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Dio non va in vacanza, ma continua sempre ad amare

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  • 23/07/2019

Nell’augurare a tutti “buone ferie”, ricordiamo che questo periodo deve essere soprattutto di preghiera perchè

Dio non va in vacanza,
ma continua sempre ad amare

In questo periodo estivo, dedicato al riposo e al nostro “IO”, bello pensare che Gesù è sempre lì ad aspettarci, a guardarci, ad amarci e sapere che lui non va di certo in vacanza. “Lavora” sempre di più per noi poichè ci vuole sempre più bene, anche se noi ci dimentichiamo troppo spesso di Lui. Gesù non va in ferie! Volevo con voi rileggere il brano evangelico secondo Marco (6,30-36): «In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose».

Gesù, il nostro Salvatore, il nostro Amico più vero Colui che ci ha amato fino alla fine e ci ama oggi più che mai, non ci abbandona in questi mesi di riposo. In ogni momento della nostra vita, lieto o triste che sia, Lui rimane con noi sempre.

Nel Vangelo Gesù dice: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro». Il Signore non riserva questa frase a qualcuno dei suoi amici, no, la rivolge a “tutti” coloro che sono stanchi e oppressi dalla vita. E chi può sentirsi escluso da questo invito? Il Signore sa quanto la vita può essere pesante. Sa che molte cose affaticano il cuore: delusioni e ferite del passato, pesi da portare e torti da sopportare nel presente, incertezze e preoccupazioni per il futuro.

Di fronte a tutto questo, la prima parola di Gesù è un invito, un invito a muoversi e reagire: “Venite”. Lo sbaglio, quando le cose vanno male, è restare dove si è, coricati lì. Sembra evidente, ma quanto è difficile reagire e aprirsi! Non è facile. Nei momenti bui viene naturale stare con sé stessi, rimuginare su quanto è ingiusta la vita, su quanto sono ingrati gli altri e com’è cattivo il mondo, e così via. Tutti lo sappiamo. Alcune volte abbiamo subito questa brutta esperienza. Ma così, chiusi dentro di noi, vediamo tutto nero. Allora si arriva persino a familiarizzare con la tristezza, che diventa di casa: quella tristezza ci prostra, è una cosa brutta questa tristezza. Gesù invece vuole tirarci fuori da queste sabbie mobili e perciò dice a ciascuno: “Vieni!” — “Chi?” — “Tu, tu, tu…”. La via di uscita è nella relazione, nel tendere la mano e nell’alzare lo sguardo verso chi ci ama davvero.

Ci sono mattine che lasciano presagire la calura che nel giorno si riverserà sulle cose e sulle persone, senza riguardo per nessuno, ...che tu sia in villeggiatura o sia rimasto in città.

Le chiese sono vuote, anzi disertate dai fedeli; gli oratori senza lo schiamazzo dei bambini e di ragazzi. Molti pensano: "Tanto sono in ferie, fa caldo. Ci sarà tempo per andare a Messa, per pregare". Ma Gesù non va in ferie!

La testimonianza e la gioia dell’essere cristiani non vengono meno con l’estate! Anzi, credo che le vacanze possano essere un'occasione per rinnovarsi e fare nuove esperienze spirituali, incontrando, ad esempio, nuove comunità parrocchiali e accorgendosi dei poveri che, anche nei luoghi di turismo, ci ricordano il volto di Cristo.

Essere cristiani in vacanza è una prova di maturità. Richiede di andare controcorrente perché, forse, gli amici con cui condividiamo svago e riposo, non la pensano come noi.

Continuare ad essere cristiani in vacanza è una prova di maturità perché ci chiede di testimoniare con coerenza ciò che crediamo e cerchiamo di vivere. E la coerenza è un valore che non passa inosservato.

La vacanza, vissuta nella frenesia e caricata di emozioni, obiettivi e mete, può anche scatenare una vera e propria crisi di ansietà. Per essere felici non occorre trasmigrare da un polo all’altro, riempirsi di suoni e colori: occorre saper recuperare il reale senso delle cose e della vita.

Il 9 luglio scorso il Pontefice ha detto:«Mentre nei mesi estivi cercheremo un po’ di riposo da ciò che affatica il corpo, non dimentichiamo di trovare il ristoro vero nel Signore».

Ricordiamoci che Dio non va in vacanza, continua ad amare. Non trascura un attimo della vita dei suoi figli, non li abbandona un momento, non si concede mai un riposo, né tanto meno una vacanza. Nessun cristiano autentico (o che ama definirsi tale) dovrebbe voltargli le spalle. Ma è proprio in estate che si è maggiormente tentati nell’evitare la sosta e la preghiera, la meditazione quotidiana, persino la partecipazione alla Santa Messa la domenica, azioni avvertite come costrizioni e disturbi al riposo estivo. Ecco perché l’estate può anche trasformarsi nel periodo della “vendemmia del diavolo”. Nella lettera dell’apostolo Pietro (5,8) si legge: «Siate sobri, vegliate: il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare».

Il 6 agosto 2018 il Pontefice, ha detto «gli studenti sono liberi dagli impegni scolastici e tante famiglie fanno le loro vacanze; è importante che nel periodo del riposo e del distacco dalle occupazioni quotidiane, si possano ritemprare le forze del corpo e dello spirito, approfondendo il cammino spirituale».

Che questa estate ci porti sempre di più incontro al Signore che vive nelle persone che incontriamo ogni giorno e ci facci riscoprire il vero valore dello STARE INSIEME COME FAMIGLIA.