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Una vita sacerdotale donata a Maria e alla Chiesa nella Città di Erba.

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  • 24/04/2016
 

Don Mario Galbiati, fondatore di Radio Maria e Radio Mater

Una vita sacerdotale donata a Maria e alla Chiesa nella Città di Erba

Don Mario Galbiati nasce a Sant’Albino di Monza il 6 febbraio del 1930 da papà Gerardo e mamma Ernesta, ultimo di sette figli. Famiglia profondamente cristiana che, certo, ha contribuito, insieme a Sacerdoti amici anche di casa, alla Parrocchia e all’Oratorio, a far sbocciare la sua vocazione al Sacerdozio e il suo amore a Maria. Da sempre don Mario ripete che “la mia devozione alla Mamma, affonda le radici nella famiglia: fra le mura domestiche noi figli respiravamo una vita semplice di preghiera, di carità e di amore per Gesù e per la Mamma".

A 11 anni, nel 1941, entra in seminario per frequentare la scuola media presso i Salesiani di Chiari. Nell’anno 1944 - 1945 è al Collegio Arcivescovile di Vimercate, come esterno. Dal 1945 – al 1948, frequenta la scuola presso il Seminario Diocesano di Venegono inferiore (Va). Nel corso dell’anno 1948 - 1949 è Prefetto degli studenti, presso il Collegio de Filippi di Arona (No). Nel 1949 - 1950 frequenta il primo anno di Teologia presso il Seminario di Venegono. Dal 1950 al 1952 è Prefetto di Sacrestia presso il Seminario Minore Diocesano di Masnago (Va). Svolge il quarto anno di Teologia, anno 1952-1953, presso il Seminario Diocesano di Venegono (Va).

Già da ragazzo e poi giovane seminarista aveva ben chiara la meta: dopo la Messa e i giochi in oratorio, lui doveva “celebrare una messa” tutta sua, tant’è che per farlo contento, mamma Ernesta gli aveva regalato un altare in miniatura, con tanto di vescovi argentati. Ma non disdegnava cimentarsi in partite di calcio. Tifoso da sempre dell’Inter (che allora si chiamava Ambrosiana), ricopriva generalmente il ruolo di Renato Olmi, famoso centrocampista, prima dell’Inter poi della Juve. Il futuro don Mario era un compagno di squadra molto ambito: snello, agile, aveva un modo personalissimo di lasciare di stucco gli avversari. Si lanciava in corsa dominando la palla poi, quando la difesa avversaria aveva preso il volo, nel tentativo di fermalo, ecco che si bloccava di colpo trattenendo il pallone, per ripartire poi, altrettanto rapidamente, in un’altra direzione. La spuntava sempre riuscendo, non di rado, ad arrivare a segno! Gli amici di Sant’Albino ricordano il futuro don Mario come un ragazzetto brillante, cordiale, disponibile, per niente bacchettone, eppure devoto, fedele e sempre molto bravo, sia negli studi che nello sport! Lo studio era al primo posto per lui. I suoi amici riuscirono a trasmettere, all’ormai giovane don Mario, una grande passione, allora sconosciuta ai più: la pallacanestro.

La squadra di basket di Sant’Albino raggiunse un ottimo livello, entrando a far parte della rosa delle grandi squadre di allora. Questa passione arricchì anche il ministero di don Mario tanto che poi, ad Albavilla, dove sarà assegnato come coadiutore, fonderà una squadra di Basket, divenendone inizialmente presidente ed allenatore. Dopo 12 anni di studio, il card. Ildefonso Schuster il 28 giugno 1953, nel Duomo di Milano, lo ordinava sacerdote. Sacerdote novello, viene destinato ad Albavilla con tutto l’entusiasmo e la carica del giovane prete d’oratorio, pronto a circondarsi di ragazzi e gioventù, per le più diverse iniziative. La preghiera, la liturgia, il canto, sono un primo ambito di impegno pastorale: i “piccoli cantori” che educa al bel canto e già preparava, anticipando il Concilio Vaticano II, a partecipare attivamente alla S. Messa; e per le feste e le solennità, il coro degli uomini. Il talento musicale di don Mario è solo all’inizio: compone canti per la liturgia (Novena di Natale …) che aiutano tutta la parrocchia a pregare.

