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Accogliere sempre e costruire ponti e non muri

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  • 27/03/2019

Papa Francesco in Campidoglio

Accogliere sempre e costruire ponti e non muri

Ancora una volta, il santo Padre, ci ha stupito con le sue parole ed i suoi gesti. Il 26 marzo scorso, il Papa è andato ad incontrare il sindaco di Roma e le autorità capitoline. Le sue parole sono state dirette e molto chiare: «Roma si mantenga all’altezza dei suoi compiti e della sua storia, che sappia anche nelle mutate circostanze odierne essere faro di civiltà e maestra di accoglienza, che non perda la saggezza che si manifesta nella capacità di integrare e far sentire ciascuno partecipe a pieno titolo di un destino comune». Il Papa ha invitato tutti ricordare e vivere i valori grandi che non sono legati ad idee politiche o altro, ma sono intrinsechi nel nostro essere uomini e donne civili cioè quello di accogliere chiunque ci chieda un aiuto, chiunque fugga da guerre o malattie, a chiunque bussi alle nostre porte per chiedere AIUTO. Pur di fronte al dilagarsi delle corruzioni, il Papa chiede di ritornare a ciò che conta davvero: una rinascita spirituale e morale di tutti.

Roma viene vista come punto di unità e di intercultura; di unione di mondi e storie diverse che si fondano in una sola cosa, di visi e tradizioni diverse che si sentono un unico popolo. Il Papa definisce la Capitale «polo d’attrazione e cerniera» per tanti studenti e pellegrini, turisti, profughi e migranti provenienti da ogni regione d’Italia e da tanti Paesi del mondo. Roma non deve perdere, anche se sta soffrendo e viene dimenticata dalla politica e lasciata sola, di essere una città sempre ospitale con tutti. Deve adoperare le sue energie per accogliere e integrare, per trasformare tensioni e problemi in opportunità che promuovano il dialogo, l’incontro e la crescita.