Gli invitati, conclude il Gran Re: non erano degni.   Non erano degni non perché avessero dei difetti, non perché non potessero pagare il biglietto d’ingresso, non erano degni perché non accettavano l’invito.  Per essere degni di partecipare alla festa di Dio, basta accogliere il suo invito, basta essere aperti alla fiducia, basta essere disposti a riconoscere che si tratta di un dono.  Gli invitati non ne erano degni.
   
Ma questa festa disertata dagli invitati, non è finita, il Regno di Dio resta là, come una sala accogliente che attende, e i servi sono mandati ancora… ancora…  ancora un’altra volta  a cercare i commensali per la festa di nozze, perché il Regno di Dio non si stanca di aspettare, e il Gran Re non si chiude a causa del risentimento perché gli invitati non hanno voluto venire, e non complica la vita per adeguarsi ad un mondo complicato, e non alza il prezzo per adeguarsi ad un mondo dove vale ciò che si paga molto,  no!… il Regno rimane la, come una sala disponibile, preparata per tutti coloro che sono così semplici, che sono così liberi, che sono così disponibili da accogliere l’invito di Dio.  
  E chi sono questi servi mandati continuamente ad invitare?  Questi servi sono i cristiani, questi servi sono la Chiesa, e la Chiesa e tutti i mezzi di cui la Chiesa si serve per continuare la sua missione, perché questa è la missione della Chiesa: percorrere tutte le strade della terra per dire a tutti, buoni e cattivi: venite la festa è preparata per voi!
       
       
E’ chiaro che nella vita dei servi del Gran Re, cioè dei cristiani di oggi come di ieri, c’è il rischio che mentre si va per invitare a una festa, si venga accolti come gente invadente, antipatica, che disturba, che suscita ostilità, i discepoli di Gesù mandati per tutte le strade del mondo, tanto spesso hanno sperimentato che andando con mitezza e bontà hanno incontrato ostinazione e ostilità!  Capita di essere trattati così!  Come gente che da fastidio, ma i servi devono ancora…. e ancora… andare perché obbediscono al Signore che li manda.
       
Radio Mater e la tenacia di Don Mario e dei suoi collaboratori, è quel servizio che continua ad essere richiesto dal Gran Re, continua il Signore a cercare servi dedicati, che non si sono stancati di invitare, che non hanno permesso al tempo, e alle vicende della vita di logorare l’amore e la decisione di restare: servi,  servi di un Re che desidera accogliere tutti al banchetto delle nozze, la Radio è un servizio che si offre, non si può calcolare con precisione chi ascolta, chi si lascia toccare, chi si lascia convincere e chi invece subito si distrare e distoglie l’orecchio da questa Radio infastidito, non si può calcolare quale sia il successo di una parola che corre sulle onde della radio, ma la radio se è usata come un servizio non cerca la gratificazione del successo, ma soltanto di essere un servizio, il servo si considera solo un servo, non tocca al servo di giudicare chi è buono e chi è cattivo, chi merita l’invito e chi non lo merita, il servo deve invitare tutti, e così si offre la radio, come una voce che si rivolge a tutti quelli che la vogliono ascoltare, e non si da importanza la radio, come non si da importanza il servo, sa che se la gente viene, non viene per lui, ma viene per il Signore, sa che se uno si lascia convincere, non è perché il servo sia persuasivo, ma perché il Gran Re lo attira a sé, e perciò la gioia di tutti quelli che sono a servizio della “Parola”, la gioia dei servi è soltanto di vedere che sono molti a partecipare alla gioia del Gran Re.
       
Audio dell'omelia di mons. Delpini
       
   
       

 Maggio è il mese di Maria

 

 

                                                                Offerta

Madre SS., Regina del cielo e della terra, accetta oggi il fioretto, che i tuoi figli ti offrono come pegno dell'amore che nutrono verso di te. E’ vero, o SS. Vergine, che il dono è assai povero, ma qualunque esso sia, siamo sicuri che Tu lo accetterai, perché Tu sei madre dell'umanità e non disdegni di ricevere anche l'umile fiorellino del campo. Ma è possibile che noi andremo via da Te, lasciandoti così piccolo dono?
 
Ah! no, affettuosissima nostra Madre, non ci allontaneremo oggi dai Tuoi piedi se prima non ti faremo un' offerta che sia degna di Te. Noi abbiamo un cuore, che tende sempre ad amare, e cerca qualsiasi cosa che possa saziarlo; se il nostro cuore gusterà le delizie del Tuo santo amore, oh! certo non avrà più nulla da desiderare.
 
