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Auguri per un Natale di speranza e di misericordia nel cuore

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  • 21/12/2020

Abbiamo chiesto una riflessione al prof. Gianluca Pedrali su questo Natale “diverso” ma forse più “vero”, un Natale che ci invita a guardare la Croce presente nella mangiatoia

 

Auguri per un Natale di speranza
e di misericordia nel cuore

 

Orami quasi tutto è pronto per festeggiare il Natele. Le strade dei nostri paesi e città sono illuminate, la Tv ha iniziato a trasmettere film e pubblicità natalizie, gli alberi di Natale illuminano le nostre case e di presepi…seppur minori rispetto all’abete…rallegrano le nostre famiglie. Ma che Natale sarà questo? Un Natale diverso, dicono. Altri criticano l’idea di “far nascere Gesù”, 2 ore prima o addirittura il giorno dopo. Altri vorrebbero tutto aperto per il divertimento. Altri tutto chiuso per paura. Altri…divertirsi solamente dimenticandosi di tutto. Ma io, tu, noi come COMUNITA’ che Natale desideriamo? Papa Francesco, per la Giornata dei Poveri 2020 così diceva: «si avvicina il Natale. Quante volte la gente si chiede “Cosa posso comprare?” "Cosa posso avere di più?”. Chiediamoci piuttosto: cosa posso dare agli altri, per essere come Gesù, che ha dato sè stesso, nato proprio in quel Presepio?».

Che belle parole del Papa! Parole che devono arrivare a tutti i cuori, soprattutto ora quando con questa pandemia ci hanno imposto di essere più egocentrici e pensare solo a noi ed al “nostro recinto” dimenticandoci degli altri. Dimenticandoci per paura e timore. Dimenticando la forza di un abbraccio, di uno sguardo, di parole del cuore. Noi dobbiamo imparare a ridonare gli auguri di Natale a tutti come se fossimo noi stessi a donarci agli altri, come quando perdoniamo e ribadiamo la pace anche quando soffriamo e siamo nel dolore. Siamo preoccupati per il pranzo di Natale se saremo in 4 o 8 ad un tavolo dimenticandoci, magari, del nostro vicino di casa solo o del povero che davvero non ha nulla o dell’anziano solo nelle RSA o del malato inchiodato ad un letto solo. Quel pranzo di Natale dobbiamo diventare noi, quando doniamo pane, amore, calore speranza al povero e al fratello bisognoso che ci sta di fianco. Dove nasce il Figlio di Dio, nasce la speranza: quel piccolo Bambino senza voce porta la speranza e la gioia. Dove Dio pone la sua dimora, nasce la pace. E quando la pace entra in una casa, in una Comunità, nei nostri cuori non ci sarà più odio, gelosia, cattiveria e dolore. Il Bimbo di Betlemme porta la pace. Quella vera.

Noi prepariamo con gioia il presepe. Mettiamo il fieno, il bue e l’asinello, Maria e Giuseppe, le pecore ed i pastori e la mangiatoia o la culla. Ma ci dimentichiamo di mettere sempre un oggetto: la CROCE. Sembrerà strano, ma nel presepe ci dovrebbe sempre stare una CROCE. Noi aspettiamo il Natale come giorno di festa e di gioia poiché RICORDIAMO la nascita del Figlio di Dio ma ci dimentichiamo che il Figlio di Dio è venuto per morire per noi e per darci la salvezza. Maria già sa che Gesù dovrà morire per noi. Maria sa già che quel Figlio non sarà per lei ma per noi. Maria partorisce il Figlio di Dio sapendo che verrà immolato per AMORE. Maria e Giuseppe donano questo Figlio al mondo intero per NOI…e noi ce lo dimentichiamo, e troppo spesso dimentichiamo il DONO D’AMORE che esce da quella culla/mangiatoia. Gesù sa che dovrà immolarsi per noi. E noi, troppe volte, lo ricordiamo solo quando mettiamo quella piccola statua nel presepe. Dimentichiamo questo DONO D’AMORE.

