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Dio è sempre con e per il suo popolo...

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  • 09/04/2020

Che Pasqua in tempo di coronavirus? Come possiamo festeggiare la Resurrezione quando abbiamo qualche lutto in famiglia? Addirittura il nostro compagno di classe in meno di due settimane ha perso ben sei famigliari? E’ quanto chiedono gli studenti al loro professore. Ecco la riflessione di Gianluca Pedrali sul “silenzio di Dio”, sul grido di Gesù sulla Croce “ Eli, Eli lama sabactani”

 

Dio è sempre con e per il suo popolo, anche quando si comporta in modo infedele, nei suoi confronti, non ascoltando la sua voce

 

I questi giorni di DISTANZA forzata, mancanza di CALORE umano, DIVIETO di abbracci e manifestazioni di affetto, la cristi di “ASTINEZA DA AFFETTO” sta prendendo tutti. Il mio telefono è diventato quasi un confessionale (perdonate il paragone). Mi chiamano –in piena notte - genitori impauriti che non sanno cosa dire ai figli, ragazzi stanchi e senza speranza, colleghi che non sanno cosa fare. Tutti chiedono solo una cosa: ESSERE ASCOLTATI e rinfrancati. Ho accolto pensieri, timori, conflitti interiori, paura di perdere la speranza, convinzione di aver perso la Fede…. Ma poche ore fa, in un lungo messaggio di un mio alunno mi ha colpito questo del suo pensiero: «Pasqua profe? Quale Pasqua!. Se Gesù esce da quella tomba lo ricaccio dentro!» Questo pensiero di rabbia, ma penso anche di richiesta di aiuto, mi ha trafitto il cuore. Mi ha fatto dire: «Dio dove sei? Perché non ci ascolti? Perché dormi? Perché non ti curi delle nostre sofferenze e dei nostri pianti? Perché hai colpito così duramente il tuo Popolo? Quale Dio vuole questo male per i suoi figli? Quanta morte nelle famiglie. Quanto dolore…! Dove sei?».

Ma il cuore mi ha suggerito anche questo. Noi, come il Popolo d’Israele, stiamo attraversando il deserto. Un luogo misterioso, pieno di insidie e di pericoli. Con un caldo afoso, un silenzio assordante, senza acqua né cibo (poiché non possiamo cibarci da mesi dell’EUCARESTIA che è la NOSTRA FORZA). Questo cammino è per NOI, come per il Popolo santo, molto difficile soprattutto perché conosce la meta: la terra promessa, ma non conosce la via. Anzi, facilmente siamo tentati di cambiare il percorso per lamentarci contro Dio e i suoi ministri. Nel deserto cadono le sicurezze umane e si è senza una guida sicura. Subentra la PAURA, la più “bastarda” delle malattie perché fa perdere la Fede, la Speranza e crea l’egoismo e la chiusura. La paura fa perdere ogni sogno e ogni via giusta.

Ma Dio non ci abbandona. Dio è accanto a noi. Dio è in noi. “Il Signore andava davanti a loro: di giorno, in una colonna di nuvola per guidarli lungo il cammino; di notte, in una colonna di fuoco per illuminarli, perché potessero camminare giorno e notte” (Esodo 13, 21) Per ognuno di noi, questi segni indicano la presenza viva di nostro Signore Gesù Cristo, il Signore della vita non della morte. Da un lato il popolo dei credenti riceve la rivelazione che Gesù è il Figlio inviato dal Padre quando potrà udire una voce dalla nuvola: «Questi è mio Figlio, colui che io ho scelto: ascoltatelo» (Luca 9, 35). Da un altro lato nel Vangelo secondo Giovanni Gesù dirà di essere la luce che illumina ogni uomo: «Io sono la luce del mondo» (Giovanni 8, 12). In questo momento di forte prova dobbiamo ricordare a noi stessi che Gesù è in noi grazie alla forza dei sacramenti. È in noi grazie all’AMORE che ci rende unica famiglia. È in noi perché ci AMA, e non ci lascia soli. In questi giorni vediamo come il Pontefice, papa Francesco, continui a pregare Dio per il popolo a lui affidato. L’abbiamo visto, nella preghiera della scorsa settimana, curvo, affaticato, appesantito dalla croce che porta , quasi in lacrime…ma si è offerto a Dio per noi. Ha pregato per tutti noi. Ha chiesto a Dio e a Cristo di “svegliarsi e di sedare la tempesta”. Un grido forte fatto dal “Vicario di Cristo” a nome di tutta l’umanità. Tutti, penso, aspettavamo un segno. Un miracolo immediato.