Con il parroco, Don Felice Ballabio, nel 1954 – anno mariano - si fece promotore perché il Comune di Albavilla si consacrasse alla Beata Vergine Immacolata e una statua venisse posta in Municipio, a ricordo dell’evento. Anche la sua spinta fu decisiva nel formare il gruppo Bollettone – Amici della Montagna – per la posa della Croce, sul monte Bollettone che domina il pian d’Erba e oltre. E ai piedi della Croce, una piccola grotta con la statua della Madonna che “veglia” su tutti i suoi figli. Ai primi anni sessanta, costruì il nuovo oratorio con il Cine-Teatro “Della Rosa”, i campi di gioco e la pallacanestro. Si fece promotore dell’edizione locale di “Lascia o raddoppia”, dei film e delle rappresentazioni teatrali, i festival “Della Rosa”, concorsi canori che vedevano alla ribalta i nuovi talenti e, tra le canzoni e le musiche, c’erano sempre quelle composte o elaborate dal don Mario. Poco ci mancava che una sua canzonetta arrivasse a Sanremo...!

Così, nei primi anni '70, iniziarono i lavori di manutenzione straordinaria della Chiesa parrocchiale, che, nei tre anni di intervento, vide il suo interno messo sottosopra, dal pavimento alla volta, e l'esterno, dalle fondamenta al tetto. Fece collocare anche: le vetrate, raffiguranti i misteri del S. Rosario, l'affresco sulla volta di "Maria SS. nella Sua glorificazione in cielo " e gli Altari nuovi. Il card. Giovanni Colombo, la sera del 14 luglio 1974, quando la Chiesa venne riconsacrata, si fermò sul portone per ammirarne la bellezza. Una Chiesa, riportata alla sua originaria bellezza, richiedeva anche che la vita liturgica si rinnovasse. Accanto alla Schola Cantorum a quattro voci dispari, con alla tastiera il Sig. Silvestro (poi arriverà una donna, Mariuccia Mojoli), don Mario favorì la formazione di un gruppo di voci bianche. Poi la passione di tante giovani coriste, via via cresciute, ha fatto sì che il gruppo evolvesse con naturalezza in un coro di voci femminili adulte, diretto da Renato Testori: Il coro si chiama: "Convivia Musica". Attualmente è diretto dal figlio di Renato Testori, Marco, gruppo conosciuto e apprezzato anche a livello nazionale per la sua raffinata espressione musicale. Don Mario realizzò anche la nuova Casa Parrocchiale; nel seminterrato della stessa venne costruita la Cappella invernale e Oratoriana. Misteriosamente sarebbe poi diventata la prima "sede di Radio Maria". Don Mario era circondato da tanti giovani. Per questo promosse la nascita del "Circolo Giovanile" in Oratorio, denominato "Il Focolare" per indicare l'Oratorio come "famiglia di tutti e, per questo, frequentato da tutti". Costruì poi il "Salone Teatro" per tante belle rappresentazioni. Fondò Il Giornalino parrocchiale, denominato anch'esso il "Focolare", per indicare la Parrocchia come " Famiglia che unisce tutte le famiglie". Da non dimenticare, in tutti questi anni di "vita pastorale" la sintonia con le Autorità Comunali e, in particolare, con l’allora Prevosto di Erba, don Aldo Pozzi, veramente intimo e paterno. Con lui, il signor Valsecchi, il signor Galli venivano chiamati, per questa amicizia spirituale e umana, i "quattro dell'Ave Maria" per la grande gioia di pregare insieme e di aiutarsi, per il bene degli Erbesi.

