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“O uomini che ci ascoltate: la nostra gioia è grande e si chiama Gesù!”

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  • 20/09/2016

Card. Angelo Bagnasco durante la S. Messa
a conclusione del Congresso Eucaristico Nazionale

“O uomini che ci ascoltate:
la nostra gioia è grande e si chiama Gesù!”

 

“Come una vela al largo, sostenuta dal vento dello Spirito”. Passano davanti al braccio di mare davanti a piazzale Kennedy le barche a vela dei diportisti della domenica. Passano navi container e molte altre imbarcazioni. Ed è forse proprio questo scenario che ispira al cardinale Angelo Bagnasco le parole con cui conclude la sua omelia e di fatto il XXVI Congresso eucaristico nazionale. Il mare è li, di fianco al palco della Messa finale, alla quale sono accorsi in 15mila nonostante la minaccia della pioggia, che fortunatamente non si concretizza, anzi lascia spazio al sole.

Anche le espressioni dell'arcivescovo vanno oltre le nubi delle preoccupazioni del presente. E da Genova si dirigono “al nostro amato Paese - dice -, a quanti guardano a questo grande cenacolo con l’attesa di una parola particolare. Vorremmo dirvi - afferma Bagnasco - che vi siamo sinceramente vicini, che ci state a cuore, che ci anima una piena disponibilità a incontrarvi; insieme con voi ci sentiamo pellegrini verso casa. Siamo Pastori di una Chiesa esperta in umanità: la nostra voce è discreta, ma ora – come una vela al largo, sostenuta dal vento dello Spirito – prende vigore e proclama: O uomini che ci ascoltate: la nostra gioia è grande e si chiama Gesù!”. In effetti Gesù ha camminato per le vie di Genova per tutti e quattro i giorni del Congresso. Processioni e Messe. Adorazioni come quella di sabato al porto antico.

 

E nella mattinata di domenica la suggestiva processione dei "Cristi", gli artistici bellissimi crocifissi delle confraternite genovesi, il più pesante dei quali arriva a 176 chilogrammi. Uno dei più pregevoli campeggia sul fondale del palco e attira tutti gli sguardi, mentre la celebrazione si dipana tra canti e letture, preghiere del presidente dell'Assemblea e risposte dei fedeli. Nell'omelia il cardinale traccia una sorta di primo bilancio del Congresso. Soprattutto quel suo annunciare il Vangelo di salvezza che ne costituisce il principale messaggio alla Chiesa e al Paese. Bagnasco ricorda che è lo stesso messaggio del Papa, che pur non essendo fisicamente presente, è in profonda comunione con i congressisti, tanto che all'Angelus, trasmesso in diretta sui maxischermi del piazzale alla fine della Messa, Francesco non manca di mandare un messaggio ai fedeli riuniti a Genova.

 

Ma poi il presidente della Cei vi aggiunge un messaggio specifico per ognuna delle categorie che hanno preso parte all'evento. “In particolare sottolinea - a voi giovani noi Pastori ripetiamo: non scoraggiatevi mai, l’umanità ha bisogno di voi, di "giovani svegli, desiderosi di rispondere al sogno di Dio e a tutte le aspirazioni del cuore". A voi famiglie, che siete Chiesa domestica e scuola accogliente di vita in tutte le sue fasi, giunga la nostra voce di ammirata riconoscenza. Una famiglia che prega non potrà mai essere semplicemente disperata né cadere totalmente in preda alla discordia. A voi diseredati della vita, da qualunque parte veniate, rinnoviamo la nostra prossimità: il Dio dell’amore ci spinga a camminare insieme, nella promozione della stessa dignità e nella responsabilità di un comune destino.

 

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