Ma come possiamo RITORNARE al mistero vero del dono natalizio? Ci aiuta il papa emerito Benedetto: «Essere discepoli di Cristo, che cosa significa? Ebbene, significa in primo luogo: arrivare a conoscerlo. Come avviene questo? E’ un invito ad ascoltarlo così come Egli ci parla nel testo della Sacra Scrittura, come si rivolge a noi e ci viene incontro nella comune preghiera della Chiesa, nei Sacramenti e nella testimonianza dei santi. Non si può mai conoscere Cristo solo teoricamente. Con grande dottrina si può sapere tutto sulle Sacre Scritture, senza averlo incontrato mai. Fa parte integrante del conoscerLo il camminare insieme con Lui» (21/12/2007)

Questo è il Natale! Certo non è né semplice né facile fare questo ma…se seguiamo il Vangelo ed il nostro cuore di FRATELLI E SORELLE può risultare più facile. La venuta di Gesù è stato un evento di speranza e di amore. E’ il giorno particolarmente impregnato della MISERICORDIA E BONTA’ di Dio per noi suoi figli in cui risplende la “grande luce” di Gesù portatrice di pace! Per riconoscerla, per accoglierla, per vederla ci vuole fede, ci vuole umiltà. L’umiltà di Maria e di Giuseppe che hanno detto il loro “SI” incondizionato a Dio e al suo progetto di AMORE. Un “SI” che ha portato a scelte “controcorrente” e di certo dolorose. Pensiamo ai progetti della giovane Maria ribaltati; allo stupore di Giuseppe nel sapere che Maria fosse incinta, alla fuga e alla pellegrinazione di questa famiglia, al dolore che Simeone diede a Maria con le sue parole, alla perdita di Gesù, alla risposta che Gesù diede ai suoi genitori una volta che lo ritrovarono nel tempio… Ma questi due genitori hanno avuto UMILTA’ E FEDE e hanno fatto della loro vita un NATALE CONTINUO cioè un DONO ed un’ATTESA di Dio che si rinnova nella vita di ognuno dei suoi figli.

In questo anno “orribilis” per tutti, il BUIO è entrato nelle nostre case, nei nostri cuori e nelle nostre famiglie lasciate troppo sole anche dalle Istituzioni che han pensato a dare numeri, dati, statistiche dimenticandosi troppo spesso delle persone come creature di Dio. Quest’anno il Natale ci deve far riconoscere il buio di questo mondo chiuso che ci hanno fatto creare. Ce lo deve fare allontanare e ci deve far riportare la LUCE del Natale al ruolo ed importanza che deve avere. Dio non si lascia chiudere il cuore. Dio non ci lascia soli e non ci ha mi lasciato soli. Pensiamo ai grandi GESTI compiuti in questi mesi da Francesco. Pensiamo alle sue preghiere per noi. Ale sue lacrime per noi. Il PAPA ci ha mostrato la tenerezza e misericordia di Dio che viene per TUTTI. Gesù, entrando magari per la stalla, trova spazio nelle nostre case e ridona SPERANZA; ma questa speranza passa per la CROCE. Per la sofferenza. Per la grande prova. E Dio non ci lascia mai soli, poiché ha creato donne e uomini che vedono la sua luce e la trasmettono con il loro dono d’amore gratuito. Poiché sono “angeli scesi dal cielo” e sono suoi messaggeri. Dobbiamo vederli e riconoscerli con gli “occhi del cuore” ed avere coraggio di ACCOGLIERE questo dono di Dio.

