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Discorso ai giovani: “Non mangiare quello che i media ti servono nel piatto”

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  • 29/05/2017

Viaggio Papa Francesco a Genova

Discorso ai giovani: “Non mangiare quello che i media ti servono nel piatto”

“Genova è una città porto, che ha saputo ricevere storicamente tante navi e che ha generato grandi navigatori. Per essere discepoli, ci vuole lo stesso cuore di un navigatore”. Il Papa ha concluso l’incontro con i giovani al Santuario della Guardia lasciando due parole d’ordine, prese proprio dalla storia del capoluogo ligure: “Orizzonte e coraggio”, “virtù dei navigatori che sanno leggere l’orizzonte e hanno il coraggio per andare”, come quei “grandi navigatori del XV secolo che sono usciti da Genova”. “Voi giovani avete la possibilità di conoscere tutto con le nuove tecniche, ma queste tecniche di informazione ci fanno cadere tante volte in un tranello”, ha ammonito Francesco: “Invece di informarci, ci saturano, e quando tu sei saturato l’orizzonte si avvicina e hai davanti a te un muro, hai perso la capacità di orizzonte”. “Sempre guardare quello che ti vendono nei media”, il consiglio, all’insegna della contemplazione, che è “la capacità di contemplare l’orizzonte, di farsi un giudizio proprio, non mangiare quello che ti servono nel piatto”. “Lo dico a tutti i genovesi: orizzonte e coraggio, e avanti!”, l’invito del Papa. “Gesù per favore sfidami, e dammi il coraggio di poter rispondere, alla sfida e a te”, la preghiera consigliata. “A me piace tanto questo Gesù che disturba, che importuna – ha confessato Francesco – perché è Gesù vivo, che ti muove dentro con lo Spirito Santo. Che bello un ragazzo e una ragazza che si lascia importunare da Gesù, che non si lascia tappare la bocca con facilità, che non è contento con risposte semplicistiche, che cerca la verità”.

“Dobbiamo imparare a sfidare il presente!”, ha esclamato il Papa alla fine del discorso a braccio rivolto ai giovani, al Santuario della Madonna della Guardia di Genova. Francesco ha chiesto “giovani svelti”, che grazie a “una vita spirituale sana”, “davanti ad alcune cose che oggi ci propone questa cultura ‘normale’- dicono – si domandino: ‘Questo è normale, o questo non è normale?’”. “Tante volte i giovani sono le prime vittime di questi venditori di fumo, che fanno credere tante cose – la denuncia del Papa – ma uno dei primi coraggi che dovete avere è il coraggio di cercare la verità”. La lista fornita da Francesco ai giovani è lunga e dettagliata: “È normale che ogni giorno cresca quel sentire dell’indifferenza, con gli amici, con i vicini, nel quartiere, nel lavoro, nella scuola? È normale che molti dei nostri coetanei migranti, provenienti da Paesi lontani, difficili, che fuggono dalla guerra, vivano nelle nostre città in condizioni veramente difficili? È normale che il Mediterraneo sia diventato un cimitero? È normale che tanti Paesi – non dico l’Italia, che è tanto generosa – chiudano le porte a questa gente che fugge dalla fame, dalla guerra, gente sfruttata che viene a cercare un po’ di sicurezza?”.

“Se non è normale, io devo coinvolgermi perché questo non succeda”, la proposta: “Ci vuole coraggio”. Come quello di Cristoforo Colombo, che “dicono che era dei vostri”: un “pazzo”, lo ha definito il Papa, che “aveva fatto un ragionamento sulla normalità e ha fatto una sfida grande, ha avuto il coraggio”. “È normale – ha proseguito Francesco – che davanti al dolore degli altri il nostro atteggiamento sia chiudere le porte?”. E ancora: “Se non è normale, devi coinvolgerti, e se non hai il coraggio, stai zitto, china la testa e umiliati davanti al Signore”. “Sfidare il presente è trovare il coraggio di dire che ci sono cose che sembrano normali, ma non sono normali”, ha sintetizzato il Papa: “Non sono cose volute da Dio e non devono essere cose volute da noi”. “Sono sicuro che voi genovesi siete capaci di sogni e di tanto coraggio!”, ha concluso Francesco, che citando un’espressione delle sue parti ha aggiunto: “Vi butto il guanto in faccia, voi vedete…”. “Ogni mattina, una semplice preghiera”, il consiglio ai giovani: “Signore, ti chiedo per favore, oggi non lasciare di sfidarmi! Vieni a importunarmi un po’ e dammi il coraggio di poterti rispondere”.

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