Tu ci domandi questo cuore. Tu lo vuoi, eccolo nelle tue mani. Accettalo, santificalo, riscaldalo col fuoco del tuo santo amore, innamoralo tutto di Te.
 
O Vergine SS, questo cuore che noi ti offriamo non è ancora totalmente distaccato dall'amore alle creature, esso ha qualche piccolo attaccamento alle cose terrene. Però, oggi che l'abbiamo donato a Te deve essere tutta opera Tua allontanarlo da qualunque affetto terreno che potrebbe impedire a noi di ottenere quelle sante virtù che un giorno dovranno condurci nella gloria del santo paradiso, ove ti potremo amare e godere insieme agli Angeli per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Ogni giorno un pensiero a Maria

 

Venerdì 01 Maggio

                Rendiamo grazie a Dio per Maria

 

Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti glorifichiamo nella memoria della beata Vergine Maria. All' annuncio dell' angelo, accolse nel cuore immacolato il tuo Verbo e meritò di concepirlo nel grembo verginale; divenendo Madre del suo creatore segnò gli inizi della Chiesa. Ai piedi della croce, per il testamento di amore del tuo Figlio, estese la sua maternità a tutti gli uomini, generati dalla morte di Cristo per una vita che non avrà mai fine. Immagine e modello della Chiesa orante, si unì alla preghiera degli Apostoli nell'attesa dello Spirito Santo. Assunta alla gloria del cielo, accompagna con materno amore la Chiesa e la protegge nel cammino verso la patria fino al giorno glorioso del Signore. Amen.

 

Sabato 02 Maggio

   

          Benedetta sii tu, o Maria

 

Beata te, o Maria, vergine povera, figlia di poveri! Tu sei divenuta la Madre del Signore dei signori. Nel tuo grembo, santa Madre del Signore, ha dimorato santamente quel Figlio della cui lode sono pieni i cieli. Beata te, o Maria: con il tuo latte hai nutrito il Figlio di Dio! E beate le tue braccia che lo hanno stretto al petto. Lui, fiamma d'amore, hanno sostenuto le tue ginocchia. Beata te, o madre colma di ogni bene: in te è sbocciata la luce che ha vinto l'oscurità delle tenebre. Benedetta sii tu, o Maria, e benedetto il frutto che ci hai donato! Benedetto il Padre che ha inviato il Figlio per la nostra salvezza! E benedetto lo Spirito consolatore che ci ha insegnato il mistero di lui. Benedetto il suo nome in eterno. Amen.

 

 

Domenica 03 Maggio

 

O Maria, aiuto dei cristiani  

 

  O Maria, Vergine potente, Tu, grande e splendida difesa della Chiesa! Tu, aiuto mirabile dei cristiani, Tu, «terribile come un esercito schierato a    battaglia». Tu, da sola, hai vinto tutte le eresie del mondo. Nelle  . angosce, nelle lotte, nelle necessità difendici dal nemico e nell' ora della   morte accoglici in Paradiso. Amen.

 

 

Lunedì 04 Maggio

 

         Maria, donami di amare Gesù     

 

Maria, grande Maria, Madre di Dio e madre nostra, il mio cuore vuole amarti, le mie labbra cantarti, la mia anima pregarti. O beata fiducia e sicuro rifugio! La Madre di Dio è Madre nostra. La Madre di colui in cui speriamo, è Madre nostra. La Madre di colui che solo può salvare è Madre nostra. Gesù, Figlio di Dio, ti supplico: per l'amore infinito che porti a tua Madre, concedimi di amarla come l'ami tu e vuoi che sia amata. Maria, Madre buona, ti supplico per quell'amore così tenero che porti a tuo Figlio: ottienimi di amarlo come l'ami tu e vuoi che sia amato. E in questo amore si consumi la mia vita, perché tutto il mio essere canti per l'eternità: benedetto Signore. Amen.

