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Eccoci Mamma!
La Festa per gli ottant'anni di don Mario Stampa E-mail

 

IN  DIALOGO  D’AMORE 516

S ignore,

da ottant’anni mi hai creato!

Ero nel nulla o, meglio, nella Tua mente e il 6 febbraio 1930 mi hai chiamato, per un atto d’amore, alla vita.

Quella dell’anima spirituale, a Tua immagine e somiglianza, che mi hai dato Tu direttamente e quella del corpo, che mi hai dato attraverso due genitori meravigliosi: papà Gerardo e mamma Ernesta.

 Meravigliosi sono stati anche gli altri della famiglia: i fratelli Giovanni e Carlo e le sorelline Elena e Angelina, morte piccole in 8 giorni, i cui nomi sono stati ripresi da due altre sorelle venute dopo, appunto Elena e Angelina.

Da loro poi, quanti meravigliosi altri cuori hanno circondato d’amore la mia vita! Grazie!

In questa famiglia, calda di fede e di affetto, si è svolta la mia fanciullezza, nella quale, a undici anni, si è fatta sentire la Tua voce come “chiamata all’Altare”: ricordo ancora la trepidazione di quando ho rivelato ai miei familiari questo desiderio… e con quanta prontezza e sacrifici anch’essi aderirono alla Tua volontà!

I Sacerdoti, che frequentavano con gioia la mia casa, scelsero così come inizio del cammino che porta ad essere Tuo Sacerdote, i Salesiani di Don Bosco.

Il pre-Seminario di S.Bernardino a Chiari di Brescia mi accolse e per tre anni, tormentati dalla guerra, ma irrorati di tanta grazia e devozione all’Ausiliatrice, mi portarono Gesù e la Mamma nel cuore.

Incominciava così quel “dialogo d’amore” che non mi avrebbe abbandonato più.

E, dopo un anno di Collegio esterno per l’infuriare della guerra, mi accolse lo splendido nostro Seminario Diocesano di Venegono.

Quanta luce di studi e quanta grazia interiore mi avvolsero, sublimando la mia vita: grazie, Signore, di questa atmosfera di Cielo che mi ha “scavato nel cuore” e grazie a tutti i cari professori ed educatori.

Col passare degli anni, vennero gli studi propriamente sacri della Teologia.

Come è stato bello conoscerTi così profondamente, o Signore, in Te stesso e nelle meravigliose Tue opere, che ci hanno regalato, per Grazia dello Spirito Santo, Gesù con la Sua Redenzione, Maria come Mamma e la Chiesa come “Famiglia dei Figli di Dio”, chiamata a continuare la Missione di Gesù Salvatore!

Ed ecco, di anno in anno, gli Ordini Minori e il Suddiaconato, che mano a mano ci consacravano a Gesù e alla Sua Chiesa, preparandoci prima al Diaconato (che emozione “toccare” per la prima volta Gesù, distribuendo la S.Comunione!...) e poi, il 28 giugno 1953, il Sacerdozio.

Quello che ho provato, steso sul pavimento del Duomo di Milano durante le Litanie dei Santi in preparazione alla Consacrazione Sacerdotale, lo sai solo Tu, o Signore: che docilità e abbandono fiducioso mi donava la loro presenza!

E quando il Beato Card. Schuster ci ha chiamato alla “Grazia del Sacerdozio” quanta gioia ma  anche senso di responsabilità ho sentito mentre il mio cuore supplicava: “Signore, aiutami ad essere fedele e innamorato di Te … sempre …; a consumarmi interamente nella carità per il Tuo Regno”.

Che dire poi della Prima S.Messa celebrata nella mia Parrocchia di S.Albino in Monza, circondato dai miei familiari e tanti parrocchiani!

Sono sensazioni che non si dimenticano più! Che stupore dare la Comunione ai miei genitori!

Ed ecco poi i tredici anni di Albavilla, col mio Oratorio e i suoi ragazzi e i giovani: il primo “campo di lavoro Sacerdotale”.

Li ho ancora tutti nel cuore, con la gioia e i sacrifici, compiuti, con tanto amore, nel Tuo nome perché, finalmente, potevo prestare a Te Gesù il mio cuore per amore, la mia mente e le labbra: predicare … consacrare … assolvere … benedire … operare … perdonare.

Grazie, Gesù, di avermi fatto “un altro Gesù”!.

Ed ecco il 19 marzo 1966, festa di S.Giuseppe, in cui in Arcellasco d’Erba mi accoglieva come Parroco: ero direttamente responsabile come padre di una “porzione” della Chiesa.

Per una trentina d’anni tutti sarebbero stati nel mio cuore: bambini battezzati … ragazzi … giovani … fidanzati … sposi … genitori … anziani … ammalati … lontani … moribondi … morti.

Sì, tutti … una Parrocchia viva e un Oratorio meraviglioso …

Ho cercato di fare di tutto per portare tanti cuori a Te, o Signore, e Tu lo sai!

Perdonami se Ti ho deluso in qualcosa e se Tu avresti voluto di più.

E a questo punto “spunti Tu”, o Maria: Ti ho sempre amato, fin dalla fanciullezza nella mia famiglia.

Ti ho amato in Seminario, perché mi davi l’affetto che mi mancava  per la lontananza della mia famiglia.

Ti ho amato in tutto, ed ovunque, perché sentivo di non poter fare a meno di Te.