La cessazione di tutto. SUBITO. Ma non c’è stata. Però un miracolo io l’ho visto. E ve lo racconto. I miei ragazzi, adolescenti in piena “crisi ormonale e di identità” che vengono visti come ribelli, scapestrati, senza progetti... mi hanno dato un segno della presenza di Dio e di quanto Dio abbia compiuto miracoli. In questi mesi più volte abbiamo pregato insieme, abbiamo creato, per pochi minuti una grande catena di preghiera. Più volte chiamati a pregare con me e TUTTI (agnostici, battezzati, non battezzati, musulmani, testimoni di Geova) si sono uniti in preghiera. TUTTI erano collegati con me durante la preghiera del Papa. TUTTI hanno partecipato all’Indulgenza. Questa forte PROVA ci ha uniti in una sola FAMIGLIA. Non è forse un miracolo di Dio? Un segno di SPERANZA e bontà? Io penso di SI. Poi, pochi giorni fa, una mamma mi chiama e mi dice : « Profe, sa cosa è successo? Premetto che sono atea. Dio per me non c’è! Mio figlio, che non è battezzato si è avvicinato a me e mi ha detto che lei aveva chiesto a tutti i ragazzi di collegarsi per la preghiera del Papa. Mi ha stretto e mi ha chiesto di accendere la TV e seguire la preghiera. Io ho brontolato ma poi ho fatto ciò che chiedeva mio figlio con grande stupore. Mentre il papa benediva ci siamo stretti, abbiamo detto il Padre nostro (che pensavo di non ricordare più), abbiamo pianto e ci siamo sentiti sollevati. Dio è rientrato in casa nostra».

Questo non è un miracolo, un segno della presenza paterna di Dio? Ho seguito da settimane una famiglia che in 13 giorni ha avuto ben 6 lutti. Sono andato a portare io le tragiche notizie, poiché i genitori erano in ospedale per il virus ed i figli affidati ad altri parenti. Ho visto in quella casa non la disperazione, ma la FEDE e l’affidarsi completamente a Dio. Quante ore al telefono con quell’alunno, giorno e notte. Quante preghiere al telefono, quanti rosari recitati con quella famiglia e MAI una lamentela verso Dio. MAI. Si son affidati a Lui completamente. Non è questo un miracolo di Dio ed una sua manifestazione? SI. Dio è con noi in queste sofferenze. Dio non ci abbandona. Gesù si è svegliato e ci sta salvando dalla tempesta. SI. Questa è la nostra Fede. Questa è la Fede della Chiesa e noi ci GLORIAMO di professarla – nella gioia e nel dolore – in Cristo Gesù Nostro Signore. L’uomo può abbandonare, DIO NO; l’uomo può deludere MA DIO NO. Dio è sempre con e per il suo popolo, anche quando si comporta in modo infedele, nei suoi confronti, non ascoltando la sua voce: “Gerusalemme è circondata dai monti; e così il SIGNORE circonda il suo popolo, ora e per sempre” (salmo 125). Dio aprirà una via, dove sembra non ci sia. Come opera non so, ma una nuova via vedremo. Dio ci guiderà e ci terrà stretti a Lui sempre. Gesù sta RISORGENDO non richiudiamolo nel sepolcro. Apriamogli la porta del nostro cuore.

G.P.