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Papa Francesco: «Radio Mater? Oh…la radio della Madonna. Grazie per i sacrifici che fate...

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  • 28/08/2019

Il nostro Gianluca Pedrali ha consegnato personalmente al Santo Padre il libro “Radio Mater, sempre a servizio della Chiesa”, pubblicato in ricordo del Venticinquesimo della nostra radio.

 

Papa Francesco: «Radio Mater? Oh…la radio della Madonna. Grazie per i sacrifici che fate. Grazie e continuate a comunicare il Vangelo senza paura. Abbiate fiducia!».

 

Tutto è andato per il meglio. Missione compiuta. Ma quale vi chiederete? Quella di andare da Papa Francesco e di consegnargli il libro “Radio Mater, sempre a servizio della Chiesa”, pubblicato in ricordo del Venticinquesimo della nostra radio.

Tutto ha avuto inizio la mattina del 20 agosto, (quando, grazie all’intervento premuroso del Comandante della Gendarmeria vaticana abbiamo avuto il permesso di entrare dalla Porta del Perugino in modo diretto) con la Messa in Santa Marta e poi la colazione in Casa Santa Marta. Lì ci ha accolti il Direttore Generale mons. Battista Ricca al quale abbiamo detto tutto il bene che Radio Mater dona a chiunque l’ascolti. Poi è iniziata la mia “peregrinazione” fra i sacri palazzi.

nnanzitutto mi sono recato presso il Governatorato per consegnare al cardinale Angelo Comastri la prima copia del libro sul Venticinquesimo, accompagnato da una lettera personale di don Mario.

Poi, dopo una bella passeggiata nei giardini vaticani (visto che ero lì e nessuno mi ha mai fermato, ne ho approfittato) mi sono recato in Segretaria di Stato ed ho consegnato il secondo libro per il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato (che ci aveva inviato lo scorso 24 febbraio un messaggio augurale e la benedizione apostolica del Santo Padre) ed, infine, alla Prefettura ho lasciato la copia per mons. Georg Gänswein, segretario di papa Benedetto XVI e Prefetto, e quella per il papa emerito Benedetto XVI . Ho chiesto notizie sulla sua salute e mi è stato riferito che, pur con tutti gli acciacchi della sua veneranda età, sta bene.

Il giorno successivo, nuovamente passando dalla Porta del Perugino, ci siamo recati in aula san Paolo VI. Ecco lì la sorpresona inaspettata: mentre stiamo camminando tranquilli, abbiamo visto dei gendarmi che ci facevano dei segni ma non capivamo. Ad un tratto chi ci è passato davanti Il Santo Padre. Era tutto assorto. Sembrava che nulla lo disturbasse in questa sua concentrazione. Lo abbiamo salutato e lui ci ha guardati negli occhi e ci ha detto: «Buon giorno. State bene? Ci vediamo dopo» ed entrò in Casa Santa Marta. La giornata prometteva bene!

Eccoci in aula Paolo VI. In prima fila, al posto numero 8. Tutto è pronto: il libro per il Papa e il nuovo numero di “Eccoci Mamma”, la rivista di Radio Mater.

Il Santo Padre ha offerto a tutti i partecipanti una riflessione meravigliosa. L'autenticità di un cristiano si vede dalle tasche: se si dona agli altri e non si accumula per sé, allora c'è autentica conversione. «La comunità cristiana - osserva il Papa - nasce dall'effusione sovrabbondante dello Spirito Santo e cresce grazie al fermento della condivisione tra i fratelli e le sorelle in Cristo. C'è un dinamismo di solidarietà che edifica la Chiesa come famiglia di Dio, dove risulta centrale l'esperienza della koinonia, parola greca che vuol dire 'mettere in comune, essere come una comunità, non isolati, mettere in comune, partecipare, non isolarsi condividere, comunicare, partecipare». Il Papa fa l'esempio del volontariato: «Quanti cristiani in Italia fanno il volontariato! Questo è bellissimo, è comunione e condividere con chi ha bisogno. Così è il volontariato, le visite ai malati: sempre condividere e non cercare solo il proprio interesse!».

Durante l’udienza, a metà circa della catechesi, una bambina è salita sul palco e si è messa a correre, a più riprese per tutta la durata dell’udienza, passando davanti al Papa, quasi per renderlo partecipe della sua particolare “coreografia”. Mentre si vedeva un gran movimento per cercare di bloccarla, il Papa ha detto: «Lasciala tranquilla, Dio parla con i bambini». Poi, rivolgendosi in modo diretto ai pellegrini ha detto, e qui ha sorpreso tutti i presenti: «Tutti abbiamo visto questa ragazza, è tanto bella. Poverina, è vittima di una malattia e non sa cosa fa. Ma io vi faccio una domanda, e ognuno risponda nel suo cuore: ho pregato per lei, vedendola? Ho pregato perché il Signore la guarisca, la custodisca? Ho pregato per la sua famiglia? Sempre quando vediamo una persona sofferente dobbiamo pregare. Io ho pregato per questa persona che ho visto, che si vede che soffre?».

Papa Francesco è così: sta’ con chi è solo, con chi non ha voce, con chi soffre, con chi è ultimo secondo quanto dice Gesù.

Poi è sceso e ha salutato i fedeli. Lì ho potuto consegnare il libro “Radio Mater, sempre a servizio della Chiesa” e “Eccoci Mamma”, accompagnati da una lettera personale di don Mario.

Papa Francesco prendendoli in mano ha detto: «Radio Mater? Oh…la radio della Madonna. Grazie per i sacrifici che fate. Grazie e continuate a comunicare il Vangelo senza paura. Pregate per me e la Chiesa». Allora io ho detto: «In radio lo si fa sempre Santità» e Lui: «Lo so, abbiate fiducia!».

Queste sue ultime parole mi hanno fatto intendere che, in qualche ritaglio del suo prezioso tempo, papa Francesco ascolta Radio Mater.

Uscito dall’udienza, subito ho mandato ad Enrico e Giovanna questo messaggio petrino. Mia grande sorpresa è avere ricevuto la telefonata di don Mario al quale ho riferito il messaggio. Piangeva, era contento era agitato (mi sarebbe piaciuto vedere il suo viso). Poi, come è suo solito, non so quante volte abbia ripetuto la parola GRAZIE.

Questa “consegna impossibile” è riuscita perché da lassù qualcuno l’ha voluta e sostenuta e ha aperto tutte le strade e conoscenze. Il GRAZIE va a Lei e a tutta la famiglia di Radio Mater. A TUTTI.

Gianluca Pedrali