 

 

 

Martedì 05 Maggio

 

                 Maria, riscalda i nostri cuori 

 

O nostra Signora, unica speranza, noi ti supplichiamo: illumina le nostre menti con lo splendore della tua grazia, purifica le nostre anime con il candore della tua purezza, riscalda i nostri cuori con il calore della tua visita. La medicina della tua misericordia guarisca le ferite del peccato. Così potremo giungere alla gloria della festa eterna, con l'aiuto di colui che volle nascere da te, o Vergine gloriosa. A lui onore e gloria per i secoli eterni. Amen

 

 

Mercoledì 06 Maggio

 

Mia unica speranza dopo Dio

 

O dolcissima Maria, mia somma speranza dopo Dio! Parla tu in mio favore al tuo amato Figlio, digli per me una parola efficace, difendi con dedizione la mia causa. O Madre della divina grazia, nella tua misericordia ottienimi ciò che desidero: io confido in te, o mia unica speranza dopo Cristo. O Maria, Vergine potente, sii per me Madre piena di bontà. Concedimi di essere ricevuto dal Signore nel sacro rifugio del suo amore, alla scuola dello Spirito Santo: solo tu puoi ottenermi questa grazia dal tuo amato Figlio, Gesù Cristo. O Madre fedele, proteggimi: fa' che produca frutti di amore, cresca in ogni santità e perseveri irrorato dalla grazia celeste. Amen.

 

 

 

 

Giovedì 07 Maggio

 

        Come non amarti, Maria?

 

O Vergine immacolata, tenerissima Madre! Tu sei piena di gioia perché Gesù ci dona la sua vita e gli infiniti tesori della sua divinità. O Maria, come non amarti e non benedirti per il tuo grande amore verso di noi? Tu davvero ci ami, come ci ama Gesù! Amare è dare tutto, anche se stessi, e tu ti sei donata totalmente per la nostra salvezza Il Salvatore conosceva i segreti del tuo cuore materno e l'immensa tua tenerezza. Gesù morente, prima dell'ultimo respiro, ci affida a te, rifugio dei peccatori. O Maria, tu sul Calvario, dritta presso la croce come un sacerdote davanti all' altare, offri per noi il dolce Emmanuele, il Dio con noi, il tuo amato Gesù. Noi ti amiamo e ti benediciamo in eterno. Amen.

 

 

Venerdì 08 Maggio

 

 

Tu sei per me madre spirituale

 

O Maria, figlia prediletta del Padre, madre ammirabile del Figlio, sposa fedele dello Spirito Santo! Tu sei per me madre spirituale, maestra di vita, regina potente. Tu, Maria, riempi la mia vita di gioia, di luce, di amore. Spesso non sono stato disponibile alla tua azione materna: ora mi affido a te, per sempre. E sotto la tua guida e il tuo esempio, mi impegno a sradicare in me ciò che non piace a Dio per fare in tutto la sua volontà. Madre mia carissima, ottienimi la grazia di identificarmi con te. Donami il tuo spirito per conoscere Cristo e il suo Vangelo. Il tuo cuore sia in me per amare Dio con purezza e ardore come lo hai amato tu. Amen.

 

 

Sabato 09 Maggio

 

O Maria, mia dolce madre

 

O Maria, mia dolce madre, io spero grandi cose dal tuo materno, amorosissimo cuore. A te mi consacro e in te pienamente confido, in te che mi hai prevenuto con le tue grazie. Io voglio camminare sempre avvolto dal tuo manto, sempre sotto i tuoi occhi, sempre sotto lo scudo della tua amorosissima protezione. O Maria, concedimi di amare Gesù con tutto il cuore come lo amasti tu. Sia lui il mio unico amore, la mia unica speranza la mia unica gioia. Amen.

 

 

 

 

Domenica  10 Maggio

 

Ti Voglio Bene, Maria

 

O Maria, Madre mia, io so chi devo amare dopo Dio: sei tu, Vergine Santa, Vergine piena di grazia. Io ti amo Maria, perché tu sei la Madre di Dio, la Madre di Gesù, mio Salvatore. Io ti amo, perché tu sei la Madre di tutti gli uomini, la Madre dei Santi, la Consolatrice di coloro che soffrono. Io ti amo, Maria, perché tu sei mia Madre, la mia dolce e tenera Madre. O Maria, io sono felice di avere una mamma dolce e buona come te. O Madre mia dolcissima, voglio amarti con cuore di figlio. Voglio essere tuo, tutto tuo, per sempre tuo. Che cosa sarei io senza dite, o Maria? Ma io so che tu non mi abbandonerai mai! O mamma mia Maria, eccomi qui davanti a te. A te affido la mia vita. Ti prego: guidami tu sulla via che conduce al cielo all'incontro con Gesù, tuo Figlio, nella gioia senza fine del Paradiso. Amen.