E fu proprio il prevosto don Aldo Pozzi che il 19 febbraio 1983, dopo la S. Messa delle 10,30, inaugurava ufficialmente “Radio Maria”, " una voce Cristiana nella tua casa", la “radio delle famiglie, nella sua triplice componente spirituale, culturale, ricreativa”. E, per don Mario, iniziava quel cammino di apostolato radiofonico che lo porterà poi a fondare, sempre in Erba una seconda radio, Radio Mater. Tale notizia è contenuta in uno stampato della Parrocchia, che rappresenta un documento storico di grande importanza, essendo il primo comunicato ufficiale di Radio Maria, con sede ad Arcellasco, frequenze Mhz. 90,200 – 93,200 STEREO. Nelle parrocchie di Erba, e quindi anche ad Arcellasco, dal 9 al 24 aprile, sempre del 1983, si svolse la “Missione cittadina”, incentrata su un tema che richiamava l’invito pressante del Santo Padre Giovanni Paolo II: “Spalancate le porte a Cristo”

In questa “Missione” Radio Maria ebbe un ruolo importante: “Tutte le celebrazioni dalla Chiesa – scriveva don Mario, in un avviso parrocchiale dell’epoca – saranno trasmesse per radio e questo sarà un grande conforto per i nostri ammalati e anziani e un prezioso aiuto spirituale per tutti”. Con la presenza di volontari della Parrocchia, tra i quali anche un suo ragazzo, Costantino Ghioni (futuro sindaco di Erba), anno dopo anno, Radio Maria cominciò a diffondersi e, da ogni parte, gli ascoltatori partivano in pellegrinaggio, per venire ad Erba e vivere una giornata di spiritualità insieme.

I loro sacrifici hanno permesso sia di espandere Radio Maria che di acquistare Villa Vaccari a Erba, dove è sorta la Cappellina della Casa di Maria e dove, come Parroco, per tanti anni don Mario, ha celebrato le Sante Messe.  Migliaia di fedeli, in seguito, arrivavano da ogni parte al Palazzo Lario fiere, prima per le feste annuali di Radio Maria, poi di Radio Mater.

Quello di don Mario, 33 anni fa, fu un modo tutto nuovo e in controtendenza di fare radio, non solo nel mondo cattolico: niente pubblicità e solo fiducia e abbandono nella Provvidenza, nessun riferimento a dati auditel, volontariato, tanta preghiera, tante catechesi, e testimonianze di fede vissuta. Un modo che sarà la peculiarità delle due radio di don Mario: Radio Maria e Radio Mater, ma che non sarà inizialmente condiviso, anzi, spesso, ridicolizzato. E invece, i fatti e gli ascolti, gli hanno dato ragione e oggi anche le televisioni cattoliche nazionali, hanno accolto le sue indicazioni. Il 7 settembre 2013 don Mario ha inaugurato ad Albavilla (Como) la nuova Casa di Maria, in cui far risiedere Radio Mater, la Comunità di Maria e la Cappellina. Nella Cappellina si prega in diretta radio anche di notte, unica radio a livello nazionale a farlo.

 

La Casa di Maria è stata il “sogno” di Don Mario da sempre. Un sogno che già nel 1989 aveva visto, grazie ai sacrifici di tanti ascoltatori, l’inizio nell’acquisto della Villa Vaccari di Erba, sei anni dopo aver fondato Radio Maria. Ma “un temporale umano”, come suole ripetere, glielo ha impedito. Venne, allora, invitato da un rappresentante della Chiesa ad aprire un’altra radio. Ai primi di febbraio del 1994, una missiva del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni di allora, autorizzava l’accensione dei ripetitori della nuova radio, proprio il giorno in cui la Chiesa ricorda la prima apparizione della Madonna a Lourdes: l'11 febbraio. Per don Mario e per i suoi più diretti collaboratori, questa “coincidenza” viene interpretata come “segno provvidenziale e materno di Maria” e come stimolo ulteriore a percorrere un nuovo cammino nel mondo dell’etere.

 

Quest’anno don Mario ha festeggiato 86 anni di età e i 22 anni di fondazione di Radio Mater.
Il 19 marzo di quest’anno, 2016, ha ricordato i 50 anni della sua nomina a parroco di Arcellasco e il prossimo 28 giugno festeggerà 63 anni di ordinazione sacerdotale

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