Un pittore del Rinascimento, Domenico Ghirlandaio, nel 1485 dipinse un’opera meravigliosa dal tema : “Adorazione dei pastori” conservata a Firenze nella basilica della santa Trinità. Quest’opera venne criticata e diede un po’ di “scandalo” allora non tanto per i soggetti o l’ambientazione, ma perché sostituì la mangiatoia con un SARCOFAGO romano. Maria, in primo piano su un prato fiorito, adora il Bambino poggiato sul suo mantello all'ombra di un sarcofago romano antico che fa da mangiatoia. Il sarcofago-mangiatoia preannunzia la morte di un Dio. L'iscrizione sul sarcofago "ENSE CADENS SOLYMO POMPEI FVLV/IVS/ AVGVR NVMEN AIT QUAE ME CONTEG/IT/ VRNA DABIT" si rifà alla leggenda dell'augure Fulvio, che sul punto di morire durante l'assedio di Gerusalemme di Pompeo predisse che il suo sepolcro sarebbe stato usato da un Dio. La traduzione è la seguente: "Mentre cadeva a Gerusalemme per la spada di Pompeo, l'indovino Fulvio disse: l'urna che mi contenne genererà un dio”. E non è l’unica opera d’arte che racchiude in sé un messaggio profetico della venuta di Gesù.

Oggi noi gioiamo per la venuta del Figlio di Dio…meglio dire…per il RICORDO della sua venuta poiché non rinasce fisicamente poiché è già nato, morto e risorto. E non può certo ritornare nell’utero materno per rinascere ancora. Noi RICORDIAMO questo evento, ricordiamo il “suo compleanno” con gioia e se lo ricordiamo alle 21 o alle 22 o alle 19…non importa poiché Gesù è in noi SEMPRE e ritorna in noi ogni volta che gli spalanchiamo la porta del nostro cuore.

In queste settimane ci hanno fatto attendere il Natale con rabbia, tristezza, litigiosità, polemica su “non toccare la Messa di Mezzanotte poiché è nato Gesù” o “non succede nulla se lo facciamo nascere un’ora prima”. Gesù è già nato più di 2000 anni fa. E noi RICORDIAMO con gioia la sua venuta. Poiché Lui è nei nostri cuori. Forse ci dimentichiamo che già il papa emerito Benedetto XVI anticipò la “Messa di Mezzanotte” alle 22 e non successe nulla, anzi permise ai parroci che avevano più Comunità di vivere al meglio il Natele senza fretta o correre. Dunque cerchiamo di smorzare tutte queste polemiche e riportiamo la SPERANZA nei nostri cuori. «Per l’umanità ferita l’Emmanuele, Dio con noi, sia luce e sciolga il nostro cuore spesso indurito ed egoista e ci renda strumenti del suo amor. Un esempio concreto? no a cellulari mentre si pranza in famiglia. No a Tv accese mentre si sta insieme. Bisogna riscoprire la comunicazione in famiglia. Riscoprire il DONO d’amore della Famiglia» ( Francesco, festa della sacra famiglia 2019) e papa Francesco continua affermando con forza: «La grazia di Dio “apparsa” a Natale è “completamente gratuita” risplenda nelle vite di ciascuno di noi, anche se le nostre mani “sembrano vuote” o se vediamo il nostro cuore “povero di amore”. In Gesù Dio si è fatto Bambino, per lasciarsi abbracciare da noi. Ma, possiamo ancora chiederci, perché San Paolo chiama la venuta nel mondo di Dio “grazia”? Per dirci che è completamente gratuita. Mentre qui in terra tutto pare rispondere alla logica del dare per avere, Dio arriva gratis. Il suo amore non è negoziabile: non abbiamo fatto nulla per meritarlo e non potremo mai ricompensarlo.»

Auguriamo di cuore a tutti che questo Natale sia occasione per riscoprirci FAMIGLIA di FRATELLI e SORELLE amati da Dio. Di seguire la stella, come fecero i poveri ed umili pastori ed i saggi Magi, e di vedere in quel Bimbo la nostra SPERANZA. Di prendere la forza da quel Bimbo che sa di soffrire per noi, di morire per noi, di essere lasciato solo per noi ma…LO FA PER AMORE e non dice di “NO” pur potendolo fare. Lui ci ama e si dona per noi. Da quella culla non togliamo la CROCE ma affianchiamola alla nostra disponibilità a seguire Gesù che rinasce nei nostri cuori.

Buon Natale e sereno 2021 con più SPERANZA e MISERICORDIA nel cuore.

Dio non ci lascia soli!

Gianluca Pedrali