 

 

 

Lunedì 11 Maggio

 

                 Donna tutta santa  

 

O Maria, Madre del Signore, veramente tu sei più preziosa di tutta la creazione: da te il Figlio di Dio, nel quale tutto fu creato, ha ricevuto le primizie del suo corpo umano. La sua carne fu fatta della tua carne, il suo sangue del tuo sangue. Dio si è nutrito del tuo latte. Le tue labbra lo hanno baciato, le tue braccia lo hanno stretto a sé. O Donna tutta amabile, tre volte beata! Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno. O Donna tutta santa, vivente capolavoro di Dio che in te si compiace. O Donna tutta grazia, Dio ti ha scelta per dare compimento al suo progetto di amore e di salvezza, per assumere la nostra umanità e renderci partecipi della sua divinità! Amen.

 

 

 Martedì 12 Maggio

 

Maria, regina del mio cuore

 

Maria, regina del mio cuore, contemplo la tua vita nel Vangelo, ti vedo come me, mortale e sofferente: è dolce essere tua figlia. Voglio seguirti sempre, Madre cara, e giorno per giorno vivere con te. Vergine santa, quando ti contemplo mi immergo rapita nel tuo cuore, e scopro gli abissi dell' amore. Il tuo materno sguardo mi libera da tutti i miei timori, a piangere mi insegnare a gioire. Tu benedici i nostri giorni lieti e con noi li condividi. Tu che mi sorridesti all' alba della vita, torna di nuovo a sorridermi, Madre, ora che la sera è ormai vicina. Con te ho sofferto, Vergine Santa, ora sul tuo cuore voglio cantare e dirti in eterno: ti amo, sono tua figlia! Amen.

 

 

 Mercoledì 13 Maggio

 

O Madre amorosissima    

 

O Madre mia dolcissima, i bambini hanno sempre sulle labbra il nome della mamma e in ogni pericolo subito la chiamano. O Madre amorosissima, questo tu desideri: che io come un piccolo bambino sempre ti chiami, sempre ricorra a te. Lascia che continuamente t'invochi e ti dica: Madre mia, Madre mia amabilissima! Questo nome tutto mi consola,  m' intenerisce, mi ricorda d'amarti, mi spinge a confidare in te. Madre mia: così ti chiamo, così voglio sempre chiamarti, così ti voglio amare. Rendimi santo, come tu sei santa; rendimi un figlio degno dite. Mi affido a te, o Maria, mio rifugio e mio amore. L'unica mia speranza è Gesù tuo Figlio, e, dopo Gesù, sei tu Vergine Maria. Amen.

 

 

 

 

Giovedì 14 Maggio

 

    O Vergine Immacolata 

 

O Vergine Immacolata, Regina del cielo e della terra, io so di non essere degno di avvicinarmi a te. Ma poiché ti amo tanto, oso supplicarti di essere così buono da volermi dire chi sei. Desidero conoscerti sempre di più, sconfinatamente di più, e amarti in modo sempre più ardente, con un ardore senza limiti. Desidero rivelare a tutti chi sei tu, affinché un numero sempre maggiore di anime ti conosca sempre più perfettamente, ti ami sempre più ardentemente. E tu divenga così la Regina di tutti i cuori che battono e batteranno sulla terra. E ciò quanto prima, il più presto possibile. Quando, o Signora, regnerai sovrana in tutti i cuori e in ciascuno singolarmente? Venga presto, o Maria, il giorno in cui ogni uomo riconosca te come Madre e Dio come Padre e tutti finalmente si sentano fratelli. Amen.

 

 

Venerdì 15 Maggio                         

 

Consacrazione della famiglia a Maria

 

Vieni, o Maria, e degnati di abitare in questa casa. Come già al tuo Cuore Immacolato fu consacrata la Chiesa e tutto il genere umano, così noi, in perpetuo, affidiamo e consacriamo al tuo Cuore Immacolato la nostra famiglia. Tu che sei Madre della Divina Grazia ottienici di vivere sempre in grazia di Dio e in pace tra noi. Rimani con noi; ti accogliamo con cuore di figli, indegni, ma desiderosi di essere sempre tuoi, in vita, in morte e nell’eternità. Resta con noi come abitasti nella casa di Zaccaria e di Elisabetta; come fosti gioia nella casa degli sposi di Cana; come fosti madre per l’Apostolo Giovanni. Portaci Gesù Cristo, Via, Verità e Vita. Allontana da noi il peccato e ogni male. In questa casa sii Madre di Grazia, Maestra e Regina. Dispensa a ciascuno di noi le grazie spirituali e materiali che ci occorrono; specialmente accresci la fede, la speranza, la carità. Suscita tra i nostri cari sante vocazioni. Sii sempre con noi, nelle gioie e nelle pene, e soprattutto fa che un giorno tutti i membri di questa famiglia si trovino con te uniti in Paradiso.

