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“Il potere” del Bambino, “non è il potere di questo mondo"

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  • 01/01/2017

Benedizione Urbi et Orbi di Papa Francesco nel giorno di Natale

“Il potere” del Bambino,
“non è il potere di questo mondo,
basato sulla forza e sulla ricchezza;
è il potere dell’amore”.

“Cari fratelli e sorelle, buon Natale! Oggi la Chiesa rivive lo stupore della Vergine Maria, di san Giuseppe e dei pastori di Betlemme contemplando il Bambino che è nato e che giace in una mangiatoia: Gesù, il Salvatore”.

Così Papa Francesco nel tradizionale messaggio natalizio ai fedeli presenti in piazza San Pietro e a quanti lo ascoltano attraverso la radio e la televisione, prima d’impartire la benedizione “Urbi et Orbi”.

“Il potere” del Bambino, ha spiegato Francesco, “non è il potere di questo mondo, basato sulla forza e sulla ricchezza; è il potere dell’amore. È il potere che ha creato il cielo e la terra, che dà vita a ogni creatura: ai minerali, alle piante, agli animali; è la forza che attrae l’uomo e la donna e fa’ di loro una sola carne, una sola esistenza; è il potere che rigenera la vita, che perdona le colpe, riconcilia i nemici, trasforma il male in bene. È il potere di Dio.

Questo potere dell’amore ha portato Gesù Cristo a spogliarsi della sua gloria e a farsi uomo; e lo condurrà a dare la vita sulla croce e a risorgere dai morti. È il potere del servizio, che instaura nel mondo il regno di Dio, regno di giustizia e di pace”.

Per questo, ha aggiunto, “la nascita di Gesù è accompagnata dal canto degli angeli che annunciano: ‘Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama’. Oggi questo annuncio percorre tutta la terra e vuole raggiungere tutti i popoli, specialmente quelli feriti dalla guerra e da aspri conflitti e che sentono più forte il desiderio della pace”.

Ecco il video del discorso di papa Francesco:

https://www.youtube.com/watch?v=f20QHP9WMdc

 
 

Angelus di papa Francesco a Santo Stefano

«Il mondo odia i cristiani per la stessa ragione per cui ha odiato Gesù, perché Lui ha portato la luce di Dio e il mondo preferisce le tenebre per nascondere le sue opere malvage».

Lo ha affermato Papa Francesco all'Angelus dedicato al martirio di Santo Stefano, il primo di una lunga serie che continua fino ad oggi. "Anche oggi - ha detto - la Chiesa, per rendere testimonianza alla luce e alla verità, sperimenta in diversi luoghi dure persecuzioni, fino alla suprema prova del martirio". "Quanti nostri fratelli e sorelle nella fede subiscono soprusi, violenze e sono odiati a causa di Gesù! Oggi vogliamo pensare a loro ed essere vicini a loro con il nostro affetto, la nostra preghiera e anche il nostro pianto".

"Vi dico una cosa: i martiri di oggi sono maggiori nel numero rispetto ai martiri dei primi secoli. Quando leggiamo la storia leggiamo tanta crudeltà verso i cristiani, la stessa c'è oggi, ma in numero maggiore, verso i cristiani".

"Ieri giorno di Natale i cristiani perseguitati nell'Iraq hanno celebrato il Natale nella loro cattedrale distrutta; è un esempio di fedeltà al Vangelo: essi testimoniano con coraggio la loro fedeltà a Cristo", ha continuato il Papa a braccio. "Nonostante le prove e i pericoli, essi testimoniano con coraggio la loro appartenenza a Cristo e vivono il Vangelo impegnandosi a favore degli ultimi, dei più trascurati, facendo del bene a tutti senza distinzione; testimoniano la carità nella verità".

"Nel fare spazio dentro il nostro cuore al Figlio di Dio che si dona a noi nel Natale, rinnoviamo la gioiosa e coraggiosa volontà di seguirlo fedelmente come unica guida, perseverando nel vivere secondo la mentalità evangelica e rifiutando la mentalità dei dominatori di questo mondo".

"Alla Vergine Maria, Madre di Dio e Regina dei martiri, eleviamo - ha poi concluso il Papa - la nostra preghiera, affinché ci guidi e ci sostenga sempre nel nostro cammino alla sequela di Gesù Cristo, che contempliamo nella grotta del presepe e che è il Testimone fedele di Dio Padre".

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