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Papa Francesco: è l'umiltà il segreto che porta al Cielo

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  • 16/08/2021

Angelus della Solennità dell'Assunta

 

Papa Francesco: è l'umiltà
il segreto che porta al Cielo

 

Celebriamo il 15 agosto il mistero dell’Assunzione della Beata Vergine Maria in cielo. Lei, Madre del Redentore, preservata dal peccato e elevata nella gloria in corpo e anima, è “fotografata" dall'odierno Vangelo di Luca in un'istantanea, il Magnificat, nel versetto che recita: "Maria esulta in Dio, perché ha guardato l'umiltà della sua serva". Eccolo il "segreto di Maria" racchiuso nella parola "umiltà", che ha incantato Dio, e che l'ha resa "la piena di grazia" proprio perché "svuotata di sé". Così straordinaria nella sua "ordinarietà" che fa innamorare Dio.

Come è diverso - fa notare il Papa - lo sguardo dell'uomo da quello di Dio: l'uno "ricerca la grandezza e si lascia abbagliare da ciò che è appariscente", l'altro invece guarda il "cuore", come è accaduto con Maria:
Oggi, guardando a Maria assunta, possiamo dire che l’umiltà è la via che porta in Cielo. La parola “umiltà” lo sappiamo deriva dal termine latino humus, che significa “terra”. È paradossale: per arrivare in alto, in Cielo, bisogna restare bassi, come la terra! Gesù lo insegna: «chi si umilia sarà esaltato» (Lc 14,11). Dio non ci esalta per le nostre doti, per le ricchezze, per la bravura, ma per l’umiltà. Dio è innamorato dell’umiltà. Dio innalza chi si abbassa, chi serve.

E così è stato con l'umile Maria la quale, come ripete il Magnificat, a sé non attribuisce altro e non ricerca altro che il "titolo" di serva. E questo deve far riflettere ciascuno di noi sulla nostra vita, suggerisce Papa Francesco, mettendo ancora una volta a confronto un atteggiamento umano e uno divino: il bisogno di affermarsi, di essere lodato e "primeggiare" con la capacità invece di" servire", "ascoltare", "tacere" e "fare un passo indietro", disinnescando e non alimentando con le chiacchiere "litigi e discussioni".

Chi è pieno di sé non dà spazio a Dio

In questo modo, con questo segreto, nella sua "piccolezza" e riconoscendosi "piccola e bisognosa", Maria "conquista i cieli per prima". Proprio per la sua umiltà dunque Lei è "la piena di grazia". E' sul suo nulla, infatti, che il Signore ha potuto "compiere grandi cose":

Con Dio, solo chi si riconosce un nulla è in grado di ricevere il tutto. Solo chi si svuota di sé viene riempito da Lui. E Maria è la «piena di grazia» proprio per la sua umiltà. Anche per noi l’umiltà è il punto di partenza sempre, è l’inizio del nostro aver fede. È fondamentale essere poveri in spirito, cioè bisognosi di Dio. Chi è pieno di sé non dà spazio a Dio, e tante volte siamo pieni di noi, e chi è pieno di sé non dà spazio a Dio, ma chi si mantiene umile permette al Signore di compiere grandi cose.

Maria, umile e alta, è una speranza per noi

E' quello che, in modo magistrale, Dante Alighieri nel XXXIII canto del Paradiso racchiude nel celebre verso della preghiera a Maria, pronunciata da San Bernardo, che la definisce appunto "umile e alta più che creatura". Il Papa cita il poeta fiorentino per sottolineare proprio come Dio abbia fatto grande questa creatura umile, "la prima a conquistare i cieli con tutta sé stessa" nonostante abbia trascorso una vita "per lo più tra le mura domestiche, nell’ordinarietà":

Le giornate della Piena di grazia non ebbero molto di eclatante. Si susseguirono spesso uguali, nel silenzio: all’esterno, nulla di straordinario. Ma lo sguardo di Dio è sempre rimasto su di lei, ammirato della sua umiltà, della sua disponibilità, della bellezza del suo cuore mai sfiorato dal peccato.

E che grande messaggio di speranza è questo per tutti coloro che vivono "giornate uguali, faticose e spesso difficili", per ognuno di noi:

Maria ti ricorda oggi che Dio chiama anche te a questo destino di gloria. Non sono belle parole. È la verità. Non è un lieto fine creato ad arte, una pia illusione o una falsa consolazione. No, è la verità è la pura realtà, la realtà viva e vera come la Madonna assunta in Cielo.

Non resta dunque che "festeggiare" Maria con "amore di figli gioiosi e umili” pregarla - conclude il Papa - di "essere un giorno in Cielo con lei" e di ricordarci quali sono i segreti che ci fanno raggiungere questa meta: "piccolezza e servizio".