 

 

 

 

Sabato 16 Maggio

Guarda la stella, invoca Maria 

 

O chiunque tu sia, che nel mare di questo mondo ti senti come sballottato in mezzo alla tempesta, se non vuoi essere sommerso dalle onde, non distogliere lo sguardo dal fulgore di questa Stella. Se insorgono i venti delle tentazioni, se vai contro gli scogli delle tribolazioni, guarda la stella, invoca Maria! Se, turbato dal pensiero delle tue colpe, stai per lasciarti vincere dalla tristezza, e sei per cadere nell' abisso della disperazione, pensa a Maria. Nei pericoli, nelle difficoltà, nei dubbi, pensa a Maria, invoca Maria. Seguendo     lei, non devierai; invocandola, non ti smarrirai; pensando a lei, non peccherai; tenendoti stretto a lei, non cadrai; affidandoti a lei, più nulla temerai. Con il suo aiuto, ogni fatica sarà per te leggera, sotto la sua guida giungerai facilmente alla Patria Beata. Amen.

 

 

 Domenica 17 Maggio

 

Offerta di se stessi al Cuore immacolato di Maria

 

Cuore immacolato di Maria, che in cambio del tuo amore per noi ricevi tante offese, io ti offro e consacro in perpetuo tutto me stesso, per corrispondere nel miglior modo alla tua tenerezza materna, per riparare le ingiurie di cui sei oggetto da parte di tanti figli ingrati, e per vivere dal canto mio la consacrazione del mondo intero tanto desiderata dal tuo Cuore. Degnati di accettare quest'umile ma sincera offerta. La mia anima, il mio corpo, la mia vita sono tuoi; e giacché interamente ti appartengo, custodiscimi e difendimi come cosa tua. Amen.

 

 

Lunedì 18 Maggio

 

Non vengo a pregare

 

Madre di Gesù Cristo, io non vengo a pregare. Non ho nulla da offrire e nulla da domandare. Vengo, Madre, soltanto per guardarti, per guardarti e piangere di gioia, per sapere che io sono tuo figlio e che tu sei qui. Un istante solo, mentre tutto si arresta. Essere insieme con te, Maria, qui, dove sei tu. Non dir nulla e cantare, solo perché il cuore è troppo pieno. Perché tu sei bella, sei immacolata, la donna finalmente restituita alla grazia, la creatura nella sua prima felicità, nel mattino del suo originale splendore, ineffabilmente intatta. Perché sei la Madre di Gesù Cristo, che è la verità fra le tue braccia, la sola speranza e il solo frutto. Perché tu sei la donna, 1' Eden dell' antica tenerezza dimenticata; il cui sguardo va dritto al cuore e fa sgorgare le lacrime accumulate. Semplicemente perché tu esisti, Madre di Gesù Cristo, sii ringraziata. 

 

 

Martedì 19 Maggio

 

Maria, dammi il tuo cuore

 

O Maria, madre di Gesù, dammi il tuo cuore, così bello, così puro, così immacolato, così pieno di amore e umiltà. O Madre mia dolcissima, rendimi capace di ricevere Gesù nel Pane della vita, di amarlo come lo amasti tu. Donami, o Vergine povera, di servire Gesù, vivo e presente in tutti i poveri e specialmente nei più poveri tra i poveri. Amen.

 

 

 

 

Mercoledì 20 Maggio

 

Ti saluto mattino e sera

 

O Maria, Madre di Gesù e Madre mia, il tuo nome è sulle mie labbra e nel mio cuore fin dall' alba della mia vita. Dalla mia infanzia ho imparato ad amarti come una madre, a invocarti nei pericoli, a confidare nella tua intercessione. Tu leggi nel mio animo il desiderio di essere sincero, prudente e giusto, forte e paziente, a tutti fratello. O Maria, sostieni il mio proposito di vivere da fedele discepolo di Gesù. Te, Madre, saluto mattina e sera, te lungo la strada invoco, da te attendo l'ispirazione e la forza per coronare gli impegni della mia vocazione, per dar gloria a Dio e raggiungere l'eterna salvezza. O Maria, come te, a Betlemme e sul Golgota, anch'io voglio restare sempre accanto a Gesù. Egli è il Re immortale dei secoli e dei popoli. Amen.

