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Dobbiamo avere il coraggio di fare questi gesti e di dare voce a chi non ha voce.

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  • 13/05/2019

Il cardinale Krajewski, la “mano caritatevole” del Papa, toglie i sigilli al contatore della luce.

Dobbiamo avere il coraggio di fare questi gesti e di dare voce a chi non ha voce.

Come abbiamo potuto vedere e sentire dalla TV e da tutti i giornali nazionali, pochi giorni fa, un cardinale – importante e ben in vista – cioè l'elemosiniere del Santo Padre Francesco ha commesso un REATO: è andato contro la Legge italiana. Ha abusato del suo potere. Si è macchiato di un illecito e l’ha fatto coprendosi con la sua carica e immunità. Ha creato un problema diplomatico fra lo Stato Italiano e la Santa Sede. Succederanno altri gesti così e tutti saranno legittimati a fare questo: togliere i sigilli al contatore poiché sono morosi con l’azienda elettrica. Questo cardinale ha legittimato di non pagare le bollette arretrate e i debiti accumulati (si parla di quasi 300 mila euro). Che vergogna! Tutti paghiamo e loro che hanno occupato, NO! Non è giusto questo e la Chiesa non può fare questo!

Iniziamo così questo breve articoletto mettendo frasi e pensieri che in queste ore sono rimbalzati sui mass media. Molti hanno pensato e pensano questo. Aimè… anche forse troppi. Dalla politica al mondo intellettuale, dai laici ai religiosi. Questo gesto ha creato scandalo ed imbarazzo in molti. Però… perché l’avrà fatto? Perché mons. Konrad si è spinto fino a tanto? Perché, ha seguito il suo cuore ed il Vangelo fino a mettere in gioco la sua stesa vita? Mi viene in mente questo passo di Marco: “Avvenne che di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: "Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?". Ed egli rispose loro: "Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell'offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!". E diceva loro: "Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato”.

Il cardinale ha seguito la voce del Signore che parlava nel suo cuore: quella di andare a lenire le ferite del popolo e di fratelli. Più volte il cardinale ha portato l’attenzione del Comune di Roma e delle autorità civili su questa realtà dura e pesante che si stava vivendo in questo palazzo occupato in via Santa Croce in Gerusalemme a Roma. Più volte ha cercato di mettere d’accordo le varie parti. Purtroppo né dall’una né dall’altra parte c’era il desiderio di trovare una soluzione. Anzi, senza preavviso e senza pensare alle 25 famiglie con malati in casa gravi, si è ritenuto opportuno tagliare i fili e togliere la corrente. Senza curarsi dei drammi famigliari e sanitari che lì vivevano. I problemi di 450 persone, di cui 100 minori, non sono stati presi in considerazione. “Prima devono pagare il debito, poi si interviene” “così facciamo anche noi, la Legge è Legge” queste le parole sentite in TV dalla gente… magari anche cristiana. Uno degli occupanti del palazzo così racconta il fatto: “Il Cardinale è arrivato nel pomeriggio, ha portato regali a tutti i bambini e ha promesso che se entro le 20 non fosse stata ripristinata la corrente nello stabile l'avrebbe riallacciata lui stesso. E così è stato. Padre Konrad si è calato nel pozzo, ha staccato i sigilli e ha riacceso la luce. E si è preso, a nome del Vaticano, la piena responsabilità dell'azione con Prefettura e Acea”.

Lo stabile di via di Santa Croce è stato occupato 12 ottobre 2013 da Action a scopo abitativo. L'ex sede dell'Inpdap, da anni in abbandono, fu occupata, liberata ed aperta da subito per diventare la casa per centinaia di persone bisognose. Lo spazio è anche al centro di un progetto che i ragazzi di Scomodo stanno cercando di portare avanti per creare una grande casa aperta alla città 24 ore su 24. L’elemosiniere del Papa in passato è stato ospite di questa realtà e ben la conosceva; andava a prendersi cura di anziani, malati e bambini che vivono lì. Sapeva che da tre giorni erano senza corrente. Prima di riattivare la corrente, sapendo di commettere un “reato”, ha avvisato il Comune e le autorità competenti chiedendo NUOVAMENTE aiuto per chi non ha voce. Purtroppo la risposta è stata il silenzio. Allora il cardinale ha ascoltato la voce del suo cuore, il cuore di OGNI CRISTIANO e ha riattivato la corrente, portando la luce e il riscaldamento nelle case…e l’allegria unita allo stupore dl gesto.

Anche il cardinale ha fatto ciò che NON ERA LECITO infrangendo la Legge, proprio come Gesù: “Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?”. Anche molti di noi, come i farisei del tempo di Gesù, ci troviamo spesso e quasi sempre a contestare Gesù ( o i suoi ministri) , ora sembriamo nascosti tra i campi a spiare quello che fanno i discepoli di Gesù. L'evangelista vuole solo indicare l'ossessione dei difensori della Legge, pronti a individuare ogni minima infrazione e il condizionamento che la dottrina dei farisei esercitava sulla gente. La loro dottrina era talmente inculcata nelle coscienze del popolo che condizionava tutto e tutti. “Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato!”. Ogni legge vale nella misura in cui aiuta l’uomo a vivere, se giova alla sua libertà, se lo fa crescere nella sua verità; se non serve a questo è sbagliata. E' un principio che afferma la libertà dalla legge, ma non il libertinismo del faccio ciò che voglio, ciò che mi pare e piace. Possiamo dire che la legge ha solo una funzione pedagogica. Alcuni politici, visto che siamo in campagna elettorale, hanno preso subito al balzo questo fatto per dire che ora la Chiesa dovrà pagare i debiti di queste persone, che non è giusto quello che ha fatto, è un affronto all’Italia che lavora e paga le tasse….

Ma nessuno ha parlato dei bisogni di quella povera gente. Nessuno ha raccontato le loro storie di sofferenza. Nessuno li aiuta a lenire le loro sofferenze. Nessuno è accorso in aiuto dei malati lì residenti. Nessuno li ha mai presi in considerazione o li ha visti. Perché? Perché noi cristiani facciamo questo: cioè chiudere le porte del nostro cuore? Perché? Perché la via del Vangelo è seria, dura e pone al centro l’altro non il “IO” o il “ME”. Perché essere cristiani vuol dire donazione all’altro in tutto, come ha fatto Gesù. Perché essere cristiano vuol, dire mettere in comune ciò che ho per i poveri e con gli ultimi senza avere paura. Essere cristiano non vuol dire andare solo a Messa la domenica ed essere a posto con Dio. NO! Essere cristiano vuol dire coerenza con il Vangelo e fare gesti – anche eclatanti e forti – per dare voce a chi non ha voce. Così ha fatto Gesù. Andava dai peccatori, dai pubblicani, dalle prostitute, dai ladri, dai samaritani… dagli ultimi e dagli esclusi. Non si curava di piacere agli uomini o al potere; ma di fare ciò che Dio voleva che facesse: essere testimone d’Amore. Pensiamo a mons. Tonino Bello, a mons. Romero, a madre Teresa, a Giovanni XXIII a Gianna Beretta Molla e a molti altri che hanno fatto della loro vita un “andare contro corrente” e a essere con il Vangelo. San Paolo VI diceva: “essere cristiani è difficile, duro ma… rende felici”

Dobbiamo avere il coraggio di fare questi gesti e di dare voce a chi non ha voce.

G. P.