Ma, ad Arcellasco, Tu mi aspettavi perché mi avresti fatto “voce” per portare in tanti cuori Te, Gesù e la Sua Chiesa, ubbidiente al comando di Gesù: “Andate in tutto il mondo … predicate il Vangelo ad ogni creatura …”

E hai fatto nascere, Mamma, Radio Maria nel 1983: una antenna sul campanile che ha iniziato la mia missione radiofonica.

E poi, l’11 Febbraio 1994, la seconda chiamata: Radio Mater, la radio della Tua Maternità, la radio che “porta la Chiesa in casa e che tutti riunisce nell’amore come una sola famiglia”.

Che gioia, Mamma, averTi dato due radio per diffondere l’amore di “Gesù e della Sua Chiesa”!

Ti ringraziamo: sì, uso il plurale, perché a questo punto mi sento unito a tutti i meravigliosi “collaboratori” che mi hai dato, con la Comunità di Maria e la Cappellina di Maria.

Che bello, Mamma, far parte di una Tua Comunità, che ha anche tanto da migliorare, ma che di bene ne ha fatto tanto, col Tuo aiuto! …

E che dire di questa Tua “celestiale Cappellina”, che Tu mi hai regalato per la mia missione Sacerdotale, grazie ai tanti sacrifici degli ascoltatori, che hanno offerto a suo tempo per il “Centro Mariano - Casa di Maria”, dove si prega di giorno e di notte … e dove tutti, frequentandola fisicamente o col cuore, si sentono trasformati, quasi “toccando” Te e Gesù, per una vita migliore.

E che dire di questi meravigliosi “ascoltatori” che realmente sentono Radio Mater come una loro “seconda famiglia”? Benedicili!

Tutto è dovuto a Te, cara Mamma, e davvero Ti ringraziamo con tutto il cuore.

Grazie anche per tutte le stupende “Feste di Radio Mater” di questi anni, che han fatto sentire quanto siamo uniti nella preghiera e nel bene, e che sono culminate nella presenza del nostro Arcivescovo: Card. Dionigi Tettamanzi.

Grazie inoltre per la generosità di tanti cuori che con le loro offerte permettono anche ora a Radio Mater di vivere e compiere tanto bene: fa che sia sempre così.

E grazie per la preziosa collaborazione con la nostra Diocesi di Milano e la stima e l’affetto del nostro Arcivescovo: ci sentiamo finalmente Chiesa.

Ecco, Signore, ho parlato di me non per me, ma per cantare e glorificare Te e tutto il bene che ci hai fatto compiere insieme.

Vedi, Padre, anche in questi 80 anni quante mancanze e fragilità: Ti chiedo perdono e son certo che me lo darai, per il Tuo Gesù che per questo è morto in Croce.

Mamma, prima di completare la mia vita, grande dono di Dio, ci darai la gioia di portare a termine il Tuo “misterioso disegno qui”, con la “Casa di Maria”, con il Centro Mariano?

Comunque, Mamma, grazie, Ti amo tanto, sostienimi sempre col Tuo aiuto Materno … fammi davvero santo … e portami ad occupare quel posto  in Cielo che Gesù ha preparato per tutti.

 

                                                                         Don Mario

La Preghiera di don Mario per i suoi 80 anni.

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Mamma,
in Te ringrazio Dio per questi 80 anni di vita.Tu sai la presenza cara e profonda che hai avuto in tutti questi anni:
- col farmi nascere in una famiglia ardentemente Cristiana;- con la vocazione a sentirmi affasci-nato “dall’Altare”;
- con la “formazione”, in cui Gesù e Tu eravate dominanti  nel mio cuore;
- con la gioia di un Sacerdozio chiamato, oltre alle realtà tradizionalmente “pastorali”, ad un apostolato radiofonico tutto “preghiera e spiritualità”.

Perdonami se non sempre la mia risposta è stata generosa e virtuosa, come Tu l’avresti voluta.

Fa che possiamo completare il Tuo misterioso disegno qui, con tutti i meravigliosi collaboratori che mi hai donato e con tanti cuori coi quali ci hai fatto “famiglia”.

Aiutaci ad innamorarci sempre più di Gesù e della Chiesa, per servire con animo umile e generoso fino a diventare “santi” e a raggiungerVi un giorno in Cielo.

                         Amen

  Don Mario                                                     

                     

Mamma,

in Te ringrazio Dio per questi 80 anni di vita.

Tu sai la presenza cara e profonda che hai avuto in tutti questi anni:

- col farmi nascere in una famiglia ardentemente Cristiana;

- con la vocazione a sentirmi affasci-nato “dall’Altare”;

- con la “formazione”, in cui Gesù e Tu eravate dominanti  nel mio cuore;

- con la gioia di un Sacerdozio chia-mato, oltre alle realtà tradizional-mente “pastorali”, ad un apostolato radiofonico tutto “preghiera e spiri-tualità”.

Perdonami se non sempre la mia risposta è stata generosa e virtuosa, come Tu l’avresti voluta.

Fa che possiamo completare il Tuo misterioso disegno qui, con tutti i meravigliosi collaboratori che mi hai donato e con tanti cuori coi quali ci hai fatto “famiglia”.

Aiutaci ad innamorarci sempre più di Gesù e della Chiesa, per servire con animo umile e generoso fino a diventare “santi” e a raggiungerVi un giorno in Cielo.

Amen

Don Mario