 

 

Giovedì 21 Maggio

 

Insegnaci a vivere con Gesù

Madre di Dio e Madre nostra, siamo qui per dirti che vogliamo essere completamente tuoi. Aiutaci a percorrere con te un cammino di piena fedeltà a Gesù, nella sua Chiesa. Tienici sempre amorosamente per mano. Madre dell'Amore, proteggi le nostre famiglie, perché restino sempre unite e sappiano educare i figli nella fede. Madre Santissima, ti supplichiamo: donaci un amore grande per tutti i sacramenti, segni che tuo Figlio ci ha lasciato per incontrarlo. Insegnaci a vivere con Gesù e per Gesù. Se cadiamo, aiutaci a ritornare a lui con il sacramento del perdono e della gioia. Così, Vergine Santa, con la pace di Dio nella coscienza, potremo portare a tutti la vera gioia e la vera pace. Amen.

 

 

 

 

Venerdì 22 Maggio 

 

 

Fammi il cuore tutto tuo

 

O Madonna Mamma mia, o Maria, fa' che in ogni momento sia Gesù di me contento. O Madonna Mamma mia, per il tuo pianto nel tuo incanto fammi santo tanto santo! O Maria Mamma mia, fammi il cuore tutto tuo. O Madonna Mamma mia, fa' della vita mia un Fiat, e così sia. O Madre mia, Vergine Maria, fa' che io viva e ami in Te sempre Gesù. O Gesù vivente in Maria, vieni e vivi nell' anima mia. Amen.

 

 

Sabato 23 Maggio

 

O Maria, Madre del Signore

 

O Maria, Madre del Signore, rivolgi i tuoi occhi pieni di bontà su questo mondo moderno in cui Dio ci ha chiamato a vivere e operare. È un mondo che volta le spalle alla luce di Cristo e poi geme nelle tenebre paurose che così ha creato davanti a sé. La tua dolce voce umanissima, o benedetta fra tutte le donne, inviti ogni uomo a volgere lo sguardo verso te: tu sei la lampada che conduce a Cristo, vera luce del mondo e unico Salvatore di tutti. Implora per il mondo la pace. Rendi fra loro fratelli gli uomini, ancora tanto divisi. Ai sofferenti, oggi tanti e nuovi, ottieni il conforto e la pace, ai defunti la gioia senza fine. Questa la nostra preghiera, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen.

 

 

Domenica 24 Maggio

 

Stringici a te, forte forte

 

Ave Maria, benedetta tu fra le donne e benedette le creature che nel tuo cuore riposano con la soavità del loro candore. Cuore dolcissimo di Maria, noi creature povere e timorose, come bambini corriamo a te, sola nostra speranza e certezza, per arrivare a Gesù. Abbiamo un infinito desiderio di amore, di bellezza, di gioia, di pace. Siamo tanto stanchi di questo mondo che da ogni parte, con la sua cattiveria, ci assale e ci turba. Maria, ci rifugiamo nel tuo cuore, dove arde il divino Amore; così, uniti a te, nessuno potrà farci del male né strapparci dal tuo abbraccio protettore. In te la vita, l'amore totale unificante, il gaudio del cuore e della mente, la serenità dello spirito e l'espandersi gioioso di tutto il nostro essere. Stringici a te, forte forte: non ti lasceremo mai. Amen.

 

 

A te affido la mia vita

Lunedì 25 Maggio

 

Vergine Maria, Madre mia, mi consacro a te e affido nelle tue mani tutta la mia vita. Con questa totale consacrazione ti affido quanto ho e quanto sono, tutto quello che ho ricevuto da Dio. Ti affido la mia intelligenza, la mia volontà, il mio cuore. Depongo nelle tue mani la mia libertà, le mie ansie e i miei timori, le mie speranze e i miei desideri, le mie tristezze e le mie gioie. Ti affido, o Maria, il mio corpo perché si conservi puro; ti affido la mia anima perché tu la preservi dal male. Ti affido la mia fame di amore: aiutami ad amare come tu hai amato e come Gesù vuole che ci amiamo. Custodiscila mia vita perché sia sempre fedele a Dio e, con il tuo aiuto, raggiunga la salvezza. Amen.

