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"Il viaggio del Papa è un dono enorme..."

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  • 30/01/2017

Il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, parlando ai giornalisti ha detto:

 

«La visita del Papa è un dono enorme: non solo per Milano ma per tutte le terre lombarde. Molte città d’Europa lo hanno invitato: ha scelto noi. Non dobbiamo sprecare questo dono: l’occasione di un incontro che sarà certamente un faccia a faccia».

Così il cardinale Angelo Scola, rispondendo ai cronisti a margine dell’incontro con i giornalisti nell’occasione della festa del loro patrono, san Francesco di Sales. Organizzato dall’Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi di Milano con l’Unione cattolica stampa italiana, ha richiamato oltre 400 giornalisti al dialogo dell’arcivescovo con Carlo Verdelli (direttore dimissionario dell’informazione Rai) e Daria Bignardi (direttore Rai Tre), moderati da Massimo Bernardini ( TvTalk, Rai Tre) sul tema Vero, verosimile, post-verità.

In uno scenario segnato dal trionfo dei social media, dalla crisi dei media tradizionali e dall’esplosione della post-verità (che è «il dilagare del falso per vero», ha ricordato Verdelli), non basta essere competenti: al giornalista è chiesto di essere «persona che parla con autorità», ha spiegato Scola, perché capace di mettersi in gioco con la realtà, le persone, le relazioni, le circostanze che è chiamato a raccontare. Perciò servono umiltà, benevolenza verso le persone e i fatti (ha aggiunto citando la Filotea di Francesco di Sales), capacità di ascolto vero, «ascolto di fecondazione», come ama dire Scola: «un appassionato ascolto dell’altro per andare insieme verso la verità che si fa incontro nella realtà».

Se c’è un comunicatore con queste caratteristiche, è papa Francesco. E la visita del 25 marzo sarà occasione per farne esperienza. In particolare «la Messa al Parco di Monza, alla quale sono invitati i fedeli di tutte le diocesi lombarde. Il faccia a faccia col Papa resta qualitativamente rilevante e più imponente di qualunque sguardo attraverso la televisione e i new media – torniamo alle dichiarazioni a margine di Scola –. La forza del messaggio di papa Francesco? Sta nel fatto che lui ripropone il Vangelo – l’avvenimento di Gesù – giocandosi in prima persona con tutti gli interlocutori, in ogni circostanza. Lo fa con grande coraggio, rinunciando a ogni forma di distanza sacrale legata al ruolo, mostrandosi come un cristiano fra gli altri».

Anche nell’era dei social e del virtuale, il «faccia a faccia» resta decisivo, è la convinzione di Scola. Come decisivi sono la competenza, la professionalità, il senso di responsabilità dei giornalisti, ha detto Bignardi, per affrontare la sfida della post-verità usando gli stessi social media. «Il vero argine alla valanga della post-verità – ha affermato Verdelli – è un’opera collettiva, realizzata facendo ciascuno la propria parte, mettendo a punto un brevetto universale da applicare ai nostri articoli, servizi, siti e giornali: l’algoritmo della credibilità.

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