 

 

Martedì 26 Maggio

 

Offerta della giornata a Maria

 

O Maria, Madre del Verbo incarnato e Madre nostra dolcissima, siamo qui ai tuoi Piedi mentre sorge un nuovo giorno, un altro grande dono del Signore. Deponiamo nelle tue mani e nel tuo cuore tutto il nostro essere. Noi saremo tuoi nella volontà, nel cuore, nel corpo. Tu forma in noi con materna bontà in questo giorno una vita nuova, la vita del tuo Gesù. Previeni e accompagna o Regina del Cielo, anche le nostre più piccole azioni con la tua ispirazione materna affinché ogni cosa sia pura e accetta al momento del Sacrificio santo e immacolato. Rendici santi o Madre buona; santi come Gesù ci ha comandato, come il tuo cuore ci chiede e ardentemente desidera. Così sia. Amen.

 

 

Mercoledì 27 Maggio

 

Aiutaci ad accogliere Gesù

 

O Maria, Madre amata, dopo l'annuncio dell'Angelo, tu vai in fretta a trovare Elisabetta portando dentro dite Gesù, il Figlio di Dio, divenuto tuo figlio. Lo stesso Gesù, dopo che lo abbiamo ricevuto nella santa Comunione, è presente anche in noi in modo misterioso, ma reale e unico. Madre del Signore e Madre nostra, aiutaci ad accoglierlo con il tuo stesso amore, con il tuo raccoglimento, con la tua contemplazione, con la tua adorazione continua. Insegnaci, Vergine Santa, a tenere, nel cammino della vita, gli occhi sempre fissi su Gesù, perché illumini e riscaldi il nostro cuore con il fuoco del suo amore. Amen.

 

 

 

 

Giovedì 28 Maggio

 

      Preghiera a Maria

 

O Maria santissima! mia padrona, nella tua benedetta fiducia, nella tua speciale protezione e nel seno della tua misericordia mi raccomando oggi e tutti i giorni e nell'ora della morte. Ogni mia speranza e ogni consolazione, le mie angosce e tutte le mie miserie, la mia vita e il termine della mia vita, tutto a te affido, affinché, per i tuoi altissimi meriti e intercessione tua, tutte le mie opere si facciano e si dirigano secondo la tua volontà e quella del tuo Figlio. Amen.

 

 

Venerdì 29 Maggio

   Conservami un cuore di fanciullo  

 

 

 

Santa Maria, Madre di Dio, conservami un cuore di fanciullo, puro e trasparente come una sorgente. Ottienimi un cuore semplice che non assapori le tristezze; un cuore grande nel donarsi, tenero e compassionevole; un cuore fedele e generoso, che non dimentichi alcun bene e non conservi rancore per nessun male. Forma in me un cuore dolce e umile, che ami senza domandare nulla, felice di perdersi in un altro cuore dinanzi al tuo divin Figlio. Donami un cuore aperto e indomabile, che nessuna ingratitudine possa chiudere e nessuna indifferenza stancare. Un cuore tormentato dalla passione per la gloria di Gesù Cristo, ferito dal suo amore, la cui piaga si rimargini solo in cielo. Amen.

 

 

Sabato 30 Maggio

 

Maria, mammina mia

 

O Maria, mammina mia, mammina cara! Io ti voglio più bene di tutte le creature. Sei bella, Maria, e io mi glorio di avere una mammina così splendida. Vorrei avere una voce così forte per invitare i peccatori di tutto il mondo ad amarti, o Maria. Vorrei volare per invitare le creature tutte ad amare Gesù e ad amare te, Maria. Cara mammina, bella mammina, bella Vergine Maria, benedetta Madre, tenerissima Madre, Consolatrice. Verrò sempre dietro a te, benedetta Madre, e camminerò sempre vicino a te. Amen.

 

 

Domenica 31 Maggio

 

Concludendo il mese di Maria, ringraziamoLa per tutta la luce che entrata in noi contemplando la sua vita, con il Suo stesso cantico a Dio

 

 

 

L'anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

 

perché ha guardato all'umiltà della sua serva. *
 D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

 

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
 e Santo è il suo nome:

 

di generazione in generazione la sua misericordia *
 si stende su quelli che lo temono.

 

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
 ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

 

ha rovesciato i potenti dai troni, *
 ha innalzato gli umili;

 

ha ricolmato di beni gli affamati, *
 ha rimandato i ricchi a mani vuote.

 

Ha soccorso Israele, suo servo, *
 ricordandosi della sua misericordia,

 

come aveva promesso ai nostri padri, *
 ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

 

Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

 

  Dio ama chi "dona con gioia"  
         
E nella gioia di Dio ti ringraziamo per questo incontro, augurando si compia tutto ciò che il tuo cuore desidera per il bene, la pace, la carità, la fraternità!    
    Se hai un attimo di tempo osiamo chiederti:
  Conosci Radio Mater? Vuoi conoscerla meglio?  
     
Radio Mater, nata l'11 febbraio 1994, vive e desidera vivere per formare nell'Amore,   anche grazie a te, "un'unica famiglia".    
         
  E' bello, infatti, pregare insieme, condividere gioie e sofferenze, sperimentando che abbiamo tutti bisogno di essere amati e di amare,  riscoprendo che  l'amore diviene la forza e il coraggio di riconoscerci bisognosi gli uni degli altri e tutti di Dio.  
         
    Ci siamo chiesti, sin dall'inizio: come farà Radio Mater a vivere?  E don Mario Galbiati,  il nostro Fondatore,  ci ha detto:
         
"Rispondiamo umilmente e quotidianamente il nostro Eccoci! e fidiamoci della Provvidenza!!!"    
         
  Dio sa quanto è vero e come viviamo solo di Provvidenza!!!!  
         
    Per questo ringraziamo Dio che ci educa ogni giorno a stendere la mano e a comprendere che cos'è la povertà, l'umiltà e cos'è lo stupore di riconoscere che "Dio sul monte provvede"
         
  lo stupore di riconoscere che "Dio sul monte provvede"  
         
    E' per questo che, con tutto il cuore, ringraziamo anche te, dandoti un caloroso abbraccio.
         
Se lo vuoi e se puoi, mettiti all'ascolto. Se ne riceverai del bene e vorrai anche tu farti partecipe del suo apostolato, sappi che puoi aiutarla nei seguenti modi:    
         
         
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Esercizi spirituali a Radio Mater

   
Ritorna a Radio Mater la Settimana di Esercizi Spirituali via etere.  
   
  Dopo l’interruzione di tre anni a causa dell’impegno del trasferimento della Comunità di Maria, Cappellina e radio nella nuova sede di via XXV Aprile ad Albavilla (Como), Radio Mater da lunedì 23 marzo a sabato 28 marzo riproporrà ai propri ascoltatori “una esperienza forte di Dio, – dice don Mario Galbiati fondatore di Radio Maria e di Radio Mater – per rispondere all’invito continuo e pressante di papa Francesco a mettere Dio al centro della nostra vita e ad accogliere la sua misericordia.
   
Tanti nostri radioascoltatori sono impossibilitati a recarsi in parrocchia o nelle case di spiritualità. Radio Mater, parrocchia virtuale, offre loro, via etere, la possibilità di ascoltare la Parola di Dio nella realtà in cui ciascuno opera e vive: la propria casa, il proprio mondo di lavoro, negli ospedali, nelle case di riposo...”.  
   
  Tema conduttore della Settimana di esercizi sarà il Messaggio per la Quaresima del Santo Padre dal titolo: “Rinfrancate i vostri cuori” e sarà sviluppato ogni giorno dai diversi sacerdoti conduttori.
         
         
Lunedì 23 marzo: Padre Riccardo Pola presenterà l’Introduzione.
   
Martedì 24 marzo: padre Alfonso Bruno, il primo punto: “Se un membro soffre, tutte le membra soffrono” (1 Cor. 12,26) – La Chiesa
   
Mercoledì 25 marzo: Don Francesco Cristofaro, il secondo punto: “Dov’è tuo fratello?” (Gen 4,9) – Le parrocchie e le comunità
   
Giovedì 26 marzo: Mons. Luigi Oropallo, il terzo punto: “Rinfrancate i vostri cuori !” (Gc 5,8) – Il singolo fedele
   
Venerdì 27 marzo: don Luigi Lussignoli, la parte conclusiva: gli ultimi tre capoversi, ad iniziare da “Per superare l’indifferenza e le nostre pretese di onnipotenza.....” fino al termine.
   
Sabato 28 marzo: Padre Riccardo Pola, al mattino (dalle 9,30 alle 10,30): riflessioni generali e conclusive.
         
  Le conclusioni degli Esercizi spirituali saranno nel pomeriggio di sabato 28 marzo con il Santo Rosario e la S. Messa celebrata da don Mario.
         
Le meditazioni saranno tre al giorno: al mattino (9,30-10,30), nel pomeriggio (17,30-18,30) e alla sera (20-21,30). Quest’ultima sarà preceduta dal S. Rosario meditato.  
         
Nell'ambito del notturno in replica, trasmetteremo le due meditazioni del giorno.
         
  VI INVITIAMO ALL’ASCOLTO.  
         

Puoi sostenere Radio Mater tramite il 5 per mille o un'offerta volontaria.